Felice Caccamo Gira la Palla Teo Teocoli Mai Dire GolNei primi anni novanta Mai dire gol! della Gialappa’s Band ottenne un successo clamoroso, per il modo scanzonato in cui sapeva trattare un argomento preso troppo seriamente come il calcio, e per gli esilaranti sketch di comici celebri o esordienti che rendevano memorabili le loro collaborazioni con il trio.

Tra gli elementi che facevano il verso alle trasmissioni calcistiche “serie” vi erano i grotteschi corrispondenti da varie località, tra cui Gene Gnocchi che interpretava il bergamasco Ermes Rubagotti, Marco Milano nei panni del friulano Elenio Mandi (più noto come Mandi Mandi) e Teo Teocoli nella parte del torinese Gianduia Vettorello e del napoletano Felice Caccamo. Quest’ultimo tra i vari personaggi di allora è sicuramente quello che ha avuto più successo, tanto da venire riproposto dallo showman in alcune pubblicità di qualche anno fa.

A renderlo memorabile anche l’aspetto: occhialoni anni ’60, enormi sopracciglia, capelli tinti in modo improbabile, giacca azzurra troppo stretta e la celebre cravatta con il golfo di Napoli in green screen.

Per sfruttare la popolarità del personaggio i tormentoni di Caccamo vengono riversati nel pezzo eurodance demenziale Gira la palla pubblicato nel 1993 dalla piccola etichetta milanese Bull & Butcher Recordings, specializzata in musica elettronica nostrana.

Il pezzo è stato prodotto nientemeno che da Albertino e registrato dal dio dell’italo disco Miki Chieregato e scritto addirittura da quattro persone tra cui lo stesso Teo Teocoli e l’immancabile Molella oltre ad Alessandro Marangoni e Filippo Carmeni (che collaborerà al progetto Pin-Occhio). In quanto stereotipo della napoletanità, Gira la palla non poteva che avere una base ispirata alla tarantella e alle danze popolari partenopee, su cui vengono sciorinate tutte le battute tipiche del personaggio, come «frittura globale totale», intervallate dai canonici «ué».

Il mix ci regala ben tre versioni: il Radio TV Edit, il Frittura Globale Mix e il Totalissima, che stravolge completamente il pezzo, facendo un taglia e incolla della voce di Teocoli e trasformandola in una serie di versi inconsulti su di una base più techno che dance, e che di napoletano non ha proprio più nulla.

Nonostante la fama televisiva, i nomi prestigiosi e la spinta commerciale (venne creata anche la raccolta Gira la palla compilation) il pezzo non ebbe molto successo, durando lo spazio di un paio di passaggi in discoteca. Ironia della sorte, l’anno dopo l’insopportabile canzone di Marco Milano Mandi mandi (sei bellissima, simpaticissima) divenne un tormentone al Festivalbar.

Si tratta di un unicum per Teo Teocoli, il quale nel suo lungo e variegato curriculum ha anche cantato diverse canzoni, ma sempre registrate col suo vero nome e mai nei panni di una delle sue svariate macchiette.

2 COMMENTI

  1. Alle medie, periodo d’oro di Mai Dire Gol, passavamo la prima ora del lunedì (educazione fisica) a raccontarci con il prof tutte le gag della sera precedente.
    Quando c’è stato l’esame finale di terza media durante l’orale pensò di spiazzarmi chiedendomi di cantare “Gira la Palla” davanti a tutta la commissione. Io eseguii senza problemi tra l’entusiasmo generale 🙂

    E comunque il mio preferito era Ermes Rubagotti!

  2. Mai dire Goal amato ed odiato. Amato in quanto trasmissione. Odiato in quanto ultimo sprazzo domenicale prima di scuola. Ero alle medie e non avrò mai più ricordi così. “Gesù, ma chi li ha? ” 😀

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