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Nino Frassica – Io, Ugo e la Gatta (1993 – CD)

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Nino Frassica Io Ugo e la gattaDimenticate per un attimo il Nino Frassica attore di sit-com per famiglie e marchette facili facili per fare cassa, rispolveriamo invece il Nino Frassica comico. Geniale intrattenitore del nonsenso. Non totalmente surreale come Francesco Salvi ma più raffinato, composto ed educato, pur nella sua scientifica follia. Non a caso è giusto ricordarlo per le scorribande catodiche in seconda serata con “Quelli della Notte” e soprattutto con il funambolico show “Indietro Tutta!”.

La collaborazione con Renzo Arbore ha fatto letteralmente decollare la carriera del comico messinese che nei primi anni ’90 oltre a fare il prezzemolino in trasmissioni come “Fantastico”, “Scommettiamo Che” e “Domenica In”, è stato immediatamente sequestrato da commedie di genere come “Vacanze di Natale ‘91”, “Sognando la California” e “Anni ’90”, non capolavori del cinema ma sicuramente vere e proprie pellicole sforna-soldi.

All’apice del successo ecco che arriva la classica “offerta che non si può rifiutare”, in altre parole incidere un disco per la stagione estiva. Convinto dal produttore e concittadino Gioacchino Rispoli (nonché autore e musicista di sigle televisive ma anche produttore di Mia Martini, di Amedeo Minghi e Mietta e dei primi dischi dei Tiromancino) il comico baffuto si lascia coinvolgere in questo progetto di musica da dancefloor, o più precisamente come andava dichiarando all’epoca “techno-house”.

Sulle musiche composte da Franco Boccucci il buon Nino si lancia a bomba in questo bizzarro esperimento di house demenziale, scrivendo i testi di tutti i brani, puntando sulla satira di costume, ovviamente con il suo solito stile inimitabile.

Piange il cuore ammetterlo, ma questo “Io, Ugo e la Gatta” a nostro parere non avrebbe dovuto raggiungere i negozi di dischi. Le basi hanno dei buoni spunti ma è il progetto in sé a non stare in piedi. La musica è solo una mera scusa utilizzata come canovaccio per le divagazioni logico-linguistiche del nostro che spesso lasciano il tempo che trovano. Qualche lampo di comicità si trova qua e là (“Pronto… Lady Barbara” la migliore del lotto), ma sono gocce in un oceano di nulla.

Com’è d’uopo in questi dischi troviamo anche l’immancabile cover, la non certo scontata “Sono Una Donna Non Sono Una Santa” di Rosanna Fratello, buona però solo per qualche erudito musicofilo.

Un disco senza alcun appeal e anche dall’aspetto molto “cheap”, pubblicato dalla Fonit Cetra solo per cercare di sfruttare la notorietà nazional-popolare del personaggio di Nino Frassica e che senza sorpresa, non solo non si è filato nessuno, ma è completamente (o quasi) scomparso tra le pieghe del tempo. Figlio di quei “favolosi anni ‘90” made in Italy che a noi piace tanto rispolverare.

Per sciaquarsi le orecchie da tutto questo meglio tornare ad ascoltarci il nostro amato Nino intonare “c’è chi c’ha la macchinona, c’è chi c’ha la moglie bona…”.

Tracklist:
01. Ugo
02. Pronto… Lady Barbara
03. Grembiulino
04. Dammi la Gatta
05. Chiamate Mogol
06. Puzzi di Fumo
07. 600.000 Lire
08. Tagliate i Capelli
09. Sono una Donna Non Sono una Santa
10. I Custaddeddi

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3 COMMENTI

  1. Dammi La Gatta, comunque, era qualcosa!!!
    Il buon Nino ai tempi recitò anche in Mortacci di Citti, che non è un capolavoro ma rimane un pezzo di cinema dell’assurdo, in pieno stile cittiano, che si attagliava benissimo alla sua maschera (il cast era, peraltro, delirante: Carlo Alt, Sergio Rubini, Vittorio Gassman, Malcolm McDowell…).

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