Lino Banfi Tettation

Tettation: Lino Banfi ha fatto una canzone sulle tette

Lino Banfi Tettation

Su questi lidi si adora il Lino Banfi più coriaceo capace di sfornare prestazioni comiche assolute che nella mia personale trilogia riassumo con Vieni Avanti Cretino, L’allenatore nel Pallone e Il Commissario Lo Gatto.

Nel 1977 il nostro, prima di diventare una vera macchina sforna-soldi dell’industria cinematografica assieme ad Alvaro Vitali nell’epoca d’oro delle commedie sexy, ha lasciato anche un segno nel mondo della musica, sua grande passione sin dagli inizi della carriera.

Il 45 giri Tettation è programmatico sin dal titolo e dalla copertina: un’ode strampalata alle tette appunto, ma anche insana premonizione dei chili di carne (e che carne!) che l’attore pugliese vedrà nel corso della sua carriera.

La canzone non è altro che un’estensione sul pentagramma del suo caratterismo comico prima maniera, ma sfortunatamente non fa altrettanto ridere. Si tratta di un brano perlopiù parlato su una base disco anonima come un paio di mutande bianche, il tutto è giocato sul ricordo dell’amata, probabilmente idilliaco, dei tempi che furono quando questa sfoderava un corpo magnifico, ma soprattutto un bel paio di grossi e prorompenti seni; dopo sette anni il nostro la rivede sposata e fisicamente a pezzi: ingrassata e con seni sgonfi definendola addirittura “una macelleria che cammina”.

Il lato B, intitolato con poca fantasia Imprecation, è una sonnolenta ballata soul con un testo che sembra improvvisato tanto suona davvero poco rifinito, il classico compitino svolto in cinque minuti tanto per incidere qualcosa anche sulla seconda facciata che non sia un’anonima versione strumentale del brano principale.

Oggetto raccomandato solo per i collezionisti o i cultori del genere anche perché, come spesso accade in questi casi, si tratta oggi di un pezzo piuttosto raro vista la scarsa fortuna che ebbe all’epoca.