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Mikimix – E la Notte Se Ne Va (1997 – CD singolo)

Caparezza a Sanremo prima di Caparezza

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Mikimix caparezza e la notte se ne vaMikimix aka Michele Salvemini. Michele Salvemini aka Caparezza. E non stiamo parlando di un curioso caso di omonimia ma proprio di quel Caparezza che nel 2003 si è imposto come come il fenomeno musicale della scena hip hop italiana.

Michele Salvemini all’epoca era davvero lontano anni luce dal suo attuale pseudonimo. E non solo perché aveva i capelli rasati e il viso glabro. Indossava abiti da b-boy uscito direttamente dalla copertina di “Tutto – Musica e Spettacolo” e frequentava amene località di villeggiatura come Castrocaro e Sanremo proponendo un rap scialbo con forti commistioni pop-melodiche.

Nelle interviste dell’epoca dichiarava di ispirarsi al grande Tupac Shakur, che dopo questa dichiarazione non trovò altra soluzione se non quella di farsi ammazzare per la vergogna. Scomodare Tupac quando, al massimo, faceva il verso ai Gemelli Diversi. Rime baciate ingenue come quelle di una filastrocca per bambini al di sotto dei 5 anni, senza alcuna pretesa se non quella di piacere alle ragazzine che compravano Cioé.

Nel 1997 Michele-Mikimix partecipa al Festival nella categoria Nuove Proposte con “E la notte se ne va” e probabilmente in pochi si ricorderanno che quell’anno venne decretato esclusivamente il primo classificato (Paola e Chiara con “Amici Come Prima”). Tutto sommato questo fu un bene perché l’hip hop al teatro Ariston è sempre stato ad alto rischio ultimo posto! E Mikimix mai sarebbe potuto uscire indenne dallo scontro con titani del neo-melodico del calibro di Alex Baroni, Tony Blescia o Randy Roberts (il figlio di Rocky Roberts). Il pezzo venne incluso nell’album “La mia buona stella”, pubblicato per la Sony. Nonostante un inaspettato, quanto effimero ed inspiegabile, successo in Francia, la sua carriera non riuscì a decollare mai.

Mikimix ridivenne Michele Salvemini. Michele Salvemini abbandonò Milano per tornare nella natia Molfetta. Si fece crescere capelli, barba e baffi, ricominciò a comporre con uno stile molto più personale e si diede un nuovo nome d’arte: Caparezza.

A tutt’oggi Michele Salvemini parla con reticenza della sua prima esperienza discografica.

Nel 2000 dedica al passato il brano “Mea culpa”, nel quale dice d’essere stato “intrappolato come uno schiavo ritratto in un contratto controproducente”. Ma dopotutto all’epoca aveva solo 24 anni. Ci sono cose davvero peggiori di cui vergognarsi che cantare una canzonetta pop.

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