Gene Gnocchi

Gli alti e bassi della carriera musicale di Gene Gnocchi (e dei suoi fratelli)

La comicità surreale di Gene Gnocchi (a dire il vero da diversi anni piuttosto scarica) non viene mai accostata alla musica, nonostante l’ex avvocato di Fidenza, poi divenuto un uomo di spettacolo, abbia avuto il pallino del rock sin da ragazzo. Un peccato perché rimangono sepolte chissà dove piacevoli canzoncine che avrebbero meritato maggiore fortuna.

La “grande occasione”, si fa per dire, arrivò dopo il successo televisivo ad inizio anni ’90 conducendo la prima edizione di Scherzi a parte con Teo Teocoli e partecipando alla gloriosa stagione 1992-1933 di Mai dire gol! che lo proiettarono alla ribalta nazional-popolare come uno dei comici più popolari d’Italia e che gli fecero arrivare un contratto discografico con la EMI.

Gene Gnocchi and The Getton Boys Antonella Pasqualotto NovenovesetteottoSpalleggiato dal fratello minore Charlie Gnocchi, noto speaker radiofonico, e da Cesareo degli Elio e le Storie Tese nel 1992 arrivò il disco Antonella Pasqualotto novenovesetteotto pubblicato come Gene Gnocchi and The Getton Boys. Un piccolo gioiellino di rock demenziale che abbiamo già avuto il modo di sezionare visto che se non lo recuperiamo noi dagli angoli impolverati della memoria non ci pensa nessuno.

Un dischetto durato il tempo del singolo Giura che non é silicone (che io ricordo passare in radio… Bei tempi!)  qualche apparizione al Festivalbar e poi… Puff! Spariti nel nulla a causa di ben più interessanti (economicamente parlando) progetti televisivi. Se avrete voglia di dagli una chance il divertimento è assicurato.

Dopo il fallito tentativo di essere «l’anello di congiunzione tra Cochi e Renato e i Guns N’ Roses» devono passare ben 13 anni per rivedere o meglio risentire Gene Gnocchi nei panni di cantante. Anche questa volta c’è lo zampone provvidenziale, ma sopratutto la chitarra, del fratellino Charlie Gnocchi ed il risultato é il singolo Capalbio, questa volta pubblicato come Gnocchi Degenerati. Un piacevole power pop scanzonato, divertente e dal perfetto gusto estivo, ma che non ha ascoltato nessuno vista la totale assenza di promozione, anche perché a nessuno (tranne al sottoscritto e pochi altri sfigati) nel 2005 interessava ascoltare le canzoni di Gene Gnocchi.

Non parliamo di un capolavoro, mi pare ovvio, ma rimane un brano ben suonato e con un testo sarcastico e divertente al punto giusto, in cui il buon Gene si dimostra ancora istrionico dietro il microfono, senza contare il ritornello che si appiccica immediatamente nel cervello.

Con ancora maggiore sorpresa ecco che dopo 22 lunghissimi anni, ci ritroviamo tra le mani il nuovo disco di Gene Gnocchi and the Getton Boys. Come dite? Sì è vero, sulla (pessima) copertina dei Getton Boys non vi è traccia ma di fatto la mente musicale dietro il progetto è sempre Charlie Gnocchi, questa volta accompagnato anche dall’altro fratello Andy a dare manforte al fratello più famoso.

Un toy boy per Maria Elena Boschi uscì in sordina per l’Azzurra Music nella primavera del 2014 e come oggetto da maneggiare é piuttosto sgradevole e di cattivo gusto. Gene Gnocchi con la parrucchetta afro in copertina non si può guardare, per tacere della grafica fatta da un bambino alle elementari sotto LSD.

Gene Gnocchi Un Toy BoyChi se ne frega, direte voi. Purtroppo le cattive vibrazioni della confezione diventano una triste conferma all’ascolto di queste venti tracce di una bruttezza rara. Gene pare divertirsi parecchio, noi decisamente meno. Gli elementi sono rimasti immutati oggi come ieri (un rock elementare, brani intorno ai due minuti e testi che guardano alla quotidianità con sarcasmo e comicità), ma è come se qualcuno vi offrisse i vostri biscotti preferiti senza dirvi che sono scaduti da 20 anni.

Il problema è semplice: le canzoni non fanno ridere e non si fanno ricordare. Anzi a dire il vero una roba come «Bangladesh, mi fanno le mesh / Bangladesh, mi vendono il pesc’…» non è roba per stomaci deboli (roba degna del peggiore Leone Di Lernia), così come Hanno rapito il tuo volpino con gli odiosi cani campionati in sottofondo che alzano l’asticella dell’insopportabilità a livelli pericolosamente alti. Onestamente a parte la discreta Pezzone non c’è davvero un brano da salvare, ma se volessimo davvero sforzarci potremmo dire che Con il mutuo da pagare, I miei parenti di Bergamo, Le vicine di condominio e Sali sulla mia moto quanto meno galleggiano sul resto del liquame sonoro.

Per non farci mance nulla ecco che alla vigilia dei mondiali di calcio il disco viene bellamente reimpacchettato con il titolo Ba Ba Lotelli Mundial. Daspao, ma oltre a qualche concerto qua e lá per fortuna nessuno si accorge di questa porcheria. Disco pessimo.

Fatico davvero a credere che in tre non siano riusciti a partorire nulla di meglio di «Ba Ba Balotelli». Meglio riascoltarsi per l’ennesima volta Antonella Pasqualotto novenovesetteotto perché alla fine a Gene e Charlie non posso voler male.

Discografia

  • 1992 – Antonella Pasqualotto Novenovesetteotto (Gene Gnocchi And The Getton Boys, CD/LP/MC, EMI) ‎
    1. Introduzione
    2. Giura che non è silicone (feat. Cesareo)
    3. Biscie
    4. Gettoni
    5. L’uomo della bassa
    6. Per andare avanti… Ci vuole del q
    7. Odette Odette
    8. Lento inglese
    9. Sonia
    10. La canzone dello zodiaco
    11. Diventare Casco Blu
    12. Al bar
    13. Gianni Minà
    14. Sono caldo io
    15. Antonella Pasqualotto novenovesetteotto
    16. Adele
    17. C’è chi dice…
    18. Pendolare dell’amore
    19. Di professione motociclista
    20. Dove lo Trovi uno Come Me
    21. La caccia al tesoro
    22. Le donne del Trentino
    23. Sembrava un grande affare
    24. Cosa significa fare all’amore
    25. La ragazza di balera
  • 1992 – Giura che non è silicone (Gene Gnocchi And The Getton Boys, 12”, EMI) ‎
    1. Giura che non è silicone (feat. Cesareo)
    2. Gettoni
    3. Lento inglese
  •  2005 – Capalbio (Gnocchi Degenerati, CD singolo, Universo)
    1. Capalbio (Full Radio Version)
    2. Capalbio (Karaoke Maremman Mix)
    3. Capalbio (Charlie Versilian Version) feat. Stefano Malatesta
  • 2014- Un toy boy per Maria Elena Boschi (come Gene Gnocchi, CD/digitale, Azzurra Music – ristampato con il titolo Ba Ba Lotelli Mundial. Daspao)
    1. Ba Ba Balotelli
    2. Con il Mutuo da Pagare
    3. Pensione
    4. Nonna Bisturi
    5. Vai a Scrocco!
    6. I Miei Parenti di Bergamo
    7. Bangladesh
    8. I Tuoi Discorsi
    9. Il Mulo
    10. Le Vicine di Condominio
    11. Making Love On The Beach
    12. Che Schifo…
    13. Complications
    14. Hanno Rapito il Tuo Volpino
    15. Sali Sulla Mia Moto
    16. Pezzone
    17. Il Mago Silvan
    18. Un Kilo di Veleno
    19. Rustichella
    20. Tribute Bonus Track
  1. Io sono un fan di orrore a 33 giri! Anche se ci hai stroncato il nosto un toy boy per elena boschi! Torneremo presto a deliziarti con le nostre disgrazie musicali!! Tu sai che ci rifacciamo ai Vibrators ai Dickies a Castellina Pasi! Non e’ facile avere una credibilita’ ma ancora una volta cercheremo di perderla e perdere la faccia!! Grazie che mi piacete!!! Charlie Gnocchi! Vi consiglio se volete toccare il fondo il mio Mal di Mare! 12 song ( buenasuerte) e L’inevitabile ed inesorabile scontatezza del natale( 9 song) con buena suerte! Bangladesh e’ diventato un inno! ( in bangladesh)

  2. Mai fatto ridere la Guzzanti (a proposito si chiama Sabina, senza la erre), insopportabilmente sopravvalutata come poche/i!
    Gene a Di Martedì fa rimpiangere totalmente Crozza e i Terzo Segreto Di Satira: spento come non mai… riprenditi cazzo, io ti ho apprezzato fin dai tempi di Emilio…

  3. Gene Gnocchi mi ha fatto sbellicare dal ridere per anni,per lo meno fino al finire degli anni 00, penso sia stato il mio comico preferito di sempre.
    Ultimamente e’ vero,e’ come maturato in maniera inversa,come se fosse scosso da un risentimento cartesiano tipico di gentaglia come Sabrina Guzzanti.
    Io sogno torni quello di un tempo e mi faccia ripiscompisciare sotto dal ridere.
    DAI WALLY FACCI SENTIRE CHI SEI!!!

  4. Ricordo con piacere la canzone “Giura…” passare in radio quando ero ragazzino, mi faceva molto ridere. Anche il nome del gruppo mi è rimasto in testa, così come la grafica della copertina che riprendeva quella degli elenchi telefonici SIP dei tempi. Non sapevo però che ci avesse suonato Cesareo! E non sapevo neanche che si chiamasse “Antonella Pasqualotto novenovesetteotto”. Grande Gene, devo andare a riascoltarmelo.

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