Mijares se me enamoro ricchi e poveri

La popstar messicana Mijares rispolvera i Ricchi e Poveri con Si mi enamoro

Il tormentone sanremese Se m'innamoro trova inaspettatamente nuova vita al di là dell'oceano

A volte la cover arriva non solo quando non te l’aspetti, ma anche da dove non te l’aspetti. In questo caso siamo allo scoccare del 2000 quando il mondo è dominato da gente come Aqua, Christina Aguilera, Backstreet Boys, Eiffel 65, Ricky Martin, mentre nel lontano Messico qualcuno va a ravanare nei polverosi anni ’80 alla ricerca di una hit italiana da reciclare, un po’  come si fa nei mercatini dell’antiquariato quando si cerca qualche pezzo pregiato tra montagne di ciarpame semplicemente vecchio.

In realtà la cosa non dovrebbe stupirci vista la fascinazione di quel paese per i nostri successi pop (come non ricordarci dei funanbolici Kairo, una boyband locale costruita per ricantare le hit degli 883), qui, però la cover arriva come un ospite indesiderato che ha trovato la porta aperta e si è imbucato a pranzo. L’incomodo della situazione è Mijares, sguardo profondo, voce vellutata e soprattutto idolo messicano dalla carriera sconfinata, tra pop adulto e colonne sonore (non disdegnando neppure le telenovele, ci mancherebbe, siamo nella patria di Veronica Castro). Il nostro troverà pure il tempo di prendere parte al Festival di Sanremo del 1990 come ospite straniero in abbinamento con Mia Martini interpretando La nevada, poderosa versione de La nevicata del ’56 reggendo (a detta degli addetti ai lavori) il confronto con Mimì… Insomma, non l’ultimo arrivato.

Nel 2000, bruciando sui tempi la povera Marina Occhiena, che verrà rispolverata (temporaneamente) solo vent’anni dopo, Mijares si pone come quarto componente virtuale degli indistruttibili Ricchi e Poveri grazie alla sua rivisitazione della loro celebre Se m’innamoro che, in mano sua, diventa ovviamente Si me enamoro. Si tratta banemente della cover del brano registrato proprio da Angala, Angelo e Franco per il mercato di lingua spagnola a seguito del trionfo al Festival di Sanremo del 1985. In poche parole il solito trucchetto: talmente vecchia che sembra nuova.

Tuttavia, l’operazione attira evidentemente l’ira e invidia della povera Marina Occhiena (che dopo tutto è pur sempre una che ha dato un calcio alla fortuna lasciando il gruppo due giorni prima del successo planetario), la quale scaglia sul povero Mijares la terribile maledizione Angelacadavra, che traforma in brunetta dei Ricchi e Poveri chiunque ne venga toccato.

Non c’è altra spiegazione alle mossette di danza del nostro Mijares immortalate drammaticamente dal videoclip, tragica testimonianza della sciagura abbattutasi sul poveretto che voleva solo sedersi al pianoforte, invece lo costringe subito a gettarsi in imbalsamati passetti e mossette proprio come la nostra indomabile Angela appunto, convongendo anche i poveri ragazzi del video (sconosciuti i motivi della scelta della scuola di ballo), che si agitano impazziti pure loro.

Potrebbe finire qui con una riproposizione di un vecchio classico per le nuove generazioni (non sappaimo bene quale sia la fanbase di Mijares, ma certamente gran parte del suo pubblico a quest punto ha finito di pagare il mutuo della casa), invece no. In occasione del concerto di Natale del 2021 il nostro torna sulla scena accompagnato da un’intera orchestra a cantare la “sua” hit Si me enamoro, addobbato con un inopportuno mantellaccio nero (perché?), che grazie a qualche chiletto in più e la barba bianca lo trasforma nel Vangelis della Transilvania.

In questo trionfo di condanna eterna, il povero Mijares verrà liberato dall’incantesimo solo con la reunion del gruppo con Marina Occhiena che, anche se solo per 5 minuti e qualche apparizione TV, almeno qualcuno avrà fatto davvero felice.

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