jo chiarello che brutto affare

Che Brutto Affare, la canzone contro gli uomini senza palle

Scritta da Califano e interpretata da Jò Chiarello a Sanremo 1981

jo chiarello che brutto affareJò Chiarello ovvero l’indimenticabile dimenticata! Scoperta da Franco Califano, debutta tra i “big” di Sanremo nel 1981 con la poetica “Che brutto affare!” scritta per lei dallo stesso Califano e da Varano, imponendosi come donna disinibita, esigente ed aggressiva sul palco. Viste le (in)capacità vocali non capisco proprio che cosa ci abbia visto il Califfo sotto quella cascata di boccoli biondissimi (forse qualche dote nascosta?).

Il brano è molto diretto e riporta i classici sterotipi del suo mentore (“ascoltavo senza contestare le palle che sapevi raccontare”, “non m’hai insegnato neanche a far l’amore, capisco adesso che non ci sai fare”) mischiati a liriche come “ti amavo di un amore nucleare” o “sei uno scoppiato da dimenticare” che avrebbero fatto invidia alla miglior Rettore d’annata ed a estratti presi pari pari da qualche romanzo Harmony (“non m’hai insegnato neanche a far l’amore”).

Inspiegabile perchè il pubblico sanremese, borghese e bigotto, la eliminò prima della serata finale; un vero peccato perchè la vocina fastidiosa della buona Jò avrebbe meritato miglior fortuna.

L’anno successivo è la volta di un altro capolavoro scrittole dal Califfo, “In bianco” che non si riferisce certo a scelte cromatiche di dubbio gusto. Visto l’insuccesso cronico finisce la collaborazione con Califano e, magicamente, reinventa la sua carriera cambiando look e svoltando su uno stile più commerciale che la porterà a vincere Un disco per l’estate nel 1988 e ad arrivare seconda a Sanremo, dopo essere stata retrocessa inspiegabilmente nella sezione Nuove Proposte.

Come descriviamo accuratamente nella sua discografia, Jò pubblicherà solo due album, il sanremese “Io e il cielo” (1988) e “Prima le donne e i bambini” (1993) a nome Giò Chiarello cercando disperatamente il successo, anche piccolo, che non arriverà mai.

Che Brutto Affare

Che brutto affare,
ti amavo di un amore nucleare
ed ascoltavo senza contestare
le palle che sapevi raccontare,
io ti consideravo un superman
ma non sei neanche un man,
scemo,
non sei nemmeno la metà di un man,
ma non sei neanche un man,
scemo,
non sei nemmeno la metà di un man.Che brutto affare
aver sbagliato in pieno a valutare,
sei uno scoppiato da dimenticare,
pensavi fossi un’oca da spennare
piuttosto il pollo l’ho pelato io,
ci son caduta un po’,
scemo
ma adesso il gioco lo comando io,
ci son caduta un po’,
scemo
ma adesso il gioco lo comando io.Che brutto affare,
non m’hai insegnato neanche a far l’amore,
capisco adesso che non ci sai fare,
parlavi bene e razzolavi male,io ti consideravo un superman
ma non sei neanche un man,
scemo,
non sei nemmeno la metà di un man,
ma non sei neanche un man,
scemo,
non sei nemmeno la metà di un man.

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