Il Genio

Il Genio – Il Genio (2008 – CD)

Il GenioIl Genio è stata la new sensation del pop italiano formato da una costola dei sublimi Studio Davoli con i quali condividevano il tasterista Gianluca De Rubertis. Il duo leccese, salito agli altari della cronaca per il successo inaspettato del singolo “Pop Porno”, sembra una versione “easy & light” del gruppo madre da cui riprende a piene mani le atrmosfere retro-vintage sostituendo i deliri psichedelici con robusti innesti pop di scuola gainsbourghiana.

Il risultato è un disco dalle sonorità pienamente sixties che però mostra presto la corda per via di arrangiamenti quasi identici per tutti i brani e per soluzioni melodiche sempre piuttosto simili e del tutto prevedibili dopo una manciata di canzoni. A togliere ulteriori sfumature ci si mette anche la voce della bella Alessandra Contini che sembra cantare lo stesso brano per 40 minuti.

Nonostante l’introduzione non sia delle più positive il disco ha un paio di buoni momenti come “Le Bugie di François” (decisamente la canzone migliore del disco) posta astutamente in apertura che deve più di qualcosa agli Air più pop. Anche il tormentone camp “Pop Porno”, che suona come uno scarto dei Postal Service con il testo scritto a sei mani dai Soerba assieme a Jay Horus (per chi non lo sapesse/ricordasse è l’uomo dietro i “successi” di Moana Pozzi e Cicciolina), non è malaccio ed entra maledettamente in testa, ma deve gran parte del suo successo popolare al contrasto della parola “porno” sbiascicata innocentemente in un innoocuo contesto pop.

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Al di fuori di questi sporadici episodi gli unici momenti che si ricordano sono dovuti a testi borderline come “Applique” e soprattutto “Gli Eroi del Kung Fu” degna quasi dei Gem Boy (e non è certo un complimento). Il resto purtroppo scorre via come l’acqua sulla pancia delle anatre e non bastano certo le citazioni beethoveniane nel francesismo (volutamente) cheap da guida turistica de “La Pathétique” a impressionare.

Il Genio

Come traccia conclusiva i due hanno poi pensato di omaggiare lo Shibuya-kei nipponico riprendendo “Giapponese a Roma”, portata al “successo” da quel genio di Kahimi Karie che noi amiamo tanto, però la canzone cantata in perfetto italiano ovviamente non funziona, anche perché castrata da un arrangiamento piatto e decisamente opaco.

In sostanza molto rumore per nulla, anche perché Il Genio sembra aver già detto tutto in una manciata di brani, ma nel loro piccolo credo che abbiano creato un classico contemporaneo di genere, che dopo 10 anni può essere citato al fianco dei capolavori di Cristiano Malgioglio, Raffaella Carrà, Solange, Jo Squillo e compagnia cantante.

Tracklist:
01. Le bugie di François
02. Non è possibile
03. Pop porno
04. Applique
05. Tutto è come sei tu
06. A questo punto
07. Gli eroi del Kung Fu
08. L’orrore
09. Fortuna è sera
10. Povera stella
11. La pathétique
12. Una giapponese a Roma
13. Aria *
14. I Wanna Be Your Lover *

* bonus track presenti solo sulla seconda edizione del disco

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