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The Mike Flowers Pops – A Groovy Place (1996 – CD)

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The Mike Flowers Pops A Groovy PlaceQuando si parla di musica britannica anni ’90 le testate e le riviste “bene” sciorinano liste più o meno lunghe di artisti più o meno famosi, ma mai leggerete il nome di The Mike Flowers Pops.  Il perché? Sono tutti dei fottuti snob!

Tra britpop, shoegaze, post rock, trip hop, drum and bass e tutta la scena di Madchester il sound lounge-easy listening d’altri tempi dell’orchestrina guidata da Mike Flowers (all’anagrafe Mike Roberts) aveva tutte le carte in regola per passare inosservata, ma per fortuna grazie alla cover di “Wonderwall” degli Oasis nel 1995 riuscì ad ottenere i suoi 15 minuti di fama.

L’anno successivo seguì il primo e purtroppo unico album “A Groovy Place”, una raccolta di cover spesso improbabili e una manciata di brani originali su cui spicca la programmatica title track («A groovy place where we can sing and dance, enjoy an evening meal. / Where you can be yourself and do just what you feel») posta non a caso in apertura.

Pensare di trattare con sufficienza questo disco solo per la bizzarria del personaggio, l’umorismo di fondo e la leggerezza del progetto sarebbe un grosso errore, perchè Mike Flowers e i suoi compari d’avventura salgono in cattedra per una mezz’ora e ci danno una lezione di perfetta retro lounge da intrattenimento, con arrangiamenti azzeccatissimi, kitsch nella forma se vogliamo, ma non nella sostanza.

Oltre alla già citata cover degli Oasis troviamo riletture che possono definirsi “facili” come il classico Motown de “The “In” Crowd” e “Please Release Me”, o anche il classico dei Doors “Light My Fire” che grazie al suo andamento melodico si presta perfettamente a questa operazione.

Ma è la seconda parte dell’album che mostra le vere capacità del combo quando camminano sui carboni ardenti, interpretando magnificamente “Venus As A Boy” di Björk, “1999” di Prince e soprattutto “The Velvet Underground Medley” in cui riescono a far fluire in un unico brano “All Tomorrow’s Parties”, “Venus In Furs” e “White Light/White Heat”.

Meno dissacratori di Richard Cheese, più musicisti di Weird Al Yankovic, infinitamente più credibili del progetto “In A Metal Mood” di Pat Boone, insomma un vero peccato che a parte qualche altro brano pubblicato qua e là e la prestigiosa collaborazione con Aphex Twin, Mike Flowers e i suoi abbiano fatto perdere le loro tracce, soprattutto pensando che utilizzando pressoché la stessa idea qualcuno ha trovato una seconda se non terza giovinezza (chi ha detto Paul Anka?).

Tracklist:
01. A Groovy Place
02. Wonderwall (Oasis cover)
03. The “In” Crowd (Dobie Gray cover)
04. Light My Fire (The Doors cover)
05. Please Release Me (Roger Miller cover)
06. Venus As A Boy (Bjork cover)
07. Crusty Girl
08. The Velvet Underground Medley (The Velvet Underground cover)
09. Freebase (instrumental)
10. 1999 (Prince cover)

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5 COMMENTI

  1. Un gruppo analogo a questo fu l’ Axel Boys Quartet, dalla Danimarca.Anche loro credo riuscirono ad entrare nelle classifiche europee con “Barbie Girl” rifatta “alla maniera lounge”.Notevole la loro versione del classico dance “Mr. Vain”, anche se rimango fulminato da “Dub I Dub”, che è presente su una compilation pubblicata da Radio Capital per promuovere un bel programma musicale che trasmettevano al mattino, a metà degli anni ’90, chiamato “The Cocktail Shaker”, farcito di molte sonorità lounge vecchie e nuove.FrankDee

  2. Ah, e non parliamo poi del Frank Popp Ensemble, che pubblicò la notevole “Hip Teens (don’t wear blue jeans)”.Frank Dee

  3. dalle nostre parti non dimentichiamo i Montefiori Cocktail, che avevano anticipato il buon mike flowers facendo addirittura una versione lounge di Gipsy Lady (da da dee)putroppo gli arrangiamenti sono meno curati (molti suoni artificiosi /midi)

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