Home Sesso e Musica Moana Pozzi - L'Ultima Notte / Let's Dance (1989 - 7")

Moana Pozzi – L’Ultima Notte / Let’s Dance (1989 – 7″)

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Moana Pozzi L'ultima notte let's danceNonostante abbia inciso una quindicina di brani, Moana Pozzi ha nel suo repertorio solo due pubblicazioni ufficiali o quasi, una più rara dell’altra: “Supermacho”, un picture disc mai distribuito ufficialmente, ed il 45 giri a tiratura limitata “L’ultima notte”.

Il prezioso, o sarebbe più opportuno dire costoso, 7” è stato pubblicato dalla misconosciuta etichetta LGO Music del promoter cinematografico Lanfranco Gambini e distribuito in pochissime copie che dopo la morte improvvisa dell’attrice hanno acquistato un valore molto spesso spropositato.

Entrambi i brani presenti nel vinile sono stati scritti per l’occasione dal solito Jay Horus, pseudonimo di Paolo Rustichelli, compositore responsabile delle colonne sonore dei film targati Diva Futura, società appartenente alla coppia Schicchi-Staller, con una Moana che divide equamente i suoi vocalizzi tra l’italiano e l’inglese (stentato).

Apre le danze “L’ultima notte”, una romantica ballata da nightclub per sessantenni, confezionata con penosi arrangiamenti e con un solo di sax in pieno stile anni ’80. La “casta diva” ci regala ancora una volta una performance piuttosto imbarazzante dietro al microfono grazie alla sua vocina traballante un po’ afona e un po’ stonata che nel ritornello cerca anche di cantare in un falsetto che suscita tenerezza e che ci fa rimpinagere l’autotune.

Moana Pozzi L'Ultima Notte Let's Dance
Moana Pozzi come mamma l’ha fatta

Nonostante la canzone risulti piatta ed insignificante, e questo a prescindere dall’incapacità cronica di Moana di cantare, la ricordiamo interpretata dalla nostra in un programma TV dello stesso anno intitolato II Principe Azzurro e condotto dall’immarcescibile Raffaella Carrà.

Decisamente più brillante il lato B con “Let’s Dance”, quantomeno per il ritmo decisamente ballabile; il brano, cantato in un inglese dal pesante accento italiano, sembra uno scarto svogliato del primo album di Sabrina Salerno nel bene e nel male. Tarda italo disco all’ennesima potenza per un brano inutilmente lungo (più di 5 minuti) e monotono.

Siamo tutti d’accordo sul fatto che Moana Pozzi fosse assolutamente negata per la musica, ma è indubbio che non le abbiano mai dato la possibilità di cantare un brano decente (eccezion fatta per la stupenda “Aeroplano telecomandato”).

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