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Scaldami: la meravigliosa disco music di Fiorella Mannoia

Seguiteci in questo gioco: che cosa sarebbe successo se in un mondo alternativo Fiorella Mannoia fosse diventata un’icona della disco music tricolore anziché la grande signora del pop italiano che tutti conosciamo?

Ovviamente non possiamo rispondere con certezza ma uno spiraglio di questo universo parallelo è giunto fino a noi grazie al brano Scaldami del 1978, perla abbastanza nascosta nonché unica canzone disco dell’intera produzione di Fiorella Mannoia.

Ecco la nostra provocazione: è chiaro che un brano come questo fu pensato a tavolino per cavalcare la moda del momento, ma la Mannoia avrebbe tranquillamente potuto scalzare Loredana Berté nel ruolo di reginetta della sexy disco all’italiana. La voce di Fiorella rende benissimo e si incastona perfettamente sulla base disco, anzi fornisce la marcia in più che molti altri brani di questo genere non hanno.

L’attitudine provocante nel testo (e nel look mostrato in copertina) c’è, probabilmente anche con un pizzico d’ironia a giudicare dall’espressione della cantante nella foto. Il team di produzione poi è veramente forte: arrangiamento di Romano Musumarra, testo e musica di Maurizio Piccoli e realizzazione di Memmo Foresi (che all’epoca aveva una relazione con la giovane Fiorella).

Con il suo stile algido Fiorella Mannoia avrebbe potuto benissimo essere una valida alternativa alle sue colleghe più “calienti” ritagliandosi un posto di prim’ordine nella musica da discoteca italiana, senza contare l’incredibile physique du rôle della nostra allora ventiquattrenne che si evince già dalla discinta copertina. Considerata inoltre la grande dedizione e intelligenza che la Mannoia ha dimostrato negli anni successivi, sarebbe potuta arrivare altrettanto lontano scegliendo la strada del groove, contribuendo magari a portare un po’ di credibilità a un genere che in Italia è sempre stato considerato frivolo e superficiale. A riprova della qualità di questa operazione c’è la b-side Cover Girl, critica ironica ma piuttosto palese alla tendenza imperversante della donna-oggetto sul finire degli anni ’70. Alla luce di tutto questo viene da chiedersi: perché Fiorella Mannoia non ha fatto altra disco music?

La storia come sempre ci ha dato torto perché immediatamente dopo questo singolo, al culmine di una lunghissima gavetta, la Mannoia trova finalmente il successo che meritava grazie a un contratto con la CGD e a un fortunato duetto con Pierangelo Bertoli nella canzone Pescatore, l’anno successivo partecipa al Festival di Sanremo con Caffé nero bollente e il resto è storia. Ma lasciateci almeno sognare un mondo meraviglioso in cui Fiorella Mannoia ha tirato fuori un altro paio di capolavori disco music come questo.