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Francesco Napoli – Balla.. Balla! (1987 – 7″)

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Francesco Napoli Balla BallaPer la serie “Italiani da esportazione” ecco a voi la star internazionale Francesco Napoli. Come, non l’avete mai sentito nominare prima? Tranquilli, la cosa non è preoccupante.

Questo musicista campano emigrò come tanti nostri connazionali in giovane età in terra germanica a cercare fortuna e sul finire degli anni ’80 riuscì a fare il botto grazie al classico uovo di Colombo, cioè dare al pubblico tedesco quello che voleva: una versione stereotipata, zuccherosa e kitsch dell’Italia vista attraverso le sue canzoni più famose, rispolverate in un megamix italo disco da quattro soldi e interpretata da un menestrello madrelingua.

Come sempre quando la raffinatezza chiama il pubblico teutonico teutonico risponde ed in questo caso impazzì letteralmente per questa porcheria (che ha avuto un discreto riscontro anche in Italia e nel resto d’Europa), facendo diventare Francesco Napoli un idolo da invitare in qualsiasi infima trasmissione televisiva, finendo sempre a cantare il suo tormentone.

“Balla.. Balla!” è tutto quello che NON si vorrebbe far conoscere dell’Italia all’estero, musica terribile che impesta ancora oggi tanti ristoranti italiani fuori dall’Italia. Il brano consiste in un delirante intro (“Balla”) che recita:

È una musica speciale
con un ritmo eccezionale
di successi strepitosi, balla dai.
È un ritorno ai vecchi tempi
con una produzione “in”,
balla insieme a me.

E via di seguito una furiosa medley fatta di spezzoni di grandi successi nazionalpopolari: “Come Prima”, “Quando Calienta el Sol”, “Pregherò”, “Una Lacrima Sul Viso”, “Che Sarà”, “Azzuro”, “Volare”, “Quando Quando”, “O Sole Mio” e “Ciao Ciao Bambina”; una sorta di karaoke degli orrori per intrattenere i turisti stranieri (tedeschi o americani che siano) mentre mangiano un bel piatto di “spagetti bolennese”.

Se tutto ciò non bastasse il nostro Francesco Napoli ha avuto la malsana idea di riproporre non una, ma ben altre tre volte questa trovata (o bravata?), rispettivamente con “Balla.. Balla vol. 2” nel 1988, “Balla.. Balla vol. 3” nel 1990 e (davvero fuori tempo massimo) “Balla 2000” nell’anno del Giubileo.

E’ davvero il caso di dire: mai più senza (volente o nolente).

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9 COMMENTI

  1. Vorrei proprio vedere cosa succederebbe se i Tedeschi provassero a lanciare in Italia Roger Cicero e la sua immortale “Frauen Regier’n Die Welt”…

  2. Si potrebbero dire molte cose su questo disco, del tipo “infondo e’ cio’ che piace all’estero, puntiamo su questo”, “dopo pochi anni i mondiali erano in Italia e proprio i tedeschi li hanno vinti” o anche “che figure ci fanno fare all’estero” ecc….. Il disco sono d’accordo che e’ molto povero ed e’ paragonabile ad un Mino Reitano qualunque, ma da italianovero mi piace e da abitante in un paese come la Polonia, dove, seppur adesso un po’ offuscata, c’e’ ancora una visione molto romantica dell’Italia; proprio questa visione e’ stato uno dei motivi che mi ha spinto a vivere qui. Quindi vada per Francesco Napoli e gli “spaghetti bolonnese”…..questo e’ uno dei casi in cui si puo’ dire “Italians do it better(anche queste stupidaggini), ma i tedeschi(o i polacchi) sanno apprezzare”. Ti consiglio il Francesco Napoli della Polonia, http://www.marcobocchino.com, che conosco personalmente, oppure cerca, sempre per i cantanti italiani all’estero Marco Borsato, cantante olandese(ma di chiare origini italiane) che canta cover in olandese di canzoni italiane(una su tutte Dromen zijn bedrog, cover di Storie di tutti i giorni, che al Life di Rimini viene ballata di brutto dagli olandesi in vacanza)

  3. Per chi non ha ancora visto il sito di Marco Bocchino (mi raccomando, se fa una tournee italiana fategli cambiare il cognome!), riporto il seguente stralcio della sua intervista:
    .
    – QUAL E` IL TUO POSTO PREFERITO AL MONDO?
    Nelle braccia di mia mamma
    – E IL TUO PIATTO PREFERITO?
    Tutto cio` che cucina la mamma.
    .
    Un vero Italiano, non c’è dubbio.
    Grazie Max!

  4. L’Europa dovrebbe essre unita ma… non so come… c’è sempre qualcosa che si perde “Lost in translation”.
    Come dire… ma i Polacchi italioti apprezzano una Pasta al pesto? Sanno chi sono Leonardo, Pasolini, o Gramsci?
    No, fanno finta di non saperlo.
    Vedono l’Italia come una gallina dalle uova d’oro su cui rigettano le loro ragazze a mille euro a notte.
    Se li tengano i loro bocchini, i loro campi di concentramento, la loro musica pop da quatttro soldi e i loro festival dell’eurovisione.
    Siiate poi benvenuti.
    ma non rompete il cazzo.

  5. caro anonimo piccole precisazioni:

    – meglio firmarsi sempre e comunque
    – questo, se non fosse chiaro non e’ il blog di Beppe Grillo, quindi commenti prettamente razzisti e fuori contesto vengono cancellati, ma dato che fino ad ora non mi era capitato tengo questo come monito, su come non si deve fare, OK?
    – posto che il tuo pensiero lo trovo confusionario, male articolato, pressapochista, qualunquista ed a tratti populista, mi spieghi tutto questo astio cosa c’entra con la peggiore musica italiana venduta all’estero (da italiani per altro!)?

    Disponibile ad ogni civile chiarimento.

    Se ci fossero altri commenti con questo tono verranno cancellati senza remore; se non vi va andate su un altro blog come quello sopra citato.

    Saluti

  6. Preciso anch’io:
    – Mi chiamo alfonso, lavoro in italia e vivo in Svizzera da 18 anni.
    non sono razzista (te lo sei inventato tu). Spero ti basti.
    – Ti passo il “male articolato” perché non ho più molti appigli
    alla lingua italiana, ma il confusionario, populista, pressapochista
    e qualunquista li rigetto con fermezza.
    Vedo che parli dall’irlanda e probabilmente non conosci le
    sofferte relazioni che la svizzera e l’italia hanno con i paesi
    balcanici e, in generale, dell’est: romania e polonia in particolare.
    – Ho visto il tuo blog grazie ad un amico. Mi pare tu tratti delle
    peggiori sottoculture musicali importate ed esportate, ma io
    non trascurerei gli aspetti relazionali.
    Non basta una pizza per mettere tutti d’accordo. C’è anche molta
    sofferenza dietro queste percorsi,
    Ciò che ho detto ora e prima sottoscrivo e confermo.
    Poi se non capisci, mi spiace.
    Alfons

  7. Alfonso

    ti ringrazio del contro commento, ma da quanto hai scritto poco sopra ribadisco quello che è emerso.

    Cono abbastanza bene la situazione italiana e ti posso assicurare che mettere all’indice i popoli non risolve nulla, difatti anche qui in Irlanda è pieno di polacchi, ma, guardacaso, non ci sono tensioni.

    Io non parlo di sottoculture musicali, non ne ho la competenza, affronto solamente prodotti discografici di dubbio gusto (volontario o involontario che sia) o semplicemente bizzarri quindi gli aspetti socio-relazionali non rientrano nel mio “ambito di ricerca”.

    Francesco Napoli è un pessimo stereotipo italiano che tuttora è ben radicato in certe parti del mondo, che sia Germania, europa dell’Est o Giappone non fa nessuna differenza.

    Grazie per essere passato da queste parti ed un saluto alla Svizzera.

  8. Come mai i crucchi parlano sempre male di noi e poi vanno pazzi per la prima porcheria che spacciano per italiana? (senza offesa per i tedeschi)

    Francesco Napoli pare un Pupo di serie Z

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