Los Marineros

Ciapa chi, ciapa là: Los Marineros, il duo lanciato da Renzo Arbore

I casi della vita. A volte basta essere nel posto giusto al momento giusto. Questo è ciò che accadde a Bruno Cheli e Tony Reale che a fine anni ’80 si esibivano in un ristorante di Roma col terrificante nomignolo di Duo di Genova. Renzo Arbore, all’epoca condottiero della truppa di Indietro tutta!, li notò e pensò bene di buttarli nella mischia, non prima di trovare un nome un po’ più creativo (non che ci volesse molto).

Ecco quindi che nascono i Los Marineros che con il loro look da marinaretti un po’ avanti con l’età si trovavano decisamente a proprio agio tra le Ragazze Coccodè, Nino Frassica e il piccolo Riccardino. La loro Ti devi decidere è un synth-pop divertente e accattivante con una catch phrase scema ma efficace come «Ciapa chi, ciapa là» e con un ritornello che fa decisamente l’occhiolino ai migliori Righeira. Grazie all’enorme successo della trasmissione la canzoncina senza pretese divenne una piccola hit con tanto di apparizione al Festivalbar del 1988 per poi essere rapidamente dimenticata.

Finita l’avventura con Indietro tutta! i Los Marineros ci riprovano l’anno successivo con un nuovo singolo Timidi. Abbandonato per fortuna il look nautico, il duo prova a buttarla sul tormentone estivo e ancora una volta la canzone fa decisamente centro. Nulla di trascendentale ma gli ingredienti ci sono tutti: testo divertente ma non scemo, ritornello memorizzabile e ancora una volta una catch phrase; certo «uacciu-uari-uari» non è esattamente nuova ma nel contesto funziona, peccato che la canzone non la ascoltò nessuno.

Probabilmente grazie a conoscenze nell’ambiente i due ci riprovano nel 1990 con un terzo singolo per mano della Golden Sound, etichetta di Roma che pubblicò anche il primo singolo di Richard Benson. I due attraccano su sonorità house alla moda, però il tutto sa di riciclato a partire dai vestiti da marinaretti che tornano in bella mostra; purtroppo i vecchi tempi (in realtà parliamo di due anni prima) si fermano lì. Voglio una donna ho una fame della Madonna semplicemente non ha appeal; la canzone è praticamente tutta parlata con un testo che sembra improvvisato (male) da quanto è ributtante («in discoteca ci vado spess per alleviare un po’ di stress, ba-ba-ballo mi ripeto nel ballo seguendo un ritmo giusto quasi da sballo» ma scherziamo?); ecco che oltre a non farci ridere ci tocca anche la solita catch phrase, pure questa buttata lì quasi per dovere contrattuale: una roba come «do-do-na-na, do-do-na-na» penso che sia stata concepita in non più di 10 secondi.

Lo scherzo è bello quando dura poco, così l’avventura dei Los Marineros termina qui con i due che probabilmente tornarono ad intrattenere il pubblico in qualche ristorantino di Trastevere. In fondo tutto è bene quel che finisce bene.

Discografia

  • 1988 – Ti devi decidere (7” mix)/Eredice ( RCA Italiana, 7”)
  • 1988 – Ti devi decidere (12” mix)/Eredice (RCA Italiana, 12”)
  • 1989 – Timidi/Timidi (strumentale) (Monitor, 7”)
  • 1990 – Voglio una donna ho una fame della Madonna (versione mix) / Voglio una donna ho una fame della Madonna  (versione remix) (Golden Sound, 12”)
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