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Il Culo Di Mario – Oppalai (2015, VHS)

Un fiero dito medio nel culo dell'ascoltatore, tra lo-fi, post punk, spirito casalingo e canzoni sghembe

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Il Culo di Mario OppalaiUn gruppo che si chiama Il culo di Mario che nel 2014 pubblica l’album di debutto solo su cassetta (e ovviamente in digitale) e che oggi va oltre fottendosene del supporto fisico proponendo una lussuriosa videocassetta con 10 videoclip più o meno casalinghi fa sorridere, ma merita la nostra attenzione.

Inizialmente si potrebbe pensare ad un paio di hipster annoiati con tanto (troppo?) tempo libero a disposizone, ma concettualmente tale mossa non è tanto diversa dal pubblicare un album su vinile tornato ad essere romanticamente il supporto preferito dei veri musicofili o chi pensa di esserlo solo perché ha un giradischi.

Il loro primo Italian Cucadores e l’EP Allegria non mi avevano convinto assai: qualche buono spunto, ma nel complesso un suono troppo casalingo, ovvero quando il lo-fi diventa una scusa per un demo spacciato come disco fatto e finito. Nonostante fosse filologicamente colto, l’attitudine punk del “buona la prima”, il mix tra testi-non-testi, l’approccio gratuitamente maleducato e il citazionismo (in)volontario che pesca nei soliti anni ’80 e ’70 non raggiungeva una forma espressiva compiuta che li facesse spiccare.

Oggi questo Oppalai, vuoi per via del supporto video, vuoi perché Il culo di Mario semplicemente ci regala pezzi più convincenti, stuzzica la nostra attenzione.

Il Culo di Mario Oppalai VHSTranquilli, i nostri non si sono ammorbiditi, anzi continuano ad essere un fiero dito medio nel culo dell’ascoltatore, ma hanno dallo loro parte una manciata di canzoni che vi ritroverete a riascoltare con piacere come l’iniziale Stratega, una perfetta dichiarazione d’intenti, la successiva Rogoredo Dreamin’ con quel basso post punk sbattuto in faccia, la sarcastica Apericena, ancora una volta uno spirito punk da bambino di due anni accompagnato da un meraviglioso video diretto da Giovasky (vecchia guardia del punk lombardo e già autore dei video dei PAY), la sghemba Pensione dove anche una bestemmia passa quasi inosservata, basta cantarla in falsetto, o la tragicomica spoken song Il piromane di Lundo.

Non mancano gli episodi che incitano allo skip, o sarebbe meglio dire a premere il tasto FFWD, come Malpensa 2000 (una specie di Fare Soldi ubriachi), Ho sposato un vincente e la finale Pterodattili (di fatto inutili riepitivi), ma tutto sommato questo fa parte dell’idea di base de Il culo di Mario che qui tra la musica diversamente bella di Orrore a 33 Giri si trova senza dubbio perfettamente a proprio agio come un maiale che si rotola nel fango.

Tracce:
01. Stratega
02. Rogoredo Dreamin’
03. Malpensa 2000
04. Apericena
05. Ho Sposato Un Vincente
06. Pensione
07. Franchino Alta Energia (la Congiura)
08. Il Piromane Di Lundo
09. Stiamo Calmi Un Attimo (feat. Simone Ferrari – Jules Not Jude)
10. Pterodattili

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4 COMMENTI

  1. Ho scoperto ieri questo gruppo grazie a voi, e fino a oggi ho ascoltato una decina di loro canzoni, tra cui “Il tamburo della jungla”.

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