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Superbomba, l’incredibile tormentone di Maurizio Mosca

Comeee? Chiii? Sì, sì avete letto bene! L’incontenibile Maurizio Mosca si è dato alla musica per allietare la nostra estate 2001 con una… superbomba!

The Fly feat. Maurizio Mosca - Superbomba (2001 - 12")

Se vi state chiedendo come mai non ve ne siate accorti, non allarmatevi, perché praticamente nessuno, prima che venisse rispolverato nell’edizione 2007 di Guida al campionato, ha minimamente dato peso a questo malsano progetto sotto il nome di The Fly feat. Maurizio Mosca.

Tutti sappiamo che calcio, o meglio calciomercato, e Maurizio Mosca sono praticamente un entità inscindibile, quindi indovinate un po’ di che cosa parla la canzone? Sì, non fate quella faccia perché è proprio così: bombe di mercato.

Superbomba snocciola stravaganti trasferimenti di grandi campioni che il nostro giornalista-giullare profetizzava come novello veggente («Ronaldo dall’Inter al Riccione, Zidane dalla Juve al Bibbione, Toiti dalla Roma al Caprera, e la superbomba: Shevchenko al Bordighera»), ma invece di affidarsi alle interiora di qualche malcapitato animale, preferiva un ben più sobrio (si fa per dire) pendolino.

In occasione della pubblicazione del suo libro autobiografico La vita è rotonda… come un pallone da calcio (poteva essere altrimenti?) ecco che la carriera del già giornalista, opinionista, prezzemolino TV, nonché anche attore (nei film Paparazzi e Tifosi), viene suggellata dalla Superbomba. Progetto ideato da Marco Pugno e Pietro Franchioli e musicato da quest’ultimo assime alla coppia più famosa delle sigle TV degli anni 2000: Max Longhi e Giorgio Vanni.

Il brano fu inizialmente pensato come una canzoncina latina, ma rapidamente muta in un inno tamarro tipico degli anni Duemila da suonare nelle peggiori discoteche, o, per gli amanti del diversamente bello come noi, un gioiellino da portare sempre con sé. Per i fan del grande Maurizio Mosca la canzone è un must che raccoglie le espressioni tipiche del nostro, caricaturizzandole per creare un effetto di voluta auto-parodia.

A tanti anni dalla scomparsa del mitico Maurizio Mosca, a noi piace ricordarlo per due motivi: lo splendido momento di televisione in cui tentò di far arrestare in diretta un simpatico spettatore che gli fece uno scherzo telefonico e questa perla di canzone, talmente incredibile da non essere degna di essere ricordata e celebrata se non da noi. Ciao Maurizio.