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Naomi Campbell – Babywoman (1995 – CD)

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Naomi Campbell BabywomanSe vi dicessero che un disco di debutto con un milione di copie vendute è stato un flop, pensereste di parlare con un pazzo, e invece per la bella Naomi Campbell è andata proprio così. La modella, dopo essere apparsa in numerosi videoclip di artisti famosi come Michael Jackson, George Michael, Jay-Z , Macy Gray, Prince, Usher e Madonna, ha provato a “mettersi in proprio” e passare dall’altra parte improvvisandosi cantante. A dire il vero la pantera nera della passerella sui toni medio-bassi non se la cava affatto male, ma quando deve cantare a pieni polmoni la voce appare troppo acerba e in certi momenti fastidiosa (“Picnic In The Rain”, “When I Think About Love”).

Se le viene dato del buon materiale riesce anche a essere tremendamente efficace come nel singolo “Love and Tears” (la canzone migliore dell’album), ma purtroppo la maggior parte delle composizioni non ha anima e sembrano scarti di canzoni scritte per cantanti più famosi (“I Want To Live” non è male, ma sembra un pezzo di Madonna), inoltre le sonorità sono troppo figlie degli anni ’90 (“Babywoman” su tutte) e non mancano certo alcuni scivoloni piuttosto pacchiani (“Ride a White Swan” e “Looks Swank” davvero inascoltabili) e cadute nel pop da supermercato (“When I Think About Love” e “Sunshine On a Rainy Day”).

Voi vi chiederete, chi diavolo ha comprato un milione di copie di questo album? È presto detto: i giapponesi! Sì, il Sol Levante, notoriamente poco raffinato in fatto di musica occidentale, si è accaparrato la maggior parte delle copie, facendo diventare “Love and Tears” una vera hit; l’anno successivo Naomi bisserà il successo in estremo oriente con il singolo “La La La Love Song” in collaborazione con Toshinobu Kubota vendendo la bellezza di 1,856,000 copie! Sfortunatamente non le verrà data più nessuna chance di tornare al mondo della musica se non con fugaci apparizioni in “Cool as Ice” di Vanilla Ice e nell’album “Q’s Juke Joint” di sua maestà Quincy Jones.

Se trovate il disco in qualche cestone al supermercato o più probabilmente in qualche autogrill poco frequentato, investite tranquillamente 3 € e non ve ne pentirete troppo; al massimo tra 10 anni avrete un raro pezzo di modernariato anni ’90.

Tracklist
01. Love And Tears
02. I Want To Live
03. Ride a White Swan
04. Life Of Leisure
05. Babywoman
06. Looks Swank
07. Picnic In The Rain
08. When I Think About Love
09. All Through The Night
10. Sunshine On a Rainy Day
11. I Want To Live (Reprise)

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10 COMMENTI

  1. E’incredibile come di un disco che ha venduto un milione di copia non si trovi traccia su emule…

    che i giapponesi siano tutti ligi e bigi ?

    🙂

  2. non è vero che è un flop….io sono un musicista e tecnico del suono di professione con alle spalle 15 anni di studi classici seri, ho questo disco che ho comprato quando ero alle superiori e lo ascolto ancora oggi.direi che è un grande disco, confezionato benissimo e con delle canzoni stupende, il fatto che lei non abbia continuato non c'entra nulla, probabilmente non era la sua strada, ci sono tanti gruppi che hanno fatto un disco famoso e sono spariti…..anzi vi dirò la mia: meglio realizzare un capolavoro come questo e sparire che sfornare altri album mediocri e non all'altezza, il disco è completamente prodotto in inghilterra e si sente, suonato e mixato da dio, e lei pur non essendo una grande cantate interpreta in maniera esemplare queste canzoni?il mio voto? 8 e mezzo…..

  3. Ha ragione Anonimo, bel disco bei suoni e voce abbastanza decente, avete dimenticato che nell’operazione c’era lo zampino del suo boyfriend dell’epoca, Adam Clayton, non proprio un principiante.

  4. Ah il Giappone…uno dei mercati discografici più ambiti, non solo perchè i giapponesi sono grandissimi fruitori (e acquirenti) di musica, ma soprattutto perchè per loro tutto ciò che arriva dal resto del mondo è oro colato, quindi riescono a restituire dignità commerciale pure alla peggior m***a.
    Peggio di loro, forse, c’è solo il sudamerica.
    Non a caso, i peggiori gruppi metal italiani, quelli che non vengono cagati nemmeno dagli amici, dicono sempre di andare fortissimo in Giappone. E pure le carcasse dei vecchi gruppi prog italiani vanno a farci i tour. Non è un merito…semplicemente laggiù non hanno un minimo di gusto musicale.

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