Maria Sole

Abbiamo svelato il mistero di Maria Sole, la Papessa della outsider music italiana

Tra i più meravigliosi e affascinanti misteri della musica cult italiana, un posto d’onore lo merita sicuramente la carriera artistica e la vita di Maria Sole.

Attrice di teatro canzone, scrittrice, modella per artisti del calibro di Renato Guttuso, Bruno Cassinari ed Ennio Morlotti, ma soprattutto cantante di dischi incredibili, Maria Sole è indubitabilmente la regina – anzi la Papessa – dell’avanguardia pop italiana.

I suoi album sono un mix geniale di sperimentazione, ironia, assurdità e messaggi sociali sempre troppo avanti per l’epoca in cui sono stati proposti. Non a caso l’arte di Maria Sole ha conosciuto una seconda rinascita proprio sul finire degli anni 2000, complice la riscoperta da parte della trasmissione RAI Il ruggito del coniglio che, a metà tra il canzonatorio e il celebrativo, ha trasmesso la sua Sono io Alain Delon per un’intera stagione portandola a vincere la Coppa Rimetti per la canzone più brutta di quell’anno. Ma dietro al personaggio e alla musica di Maria Sole c’è molto di più.

Maria Sole è in grado di passare con eleganza da canzoni dadaiste e apparentemente nonsense  (Sono a far pipì, Bestia e Regnè-Gnegnè-Gnegnè) alla provocazione a sfondo religioso di brani come The Crucified is Dancing Rock and Roll, E le mutande della Madonna e di Mariadonna o ancora San Francesco Rock and Roll, nel tentativo di veicolare i messaggi della Chiesa con un nuovo afflato che si rivolga a un pubblico più giovane senza bigottismo. In tutto questo c’è spazio per capolavori che sembrano parodiare persino l’avanguardia più estrema ritornando nel pop più orecchiabile: è il caso di canzoni come Sono maglia amore, Sono io Alain Delon e Pelo potere. Badate bene, se pure al primo ascolto alcuni brani potrebbero strapparvi una risata, vi troverete a canticchiarli mentalmente un minuto dopo aver spento la musica e se fate attenzione vi accorgerete che molte delle idee presentate in queste canzoni hanno una freschezza, un’originalità e una precisione di intenti tali da non sfigurare nemmeno di fronte a certa musica colta che però, diciamocelo, spesso è terribilmente noiosa. Maria Sole invece riesce a trovare un equilibrio impensato tra l’Arte, i contenuti e l’intrattenimento.

Ma perché lo chiamiamo «Il mistero di Maria Sole»? Perché da quando è stata riscoperta, in rete non ci sono testimonianze dirette di Maria Sole. Nessun profilo social, nessun video, nessuna foto, nessuna intervista negli ultimi 25 anni. Solo sporadicamente, nel 2007 e nel 2018, sono comparsi due nuovi album senza alcun tipo d’informazioni aggiuntive. Questo ovviamente ha alimentato ulteriormente la curiosità e il culto della figura di Maria Sole, facendo salire vertiginosamente il valore collezionistico dei suoi introvabili dischi.

La ricerca di Maria Sole è per noi un chiodo fisso da molto tempo ed è per questo che oggi siamo orgogliosi di potervi annunciare che non solo siamo riusciti a trovarla, ma siamo anche riusciti a intervistarla. E siccome la sua musica è un tesoro da preservare per le generazioni future ma anche per quella presente, tramite l’etichetta discografica Splendido abbiamo aiutato Maria Sole a ripubblicare tutto il suo catalogo discografico sulle principali piattaforme di streaming digitali, disponibile da oggi.

Lei viene dal teatro e dalla recitazione. Da dove è nata la passione per la musica?

Per dire qualcosa alla gente, non dico per fare delle proteste ma per “insegnare” quello che può essere utile all’uomo. Per esempio il concetto della Papessa, ci insisto molto perché penso che una donna nata da una donna abbia diritto come l’uomo di avere un papato, o se non un papato esserlo almeno nella mente della gente. È un concetto che può esistere come esiste il vigile e la vigilessa, il dottore la dottoressa. Santa Rita era una santa eppure era sposata; uno direbbe «com’è possibile che fosse santa» eppure faceva cose che la rendevano più santa di un’altra che faceva la suora casta. I papi a volte sono pedine della Chiesa, invece una papessa non accetterebbe la schiavitù.

maria sole la figlia di dio (2007)

Per me una Papessa potrebbe essere completa, perché a ogni Papa è mancato qualcosa che un altro aveva, mentre una Papessa potrebbe prendere da ognuno di loro la parte migliore; per esempio Papa Wojtyla aveva una forza guerriera, aveva la sofferenza che l’ha portato ad aiutare molto il popolo; era forte come presenza, si imponeva. Papa Giovanni sapeva accattivarsi le simpatie andando in mezzo addirittura ai detenuti. Invece il povero Papa Luciani era troppo umile, troppo caritatevole, è scomparso presto dalla scena della Chiesa e questo lo dobbiamo agli errori della chiesa. Papa Ratzinger poi è il massimo dell’intelligenza. Però è stato sgridato, l’hanno relegato. Per me dovrebbero farlo Santo in terra perché ha sacrificato molto della sua vita per fare questo. Invece Papa Francesco mi sembra molto bravo ad adattarsi ai tempi che corrono. Sa stare molto bene in sella al cavallo come a un rodeo e questo gli dà molta forza.

Lei ha avuto il privilegio di poter incontrare papa Wojtyla. Fu un incontro emozionante?

Si è stato molto emozionante. Gli ho chiesto se avrebbe mai visto una papessa e lui mi disse:  «Quando morirò io allora…» come dire che non sarebbe mai avvenuto; allora ho risposto «Ma lei non è il dogma!». Ha fatto un sorriso grande e bello e ha detto: «Se ci crede lei…» come dire che ognuno crede quel che vuole. Però la Chiesa esiste da secoli, anche una volta non s’andava in jeans. I tempi cambiano. le cose si trasformano, è logico che un uomo domina sulla donna ma questo non vuol dire che anche una donna non possa avere delle possibilità, almeno non rinnegarla proprio. Poi non dimentichiamo che l’uomo è nato dalla donna, e allora! La donna ha anche delle qualità molto materne quindi potrebbe fare delle imprese buone. Non dico che adesso si farà una Papessa ma magari fra 100 o 200 anni può anche succedere. Non è che uno deve dire «no no no» come se fosse una cosa vergognosa dirlo, questo lo trovo ingiusto, per questo lo metto nelle mie canzoni e nei miei libri perché penso che la donna abbia gli stessi diritti di un uomo.

In effetti il suo discorso è avanti di tantissimi anni, solo adesso si sta cominciando a dare il giusto ruolo alla donna dopo anni e anni di battaglie.

Già nei libri e nei dischi di tanti anni fa mettevo la Papessa e gli altri miei princìpi e valori; penso che Dio abbia il potere di decidere le cose. Se noi ci allontaniamo da questo pensiero, allora vale tutto. anche la Madonna, uno dice «nasce dallo spirito santo» e la realtà farebbe ridere ma invece la fede lo rende un fatto vero.

La sua musica è sempre stata molto sperimentale e d’avanguardia. Solitamente nascono prima i testi o prima le musiche?

Sto camminando per strada, ho un’ispirazione, prendo un pezzo di carta, scrivo e mi canticchio: «ho visto la madonna che ballava il rock and roll», poi corro dall’arrangiatore e gli dico «butta giù il motivo», perché io purtroppo non conosco la musica. La gente sono i miei libri quindi molto è nato per strada o su un autobus; io cammino molto a piedi quindi le cose che mi colpiscono alle volte mi ispirano a fare qualcosa. Ora L’ultimo libro che sto preparando è sulla giustizia. Lotto da anni contro il Tribunale di Milano, qualche volta quello di Roma, ho dei processi che sto vincendo ma non si risolvono mai, allora nasce anche questa mia figura in croce. Voglio molto bene alla gente e alla gente mi ispiro, ma non per ipocrisia o perché mi servono. Non ho mai guardato alla ricchezza altrimenti, essendo stata la modella di Guttuso, Cassinari e Morlotti, mi sarebbe bastato vendere i quadri. Papà aveva bisogno dei denti, staccavo un Guttuso e glielo davo. Non ho mai dato molta importanza al soldo, certo serve ma prima bisogna pensare al proprio sentimento e ai propri valori spirituali.

Maria Sole con Papa Wojtyla
La Papessa Maria Sole incontra Papa Wojtyla

Tornando a Papa Wojtyla, l’ho conosciuto perché gli avevo mandato il mio libro I miei cari amici. Dopo un po’ mi chiama Padre Cantù della parrocchia di Milano e mi dice «Abbiamo ricevuto una lettera bellissima in cui Papa Wojtyla dice che il suo libro ha dei grandi valori spirituali». Questo mi fece piacere perché nel libro ci sono anche dei nudi. Ma lui ha capito che mettevo il nudo perché serve. Ma non tutti capiscono. Gli altri capiscono il contrario. Se io parlassi male delle donne, dicendo che potrebbero essere migliori e mi mettessi non alla loro altezza, penserebbero «dice così perché è una racchia, è invidiosa». Ecco perché mostravo anche la mia bellezza e la mia giovinezza, perché dicevo le cose per essere più creduta. Vengo molto fraintesa perché a volte uso l’intelligenza, l’astuzia, l’amore la carità e tutto. Per esempio la mia canzone Ho il sesso pronto pronto e il seno gonfio gonfio è contro qualsiasi ingiustizia ma gli altri non vanno a guardare che io sono contro l’ingiustizia, infatti su Radio Due la trasmisero molto canzonandomi, ma io lascio anche il gioco perché in fondo ottengo il mio scopo.

Infatti molte delle sue canzoni sono diventate di culto anche con ironia.

Pelo Potere è un mambo. Però dico le cose che devo dire. faccio finta di usare un tono leggero ma intanto dico quel che voglio. Chiaro che se vado a dire che Papa Francesco sembra un cowboy al galoppo ridono. Ma se lo dico in modo un po’ elegante ho detto quello che volevo dire. 

Perché anche Papa Francesco va a mangiare coi poveri e ha il fotografo, va a comprarsi le scarpe e ha il fotografo. Un Papa che si porta sempre dietro il fotografo vuol dire che ci tiene alla pubblicità. Ecco perché Papa Ratzinger mi piaceva un po’ di più in quel senso benché fosse più freddo, perché era più chiuso, non faceva vedere. Però faceva sentire quello che c’era. Molti capiscono di più Papa Francesco perché come il buon cowboy va là davanti, dice e commuove di più ma poi a sentimento tra i due io preferisco Ratzinger.

A chi o cosa si è ispirata per comporre le sue canzoni?

È un po’ monotono detto così, ma sempre ai temi religiosi; mettendoli però in un modo strano: la crocifissa, la figlia di Dio, la Papessa. Ci sono poi altre canzoni, ad esempio Ma io ti amo, legate ai sentimenti dei giovani, come l’amore. Bisogna variare nelle tematiche ma c’è sempre l’insegnamento; però non è che voglio fare la maestra. Ho sempre usato il mio corpo e i miei nudi come un insegnamento, come Leonardo da vinci studiava sui corpi. Qualcuno penserà che sono una furba, ma a me non importa. Lo facevo a doppio scopo, così prendevo quelli che guardano, i curiosi, ma allo stesso tempo veicolavo i miei princìpi. Adesso sto scrivendo della giustizia, ne dico di tutti i colori della giustizia, ma in modo carino. La legge che è uguale per tutti è un falso in tribunale. È come la mia canzone, la folla è commossa ma intanto un altro morto riappare, quella è la folla commossa che marcia ma i morti ci sono. Tutti temono il virus ma dal virus si può guarire mentre dall’uomo crudele e malvagio si muore di sicuro. tra i due animali non so qual è più animale. Io poi sono vegana, non mangio niente che venga dall’animale. Anche il fatto di essere vegana l’ho messo in una mia canzone, Quando quando la Sole fu rapita per errore. Ho messo i miei drammi anche nelle canzoni.

Uno dei suoi dischi è stato presentato da Bettino Craxi. Come andò?

All’epoca frequentavo Claudio Martelli e si usciva anche insieme a Bettino, aveva molta stima di me. Gli dissi che avevo fatto questo LP. Lo ascoltò e scrisse che questo disco aveva dei valori culturali. Un giorno gli dissi che avevo fatto un po’ di manifesti promozionali in cui c’eravamo io, Armando Stula e lui. Dopo qualche giorno Craxi mi chiama e mi chiede: «Ma cosa hai fatto? Sfilavo con Tognoli e ho visto la città tappezzata con le nostre facce. Quanti ne hai messi?»; io risposi: «Guarda, saranno mille» invece erano ventimila! Poi essendo presentati da Craxi tutti i socialisti ci facevano fare le serate. Mi chiedevano «Sei per il garofano?» E io rispondevo: «No sono per Dio, una Papessa deve essere di tutti i partiti». Anche Guttuso mi chiamava la papessa, perché ho posato per tanti anni per lui: Maddalena inginocchiata, Nudo allo specchio… Ho sempre combattuto il primato con la Marzotto. I giornalisti scrivevano che era lei la sua modella. Allora ho fatto scrivere dal mio avvocato e il suo avvocato ha risposto «Ma non è lei che lo dice, lo scrivono i giornali». Ma la Marzotto non diceva niente per smentirli quindi rimaneva che era lei!

Poi ho fatto anche la Santa Caterina di Francesco Messina, quella a Castel Sant’Angelo a Roma, sono io. Però come dico sempre, è importante essere stata la modella di Guttuso, ma è anche importante il fatto che dipingo io stessa, non si può rimanere nella memoria solo perché si è modella, ho fatto anche canzoni, libri, teatro. Fa parte del bagaglio, tutto insieme fa notizia, come il mio libro con tutti i calciatori; voglio dire, essere fotografati con Maradona non è facile! Le mie amiche mi dicevano: «ma come hai fatto a fare quelle foto, io mi sarei incantata». Ho risposto che se mi fossi incantata non avrei portato a casa le foto! Li facevo fotografare in pose spontanee, quando non se l’aspettavano e poi mettevo tutte le foto nel libro. 

Nel corso della sua carriera ha avuto a che fare con tante personalità. Ricorda altri aneddoti memorabili?

Almirante era un mio grande ammiratore. Anche lui era una persona molto molto simpatica. Un giorno Andreotti faceva una presentazione insieme agli studenti, allora mi sono detta: «lo devo intervistare». È sempre stato difficile incontrare Andreotti, allora mi sono avvicinata e gli ho detto «Che cosa ne pensa di una Papessa?» e lui ha risposto «Ma che cosa vuole che pensi, volevo farmi papa pure io e non ci sono riuscito, se non hanno fatto Papa me…» Da lì mi scriveva sempre, era un uomo intelligentissimo. Però gli è rimasta questa cosa della Papessa, infatti quando mi scriveva mi chiamava la Papessa.

Maria Sole con un giocoso Luciano Pavarotti

Come andò con Pavarotti?

Faceva delle prove in teatro, siamo andati sul palco e abbiamo fatto delle foto lì. Poi mi ha abbracciato e mi ha detto «Uè, ma non facciamo mica le foto porno?». Simpaticissimo. Ad Altobelli invece dissi: «Io la voglio mettere nel libro» e lui: «Solo quello?»

Invece con Federico Fellini?

Non sapevo come vestirmi perché a lui piacevano le donne un po’ piene. Allora mi ero messa tipo Gelsomina, avevo allora le scarpine basse. Ma anche lui ha detto: «Va a finire che tu fai diventare me un attore nel tuo libro». Quando poi ha visto il libro stampato ha detto: «Sei stata furba, m’hai fatto recitare gratis!»

Ha mai avuto a che fare con Silvio Berlusconi?

Con Berlusconi sono in ottimi rapporti ora, ma anni fa lo accusai di plagio. Ando così: grazie alla presentazione di Bettino Craxi riuscii a fargli avere una copia del mio libro Io e i principi, glielo diedi perché lo mettesse in televisione e mi aiutasse. il concetto del libro era “i principi di ogni professione”, il Duca D’Aosta, Diego Armando Maradona, Luciano Pavarotti. Un giorno mi chiama Armando in salotto e mi dice «Maria, Maria, guarda in televisione ci sono i principi veri e i principi di ogni professione, sarà che Berlusconi ha messo il tuo libro!». E invece ti vedo la Carrà che ha fatto una trasmissione con la mia stessa idea! Feci causa subito ma i miei avvocati sbagliarono e mi fecero andare a Roma, invece dovevo presentarmi a Milano; allora volevo denunciare i miei avvocati e loro riuscirono a fare una transazione con l’avvocato di Silvio Berlusconi, il quale mi diede all’epoca venti milioni tramite i miei avvocati. All’epoca Indro Montanelli dirigeva Il giornale di Berlusconi e per settimane e mesi seguì il mio caso. Mi definì Davide contro Golia. Poi credo che Berlusconi gli disse di smetterla. Prima della transazione Berlusconi aveva detto «io voglio trattarla meglio del Milan». Sono onorata di come sono andate le cose perché così mi ha fatto pubblicità. Lui ha detto che di notte aveva avuto la mia stessa idea ma il mio libro era alla libreria Rizzoli di Milano, era da un anno che lo vendevano. È anche vero che su Striscia la notizia misero il mio disco Pelo potere dicendo che sono stata io la prima a inventare quel concetto e non Antonio Albanese. Sono stata proprio Davide contro Golia, riuscire ad avere quei 20 milioni è stata una soddisfazione non per i soldi ma per la consapevolezza che se ha fatto la transazione vuol dire che avevo ragione. Da lì il Cavaliere e io rimanemmo in buoni rapporti; una volta gli scrissi gli auguri di buon compleanno e lui rispose: «Ringrazio per gli auguri ma io ho 33 anni».

Lei è sempre riuscita ad affrontare tematiche importanti con una certa ironia. Possiamo dire che l’ironia faccia parte del suo percorso?

Certamente. Ne è un esempio la foto di Craxi e De Mita in cui dicono che si vergognano delle cose che dico. La butto sempre un po’ in burletta.

In virtù dei suoi messaggi e della sua musica d’avanguardia lei è sempre stata abituata a lottare contro i mulini a vento.

Io ero diversa. Se guarda le mie foto dell’epoca vede che ho il sederino con il pantalone tutto stracciato come portano i giovani oggi. Andavo in scena interpretando Delon e portavo i pantaloni tutti tagliati come si portano ora. Anticipavo sempre le cose ma al momento venivo guardata con gli occhi un po’ strani. Come la questione che ho fatto ballare alla Madonna il rock and roll. Ma la Madonna faceva questo per dare punti alla Chiesa. Però loro non guardavano che la Madonna portava punti alla Chiesa, guardavano che la Madonna ballava il rock and roll. 

Nel suo percorso ha avuto alleati su cui poteva contare?

Ad Armando Stula devo moltissimo, se sono entrata nel mondo della canzone lo devo a lui. Tony Renis, mio caro amico, mi voleva far cantare e io dicevo «ma non so cantare, che cosa vuoi che faccia?». Poi piano piano con Armando, già cantante, sono entrata nel mondo della musica; quindi devo molto ad Armando. Moltissimo. Come arrangiatore invece ho lavorato quasi sempre con Riccardo Zara, bravissimo. Ho fatto tutti i dischi in studio da lui a Roma, tranne i primi due che li ho fatti da Trevisani, vicino al tribunale di Milano.

Lei ha sempre avuto questa predisposizione a voler far tutto da sola, in totale autonomia. Come mai?

Con gli altri non condivido le idee molto spesso. Molti non farebbero mai queste mie cose, come io che mi metto in croce. All’inizio tutti dicevano «questa è pazza, è da manicomio» ma ho messo una donna in croce perché nella sofferenza ci può essere una donna come un uomo. Ribadisco,  non è che voglio fare la Papessa o la crocifissa. Voglio ricordare il nome di Dio utilizzando un modo moderno per metterlo sempre in evidenza, perché i giovani magari hanno altri idee, allora se questi santi li facciamo ballare e li facciamo cantare, le madonne le mettiamo a ballare anche loro, è un modo come un altro per ricordare la chiesa in maniera non troppo bigotta. 

Come si sente a sapere che i suoi dischi negli ultimi anni hanno acquistato un valore economico molto alto? Se lo aspettava?

Non mi aspettavo niente. Non ho mai fatto le cose per guadagnare tanto è vero che i dischi li producevamo anche noi. Certo, io voglio che siano sentiti, voglio che la gente ascolti la mia musica, non mi interessa se prendo o non prendo, sì prendo qualcosa ed è giusto, però non sono esosa. Mi interessa che le cose possano arrivare anche alle persone meno abbienti che così non devono spendere tanti soldi.

I dischi li producevate interamente lei e Armando Stula?

Alcuni li fece la Archivak, però poco dopo li abbiamo prodotti sempre noi perché così potevo dire e fare quello che volevo io. Sennò all’epoca si immagini cosa sarebbe successo se fossi andata lì a mettermi in croce. Mi facevano correre via con una denuncia magari! Poi per esempio il fatto del nudo, guardi ad esempio il David di Michelangelo, se la chiesa non si formalizza per quel nudo artistico perché dovrebbe formalizzarsi per i miei? È come Fellini, mostrava tette e culi a destra e a manca e poi magari censurano te solo perché non sei Fellini.

Lei è una persona molto comunicativa, come mai non ha mai avuto profili social?

Non mi interessa, mi fido di poche persone. Avevo una rubrica in un giornale di Taranto che però ha fallito; la rubrica si chiamava “La Papessa”, mi scrivevano tutti e mi divertivo tanto a rispondere.

Un ringraziamento particolare a Leonardo Fabiano per averci messi in contatto con la signora Maria Sole e per averci fatto da tramite per l’intervista.

Se vuoi approfondire l’arte di Maria Sole, ti consigliamo l’episodio speciale del nostro podcast Nascostify a lei interamente dedicato. Clicca qui oppure qui sotto.

Discografia

Album

Singoli

Libri

  • I miei campioni, Kibir Edizioni, 1985
  • Io, il maestro e… (i miei anni con Guttuso), Panda Edizioni, 1987
  • Io e i Principi, ed. Italia Letteraria, 1988
  • La vergine del parto (Io nullipara), ed. Italia Letteraria, 1988
  • Gli occhi della memoria, ed. Lalli, 1990
  • I miei cari amici, ed. Italia Letteraria, 1994
  • Stevan Markovic assassinio impunito, ed. Italia Letteraria, 1996