Joe Sandalo Opus 1

Smetti di fare quello che stavi facendo e ascolta subito Joe Sandalo

Joe Sandalo best of vol 1 2 3Finalmente è giunto il momento di parlare di questo mito! “Cantautore Rock” o “Rock Tenor” che dir si voglia, il buon Joe Sandalo dovrebbe essere incoronato come il re del falsetto tricolore; appassionato di Baglioni, Battisti, Queen e di heavy metal, il possente singer/chitarrista (un incrocio tra Malmsteen e Timo Tolkki) ha iniziato ad incidere cover varie nel 2002 con strumentazione di fortuna raccogliendole in 3 CD che circolarono solo tra un ristretto gruppo di amici; grazie alla sua assidua attività promozionale su internet il suo nome comincia a circolare e a grande richiesta nel 2004 pubblica, sul suo sito ufficiale, questo best of con svariate cover di Queen, Beatles e Dream Theater.

È inutile citare qualche brano visto che l’imponente Joe è capace di rovinare tutte, e dico tutte, le canzoni (invero grezze basi karaoke) grazie alla sua tecnica vocale degna dellla peggiore “Corrida” del caro vecchio Corrado, che fa passare in secondo piano la pronuncia inglese da scuola elementare serale. Degne di menzione sono “Take The Time” (davvero paurosa!), “Help!”, “We Can Work It Out” (le parti in falsetto sono imperdibili), mentre “Let It Be” ed “Eleanor Rigby” andrebbero vietate ai minori e ai deboli di cuore; stendiamo poi un velo pietoso su “Happy X-mas” che è puro delirio.

Il peggio però arriva quando ci si avventura nei territori di Freddie Mercury & Co; qui Joe pare essere a proprio agio nello stuprare le canzoni: “Kind Of Magic” è da brividi, ma il capolavoro è la sua versione di “Who Wants To Live Forever” che se ascoltata ripetutamente può causare danni irreparabili ai vostri neuroni e che potrebbe essere usata come strumento di tortura.

Sul suo sito web è disponibile una radio on line per apprezzare le sue canzoni, ma poi non vi lamentate per le conseguenze dirette e indirette che ne seguiranno.

Un grande della musica italiana (in tutti i sensi).

Tracklist:
01. Surrounded
02. Wait for sleep
03. Another Day
04. Take the time
05. Yesterday
06. Imagine
07. Help
08. We can work it out
09. I want to hold your hand
10. Let it be
11. Penny lane
12. Eleanor rigby
13. Happy X-mas
14. From me to you
15. I want to break free
16. A kind of magic
17. Radio ga ga
18. Who wants to live forever

1-4 da “Vol. 3 – Dream Theater”
5-14 da “Vol. 2 – Beatles” (anche se ci sono un paio di cover di John Lennon solista)
15-18 da “Vol. 1 – Queen”

The Lost Covers (2005)

Joe Sandalo Lost CoversStupendo regalo del sempre magnifico Joe Sandalo ai suoi numerosissimi fan in tutto il mondo: una splendida raccolta di cover rimaste fuori dalla sua fondamentale antologia Best Of Vol. 1-2-3 per soddisfare l’appetito degli ascoltatori.

Dopo un’approssimativa versione acustica de “Il volo del calabrone”, unico brano inedito per ricordare a tutti che oltre ad essere un grande cantante è anche un ottimo chitarrista (ha anche fatto un video didattico!), si parte a razzo con Hey Jude che avrebbe potuto stare benissimo in Butchering the Beatles, seguita da 4 classici dei Queen in versioni a dir poco orripilanti, tra le quali si segnalano The Show Must Go On e We Are the Champions (The Miracle è uno scherzo, vero?) che possono far resuscitare i cadaveri.

La seconda parte virtuale del disco è dedicata esclusivamente ai Dream Theater e Joe ci regala una sublime performance da museo degli orrori in The Crimson Idol e in un’irriconoscibile versione di Pull Me Under, riuscendo a uccidere anche la splendida Space Dye Vest mostrando la sua totale incapacità canora anche su toni medio-bassi (a quanto risulta dalla sua biografia è anche andato a scuola di canto).

Prima di chiudere, vorrei fare una menzione particolare alla copertina e all’accento impeccabilmente British del magnifico Joe.

Musica da tenere lontana dalla portata dei bambini.

Tracklist:
01. Il volo del calabrone
02. Hey Jude (The Beatles)
03. Bohemian Rhapsody (Queen)
04. The Show Must Go On (Queen)
05. We Are The Champions (Queen)
06. The Miracle (Queen)
07. Ticket To Ride (The Beatles)
08. Innocence/Carpe Diem (Dream Theater)
09. Another World (Dream Theater)
10. The Crimson Sunset (Dream Theater)
11. Pull Me Under (Dream Theater)
12. Learning To Live (Dream Theater)
13. Space Dye Vest (Dream Theater)

Opus 1 (2008)

Joe Sandalo Opus 1Ormai da diversi anni Joe Sandalo è diventato un punto di riferimento della Do It Yourself generation italiana grazie alle sue improbabili cover in chiave metal di Claudio Baglioni e soprattutto per il suo falsetto stridulo che lo ha reso famoso nelle reinterpretazioni spassosissime del repertorio di Queen, Beatles e Dream Theater.

Oltre a essere un “apprezzato” singer, non dimentichiamoci che l’imponente Joe è anche un “provetto” chitarrista e songwriter e queste “abilità” hanno dato alla luce il suo primo album di composizioni originali.

“Opus 1”, completamente scritto, cantato e suonato dallo stesso Joe, racchiude il “piccolo mondo antico” del “cantautore rock” (come lui stesso si definisce) fondendo il suo amore per Claudio Baglioni e l’heavy metal più epico (Manowar) e neoclassico (Yngwie Malmsteen) con influenze prog (Dream Theater).

Joe Sandalo Opus 1

Il disco è tutto suonato su basi midi e tutti i brani giocano con la stessa struttura che spazia da break melodico-cantautoriali (posti quasi sempre in apertura) a passaggi più rock-metal cercando evoluzioni pseudo-progressive e infarcendo il tutto con assoli di chitarra (pittosto imprecisi) inseriti spesso a sproposito; il mixing affossa ulteriormente il tutto mettendo gli strumenti in secondo piano a favore della voce che cerca insistentemente di raggiungere inarrivabili tonalità acute.

Non ha molto senso citare un brano visto che le linee melodiche sono noiose come poche e tutte piuttosto simili mentre i testi cercano un approccio poetico che però si limita alla sterile ricerca di un vocabolario antico o desueto per insaporire liriche indecenti anche per bambini dell’asilo (“La vedi questa mazza dura? In testa te la devo fracassar. Mi dispiace niente di personal, professional” da “Mafiakiller”).

Fino a quando Joe si limitava a proporci le sue cover stonatissime era anche simpatico, ma sopportare uno strazio del genere è piuttosto difficile anche per gli stomaci più forti.


Tracklist:
01. Il Sogno Che Mi Abbandona
02. Stella Polare
03. L’ubriaco
04. La Fine Del Mio Giorno
05. Coma
06. L’Animo Valoroso
07. Mafiakiller
08. Il Tradimento
09. La Nera Signora

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