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Gino Palatino: le disavventure di un finto italiano a Parigi

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gino palatino vendetta a parigiSu Orrore a 33 Giri siamo da anni impegnati nella scoperta dei luoghi comuni di cui noi italiani siamo vittima (e talvolta carnefici) all’estero, specialmente in ambito musicale.

Ma oggi siamo davanti ad una vera punta di diamante: Gino Palatino. No, non il Gino Latino di Jovanotti, quella è vera robaccia. Qui parliamo di prodotti raffinatissimi.

Mettiamola così: un francese che scimmiotta un italiano nei suoi stereotipi più meschini su riuscitissime basi elettro-funk. Si può volere di più?

È il 1982 quando Jean Soullier, chitarrista in diverse band emergenti, si inventa il personaggio di Gino Palatino, un italiano ovviamente guascone, svogliato e strafottente, e registra il primo singolo, intitolato “Vendetta a Parigi”. La base, suonata dallo stesso Soullier, super ballabile, con bassi synth e chitarrini funky, ricorda da vicino il miglior Pino D’Angiò, anche nello stile del cantato.

Il testo parla di un turista italiano a Parigi che entra in un bar e, una volta confrontatosi con il famigerato costo della vita insostenibile della capitale francese, decide di prendersi la sua piccola rivincita, indovinate un po’ come? Rubando i posacenere del locale.

gino palatino vendetta a parigi 2Le keywords ci sono tutte: italiano, mamma, caffè, Napoli, vittimismo, ladro, insomma esattamente come ci vedono i francesi.

Del singolo furono realizzate diverse versioni, 7 o 12 pollici, cantata in francese (intitolata “Qu’est-ce Que Tu Viens Faire à Paris” con testo leggermente differente), extended o con un altro brano nel lato B, “Rififfi Sül La Strada”, piccolo divertissement con una base à la “Je T’aime, Moi Non Plus” nel quale viene descritta con soli rumori di sottofondo la routine quotidiana di un impiegato che si sveglia e va in macchina al lavoro; da segnalare il solo finale che lascia intendere il background chitarristico del musicista dietro a questo folle progetto.

Ma la versione del brano che più ci interessa è senza dubbio quella interamente in italiano, compresi gli strepitosi ritornelli: “Che cosa stai facendo qui? Ay ay ay! / Che cosa cerchi a Paris / Che cosa stai facendo qui? Ay ay ay! / Turista Made in Italy”.

Ci risulta ancora incomprensibile come in tutta la sua produzione non si riesca assolutamente a capire se sia davvero un italiano emigrato in Francia o se, come di fatto è, sia solo un francese che scimmiotta l’italiano in Francia. In ogni caso chapeau per l’interpretazione, al di là dei tanti banalissimi luoghi comuni.

gino palatino bouba starNel 1984 è la volta del secondo singolo, nonché nostro preferito assoluto, “Bouba Star”, un hellzapoppin’ di vocine in falsetto e ritmo disco sfrenato con un ritornello killer. In un culture clash senza senso, misto di italiano e francese, monsieur Palatino ci racconta della sua cotta colossale per la fantomatica Bouba: “Ma come si chiama / questa ragaza / chi è più bona che la pizza della mama / come si chiama / questa ragaza / che mi fa pinghe panghe punghe nela testa ayayayayayay”.

Sul lato B troviamo “Mama”, non plus ultra degli stereotipi dell’italiano mammone, che non può stare senza la sua povera mamma, la quale a sua volta lo assilla fino a Parigi. Degno di nota l’assolo di chitarra funky che rivela la vera estrazione del musicista Jean Soullier, che di lì a poco tra le altre cose proseguirà la propria carriera come chitarrista (mancino) per la celeberrima cantante francese Sheila.

gino palatino italiano rockNel 1985, forse ulteriormente influenzato da Toto Cutugno (al quale copierà lo stile della copertina), Gino Palatino pubblica il singolo “Italiano Rock”, uno pseudo rock’n’roll nel quale vengono riprese tutte le tematiche tanto care al personaggio; è veramente complicato riuscire a inserire tanti luoghi comuni in pochi versi: “e sono stanco / io non lavoro / e mangio gli spaghetti al pomodoro / gli amici la chitarra e il rock’n’roll”. Solita chitarra onnipresente ma tutto sommato per niente fastidiosa, anzi ben strutturata e piacevole; a proposito di chitarre, beccatevi quella che Gino Palatino sfoggia in copertina.

Sul lato B scopriamo una grandissima perla, forse il brano più true e verace dell’intera produzione (non a caso l’ultimo), la pazzesca e incredibilmente sessista “Manuella”, nella quale Gino si lamenta del fatto che la sua amante non sappia cucinare come la sua cara mamma: “Sei testa dura / mi fai incazzare / fai sempre a modo tuo / ho il nodo in gola duro / quando mi fai l’amor sei una Ferrari / quando fai la cucina sei una bicicletta / Manuella! E perché non mi fai gli spaghetti come la mamma mia / Manuella! Perché non mi fai il caffé così come lo voglio io”.

Dopo questi tre singoli il personaggio di Gino Palatino sparisce, forse perché era piuttosto impossibile non ripetersi, visto il corto raggio delle tematiche, forse perché come si dice, il bel gioco dura poco. Fatto sta che nonostante il luna park di luoghi comuni tipici dei cugini d’oltralpe, noi un altro paio di brani di Gino Palatino li avremmo ascoltati volentieri, vuoi per gli arrangiamenti irresistibili, vuoi per l’inevitabile allure di sconosciuto disgraziato, vuoi perché, se ci pensate, abbiamo tutti un parente come Gino Palatino.

Singoli

  • 1982 – Vendetta a Parigi/Qu’est-ce Que Tu Viens Faire à Paris, 7”
  • 1982 – Vendetta a Parigi/Rififfi Sul La Strada, 7”
  • 1982 – Vendetta a Parigi/Qu’est-ce Que Tu Viens Faire à Paris, 12”
  • 1982 – Vendetta a Parigi (vong version)/Rififfi Sul La Strada/Vendetta a Parigi (Italian), 12”
  • 1984 – Bouba Star/Mama, 7”
  • 1985 – Italiano Rock/Manuella, 7”

Vendetta a Parigi

Dai dai
Giacchetta bianca scarpe fine
Camino sul Champs-Elysées
Un amico mi ha detto
“Dovresti andare al Fouquet’s”
Come io mi trovo a cento metri
Della famosa caffeteria
Vado a fare un giro
E mi accomodo piano piano

– Prego!
– M’sieur?
– Un’acqua minerale e un caffé
– Ça marche!
– Maaa! Stretto il caffè, eh! So com’è il caffé francese.

Che cosa stai facendo qui? Ay ay ay!
Che cosa cerchi a Paris
– Hep!! Ragazzi!
Che cosa stai facendo qui? Ay ay ay! Turista Made in Italy – Ma che un turista?

Eh! Davanti a me un signorina mi fa boom nella testa
Mamoisella per piacere vulvoulette un cigarette?
E poi si volta e mi guarda mamma mia come brutta è la sorella di Frankenstein
Gamba ragazzo e scampa via

– Prego !
– M’sieur?
– Il conto!
– Voilà!
– Un’acqua minerale e ‘nu caffè, trenta due franchi… Mà oh! Siamo a Napoli quì???

Che cosa stai facendo qui? Ay ay ay!
Che cosa cerchi a Paris
-Eh! Ricordi, ricordi!
Che cosa stai facendo qui? Ay ay ay! Turista Made in Italy -Stai zitto, stai zitto

Allora prendo il portafoglio e facciò suonare la monetta il cameriere e il vassoio
arrivano come una bomba
Vai ragazzo e prendi la grana
Vai a comprarti un pamino!
Ma occhio ai portaccicche che me li porto via

Gratta gratta e fregatene forza forza
Mettiti tutto in tasca forza forza

– tutto okay nessuno mi guarda… haha! Fantastico!! Il bicchiere e la tazza… hoplà!! Nella giacca Dopo il portacciche
Hoplà hoplà nel calzone
Prendo anche il cucchiaio forza forza e scampa via
-hahaha
– holà holà là bas ho! Mon cendrier ma tasse Hé ! Voleur!
– Io rubare ma nooooo!

Che cosa stai facendo qui? Ay ay ay!
Che cosa cerchi a Paris
Che cosa stai facendo qui? Ay ay ay! Turista Made in Italy

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