lorenz amore di strada

Amore di strada: la musica di Lorenz, l’Elvis della bassa di Mai dire TV

Parlare di Lorenzo Cerotti in arte Lorenz è sempre un’emozione. Sperticarsi di lodi sui momenti di puro divertimento che ci ha regalato su Mai dire TV sarebbe superfluo, analizzare la sua discografia con i classici metri di giudizio sarebbe inutile, quindi non ci resta che usare il cuore.

Dopo la partecipazione al Festival di Castrocaro nel 1975, la collaborazione con il Gran Pavese Varietà (in compagnia di Patrizio Roversi, Susy Blady, Vito, i Gemelli Ruggeri e tanti altri) nell’imperdibile disco Cuori italiani del 1984 (tra l’altro scritto a quattro mani con gli Skiantos) e la sua attività come batterista-cantante di balera con I New Lorenz, il nostro riesce ad esordire con un LP tutto suo solamente nel 1991 (per tacere della musicassetta carbonara Lorenz dal vivo nella quale reinterpretava, ovviamnte a mdo suo, celebri brani di Elvis Presley).

Se Urka che turka!!! del 1994 e indubbiamente il disco della maturità, Amore di strada è senza dubbio il non plus ultra del Lorenz-pensiero e non solo perché qui troviamo tutti i brani che gli porteranno fama televisiva grazie al programma della Gialappa’s Band.

Qui la carta vincente è l’immediatezza dei brani (tutti composti da Luigi Passuti), semplici ma che fanno scattare la scintilla al primo ascolto, così come i ritornelli al fulmicotone come pochi si possono permettere: brani come Demenzial Rock («rumino rumino il rock’n’roll / mastico mastico il charleston / canto questa canzon / …per farti sognare!»), Soldi («soldi soldi soldi non ne ho come farò? / Ballo e canto e rido e non lo so, come farò?») e Auanagana («eeeeeehhhh auanagana / eeeeeehhhh auanagana / auanagana auanagana, rock’n’roll, rock’n’roll, rock’n’roll, rock’n’roll») non si trovano certo ovunque. Senza parlare dell’incredibile versione rock di Romagna mia registrata in diretta alla prima, forse la cosa più punk mai registrata in Italia.

Auanagana e Romagna mia cominciarono a diventare appuntamenti fissi in alcune discoteche dell’Emilia Romagna fino a quando Lorenz non venne scovato dalla redazione che lavorava a Mai dire TV ed il resto è storia della televisione.

Oltre a questi veri e propri pezzi da novanta il disco ci regala altri momenti più che piacevoli come la scatenata Mitico canto, vera e propria ode al rock’n’roll, la ballad agrodolce Lorenz Bleus (scritto esattamente così), oppure l’acustica Grazie mama, vera e propria Love Me Tender , scritta nella bassa provincia di Forlì.

Certo non mancano i riempitivi evitabilissimi come Uanas e Serenata d’amore che suonano davvero troppo come scarti da balera (senza considerare il brano in chiusura che non è altro che una versione suonata al contrario di Soldi), ma non scalfiscono minimamente la grandezza di questo disco, semplice e sincero com un bicchiere di lambrusco. Senza contare che venne stampato in un glorioso vinile trasparente che troneggerà nella vostra collezione di dischi.

Tracce:
01. Demenzial Rock
02. Soldi
03. Lorenz Bleus
04. Uanas
05. Serenata d’amore
06. Auanagana
07. Romagna mia (Rock Version) (Seconod Casadei cover)
08. Mitico canto
09. Grazie mama
10. Strumentale