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Hampton The Hampster – The Hampsterdance Song (2000 – singolo)

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Hampton The Hampster – The Hampsterdance Song (2000 - singolo)Tutto nacque da una sfida tra tre ragazze su chi fosse in grado di ottenere più hit da una pagina Geocities. Deirdre LaCarte decise di pubblicare alcune immagini Gif di un criceto, in onore del suo animaletto domestico, che ballava sul ritmo di “Whistle Stop” (la sigla fischiettata del cartone animato Disney Robin Hood) modificato con voce tipo Alvin & The Chipmunks e arrangiato in stile techno.

Dopo un inizio stentato, la pagina web iniziò ad attrarre consensi, fino a raggiungere cifre di visualizzazioni mostruose (da un inizio stimato di 4 click giornalieri si arrivò a punte di traffico a 6 cifre), venendo persino utilizzata per jingle di spot televisivi e come colonna sonora di film, producendo una ricchezza tale da permettere all’autrice di iniziare un commercio di gadget e t-shirt basati sui criceti della canzone (che nel frattempo erano diventati 4: Hampton, Fuzzy, Dixie e Hado).

Agli albori del nuovo millennio il singolo fu pubblicato su CD, raggiungendo discreti risultati di vendita e clamorosi picchi in classifica (5° posto in Australia, 4° posto nella Hot 100 Dance di Billboard) quanto meritati riconoscimenti per la sua bruttezza (tra cui il titolo di peggiore singolo dell’anno assegnatole da Much Music e un dignitoso 79° posto tra le 100 peggiori canzoni di sempre secondo il portale AOL).

Che dire musicalmente di questa perla? gli Hampton The Hampster, band formata da P. Grace, A. Grace, R. DeBoer e Roger Miller, riescono nell’intento di creare uno dei primi tormentoni digitali sfruttando l’onda lunga dei ritmi dance a metà strada tra i Cartoons e “Cotton Eye Joe”, una canzoncina che piace a tutti come la ballata del Cantagallo e la mai fuori posto vocina all’elio dei Chipmunks, creando una hit buona per ogni baby club che si rispetti, ma che dopo 30 secondi porta ogni adulto che l’ascolta a deliri omicidi. Fa da cornice un video dalla grafica molto rozza e dall’umorismo trito e ritrito che ritrae i quattro criceti alle prese con avventure di ogni tipo nel loro viaggio attorno al mondo.

Last but not least, un siffatto ritmo non poteva che cogliere l’attenzione dei produttori di jingle per le suonerie dei cellulari a pagamento: “Hampsterdance” divenne quindi un habitué delle televisioni e del panorama culturale italiano grazie alle mitiche pubblicità mattutine di musichette per telefoni mobili che rendevano immediatamente dei simpaticoni tutti coloro i quali osavano spendere del denaro per scaricarle. Un ottimo risultato per qualcosa nato per ischerzo tra tre amiche annoiate. Per la serie: idee per far soldi che avrei potuto avere io ma che hanno avuto gli altri.

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