Home Illustri Sconosciuti Maria Grazia Impero - Tu con la mia amica (1993, 7" promo)

Maria Grazia Impero – Tu con la mia amica (1993, 7″ promo)

Il tragico debutto sanremese della (in)dimenticata cantante sarda tra look da cow girl, calci volanti e hula hula hoop

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Ecco Maria Grazia Impero debuttare al Festival (ed immediatamente sparire) con una canzonaccia che, a metà anni ’70, venne proposta dall’autore Enrico Riccardi ad una ancora sconosciuta Loredana Bertè ed ovviamente scartata senza pietà dal disco di debutto Streaking (e per fortuna aggiungiamo noi)

Rimasta in un cassetto, Tu con la nia amica finisce nelle mani della povera cantante sarda che con un inspiegabile look da cow girl si presenta all’Ariston nel 1993 nella sezione Novità (vinta quell’anno da Laura Pausini con La solitudine) grazie alla precedente vittoria a Sanremo Famosi con la canzone Dentro me. Maria Grazia sul palco crea l’immediata gioia di Pippo Baudo, cui non sembra vero poter infierire (memorabile il dialogo al limite della presa in giro tra il conduttore e la cantante: «Ci presenti una canzone rrrock?», «Eh… Rock») e il panico tra gli orchestrali, alcuni dei quali visibilmente trattenuti nelle risate.

In realtà lei ce la mette davvero tutta, con un’esibizione ginnico/vocale da brivido che parte con un pregevole calcio volante iniziale (a ben evidenziare la strofa «Calci sopra la porta / per dirti che io no, non sono morta») e si snoda su un testo a tratti dissociato («Voglio graffiarti nei fianchi / bastardo come ce ne sono tanti / non mi chiamare angelo bruno, io non fumo / lo sai non fumo») a tratti psicopatico («Sento una morsa bestiale / io devo dirti sei un animale / tu non puoi chiudermi in gabbia / urlarti devo tutta la mia rabbia»).

La poveretta, come se non bastasse, perde la voce più o meno dal primo ritornello ed è costretta a sgolarsi tipo sagra di paese, pur continuando il giro di bacino del «hula hula hoop», vero tormentone del brano. Applausi, ironia di Lorella Cuccarini, Pippo Baudo che non mancherà di accennare la mossa del «hula hula hoop», eliminazione dalla gara, abbandono del progetto da parte della casa discografica (che aveva incluso il brano solo nelle varie compilation e in un 7″ promozionale) e carriera finita. O forse no?

Non più di tre anni fa infatti Maria Grazia Impero ricompare sui radar commentando personalmente il post di un blog nel quale si parla della sua canzone. Emergono quindi diversi fatti interessanti (allegedly, dal momento che non abbiamo l’assoluta certezza che sia stata lei a commentare il profilo di Google+ conferma che si trattava della vera Maria Grazia): tanto per cominciare scopriamo che il vero cognome di Maria Grazia è Imperio, modificato in Impero come nome d’arte, forse più musicale? La Imperio ci rende edotti del fatto che ora vive in Sardegna, a Calangianus, suo paese d’origine, dove gestisce lo Zeus bar sulla via principale con due ragazze alle sue dipendenze. Tutto è bene quel che finisce bene.

Maria Grazia Impero Tu Con La Mia AmicaPer quanto riguarda l’esperienza sanremese, Maria Grazia Impero racconta con le sue stesse parole: «La prima cosa che vorrei sfatare è che non è vero che la Ricordi decise di non pubblicare il mio album in seguito all’insuccesso sanremese; in realtà non c’era nessun album pronto e per di più il Sig. Riccardi che data la mia giovane età era riuscito a plagiare la mia mente mi impedì di firmare il contratto con la Ricordi credo per suoi interessi personali nonostante la suddetta casa discografica stesse sostenendo tutte le mie spese oltre la partecipazione a Sanremo. 

La canzone che avrei dovuto interpretare al festival si intitolava “Se ci fosse Dio” di Roby Facchinetti, canzone che ho inciso nel gennaio del ’93 a Modena dietro la direzione artistica di Fio Zanotti, solo che ad un tratto spunta fuori il Sig. Riccardi con quella stupenda canzone che riesumata riesce a piazzare al Festival.

Domanda: forse la Ricordi gli doveva qualche favore? Perché non può essere stata la bellezza né del testo né dell’hula hop a convincere l’allora direttore artistico Ragni. Non posso soffermarmi su molti dettagli anche se molto interessanti perché approffitterei troppo di questo spazio ma voglio aggiungere che spesso i giovani vengono mandati allo sbaraglio giusto per fare numero e non importa se viene bruciata una probabile carriera artistica sul nascere.

Io mi vergogno di quell’esibizione perché non mi riconosco nella rabbia che mi è stata imposta nel look scelto dalla Ricordi e nella canzone che non ha senso di niente. Dopo tanti anni dei ragazzi eccezionali che suonano nelle piazze mi hanno convinta a tornare sul palcoscenico perciò questa estate canterò nelle piazze della Sardegna e chissà, magari dopo l’estate caricheremo qualche video live su youtube giusto per avere un termine di paragone.»

Ora, questo è ovviamente il punto di vista dell’interprete ma, visto lo sguardo spaventato che aveva sul palco dell’Ariston (probabilmente perché le avevano detto di sorridere ma a lei, giustamente inesperta, usciva solo un ghigno satanico), noi vogliamo credere a Maria Grazia Impero. Anche solo perché ci piace stare dalla parte dei deboli.

Francesco Roggero e Giuseppe Patta

Tu con la mia amica

Salto sul ciclomotore
Per dirti non sei più il mio amore
Calci sopra la porta
Per dirti che io no, non sono morta
Voglio sentirti guaire come un cane
Che ha fame, che ha fame
Sento una morsa bestiale
Io devo dirti sei un animale
Tu non puoi chiudermi in gabbia
Urlarti devo tutta la mia rabbia
Guardami in faccia non sono una madonna
Sono donna, hey sono donna
Tu con la mia amica
La migliore amica mia, no, no
Tu con la mia amica
La migliore amica mia, no, no
Lasciala stare
Non la toccare e vieni qui, hey vieni qui
Hula hula hoop, hula hula hoop
Guardami
Hula hula ho op, hula hula ho op
Sentimi
Hula hula ho op, hula hula ho op
Pentiti
Hula hula ho op, hula hula ho op
Chiamami
Io non so darmi più pace
Le mani come artigli di un rapace
Voglio graffiarti nei fianchi
Bastardo come ce ne sono tanti
Non mi chiamare angelo bruno
Io non fumo, lo sai non fumo
Tu con la mia amica
La migliore amica mia, no, no
Tu con la mia amica
La migliore amica mia, no, no
Lasciala stare
Non la toccare e vieni qui, hey vieni qui
Hula hula hoop, hula hula hoop
Guardami
Hula hula ho op, hula hula hoop
Sentimi
Hula hula ho op, hula hula hoop
Pentiti
Hula hula ho op, hula hula hoop
Chiamami

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5 COMMENTI

  1. Che “allegedly”? Se si fa clic sul nome Maria Grazia Imperio nei commenti si viene portati a una pagina di Google+ dove verrà dissipato ogni dubbio: è proprio lei.

  2. Brava Andreina,sono proprio io e come avrai potuto notare su google+sono una persona molto solare niente a che vedere con quella brutta montatura sanremese.

    • Ma nonostante la montatura, le dirò, che a distanza di 25 anni io la ricordo ancora, positivamente. Sarà anche perché, all’epoca, era quasi identica ad una mia compagna di liceo. Comunque, posso dirle che l’immagine solare sua, nonostante la montatura, già mi trasparve. Certi produttori se li meriterebbero proprio i “calci sopra la porta” e le cafuddate nelle gengive.

      Una domanda: il cambio di cognome fu dovuto a questioni di “campanile”? È noto che tra Imperia e Sanremo scorra lo stesso “feeling” che, per fare un esempio riguardante la sua terra, scorra fra Sassari ed Olbia o fra Sassari e Cagliari. Altro motivo non lo vedo, e lei ha ben fatto a tornare al suo cognome, che tra l’altro è esso più musicale. Certo che non he hanno azzeccata una i suoi discografici. Ma lei lo sa fare ancora il “calcio alla Kenshiro”? Glielo vada a dare con tutti i sentimenti. 🙂

      La saluto e la ricordo con sincera simpatia e stima, così come alcuni altri esordienti (per lo più rimasti ignoti o di nicchia) dei “Sanremo” dei primi anni ’90. Le auguro un felice prosieguo della sua carriera musicale “parte 2” e, se per caso lei leggesse questo messaggio, ne avrei davvero piacere. Per quel che può valere farglielo sapere, lei è una di quelle memorie positive nella galassia di ricordi della mia fase adolescenziale.
      La ringrazio, saluti.

  3. PS: non si butti troppo giù per l’esibizione. Il brano era quel che era, ma l’interpretazione ginnica, unita alla sua somiglianza con Sigourney Weaver (sì, lei ha parecchi sosia), le sarebbe dovuta valere un premio della critica, che ancora nessuno ha pensato di istituire. Ora ricordo l’altro motivo per cui mi rimase impressa: avevo da poco tempo visto “Aliens – Scontro finale” in un passaggio televisivo e, nell’ingessatissimo palco dell’Ariston, se lo può immaginare… Vedere Ellen Ripley che tira calci e zompa come una molla in mezzo a tutti quei manichini imbalsamati, fu una cosa FENOMENALE, dirompente. Un sussulto dal divano, dopo che fino ad un minuto prima stavo letteralmente “pigliando le mosche con la bocca”.
    Beh, mi ha fatto piacere inviarle questo mio ricordo. Ripetendomi: casomai un giorno lei lo leggesse, mi farà piacere averlo fatto sapere alla diretta interessata.
    Con affetto, saluti.

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