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Mr. T – Mr. T’s Commandments (1984 – EP)

I comandamenti rap di Mr. T, un ex buttafuori divenuto un icona pop degli anni '80

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Mr. T's CommandmentsUna delle icone indiscusse degli anni ’80 è sicuramente Mr. T, probabilmente più famoso in USA che nel resto del mondo, diventato un personaggio immortale di quel decennio per aver spodestato, momentaneamente, Rocky Balboa dal trono dei pesi massimi in Rocky III (1982) e successivamente essere entrato nel mitico A-Team (1983-1987) e non ultimo aver partecipato alla prima mitica WrestleMania in copia con Hulk Hogan.

Cresciuto in un poverissimo ghetto di Chicago dopo aver servito nell’esercito tentò inizialmente la carriera del football americano ma senza successo a causa di un infortunio al ginocchio, così decise di riciclarsi come buttafuori (prima) e bodyguard (poi) diventando particolarmente popolare tra i VIP (tra i vari clienti vi furono Michael Jackson, Muhammad Ali, Diana Ross e Steve McQueen). Oltre alla sua indubbia prestanza fisica quello che lo caretterizzava era il look originalissimo: kili di gioielli d’oro e un inusuale taglio di capelli che tributava le sue radici africane.

Mr. T's Commandments
Sylvester Stalline e Mr. T in una scena di Rocky III

La vera fama arrivò nei primi anni ’80 quando venne notato da Sylvester Stallone mentre registrava gli episodi per lo spettacolo televisivo America’s Toughest Bouncer (che poi vinse) e successivamente gli fu offerta la parte di Clubber Lang in Rocky III.

Nonostante l’aspetto aggressivo ed i modi da duro Mr. T aveva un cuore tenero e generoso ed ha sempre sempre sfruttato la sua notorietà per aiutare i ragazzi a sopravvivere nel ghetto, insegnando loro a stare lontani da droga e malavita. Nel 1984, all’apice della sua popolarità, approda al mondo della musica con lo strano EP Mr. T’s Commandments, un disco rap-didattico prego di buoni consigli ad uso e consumo delle giovani generazioni.

Nonostante tutto il bene che vogliamo a Mr. T, nonostante gli scopi sociali che si propugnava, nonostante la presenza degli scratch del’icona hip hop Afrika Islam e nonostante la supervisione di un ancora ignoto Ice-T, il risultato è musicalmente trascurabilissimo, interessante solo per qualche archeologo della cultura pop americana degli anni ’80 o per qualche super appassionato del mondo hip hop che stava per esplodere come una bomba ad orologeria. Oltre alle canzoni particolarmente deimenticabili il problema principale è che Mr. T come rapper è scarsissimo e dubitiamo davvero che anche un solo qualche ragazzino del ghetto di Los Angeles o di Atlanta abbia deciso di mantenere la retta via grazie ai consigli di un attore famoso.

Nonostante il disco non valga molto di più di una banconota da 50.000 del Monopoli, grazie alla fama dell’interprete ottenne comunque un discreto successo negli Stati Uniti raggiungendo il 75° posto della classifica di di Billboard. Non male per un ex buttafuori.

Tracklist:
A1. Mr. T’s Commandment
A2. Don’t Talk to Strangers (feat. Howard Smith e Afrika Islam)
A3. The Toughest Man In The World (feat. Afrika Islam)
A4. Mr. T, Mr. T (He Was Made for Love) (parodia di Monsieur Lee di Etienne Roda-Gil e Mort Shuman) (feat. Tata Vega)
B1. The One And Only Mr. T (feat. Afrika Islam)
B2. No Dope No Drugs (feat. Afrika Islam)
B3. You Got to Go Through It

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1 COMMENTO

  1. Mitico Mr T! Il regista del video probabilmente è davvero Matt Groening,sembra proprio uno degli stacchetti musicali che partono ogni tanto nei Simpsons…

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