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Fabio Volo – Volo (1995 – 12”)

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Fabio VoloFabio Volo è un po’ come Lorella Cuccarini negli anni ’80: simpatico, belloccio, poliedrico e soprattutto amato dalle mamme.

A differenza della “più amata dagli italiani” che almeno sapeva ballare, il nostro non possiede alcuna capacità artistica particolare ma negli anni, forse grazie a un patto con il diavolo (ovvero Claudio Cecchetto) si è rivelato come una sorta di piccolo Re Mida dei media (radio, TV, libri, cinema): qualsiasi cosa faccia piace al pubblico.

Forse essere il benchmark della mediocrità, il riuscire ad arrangiarsi in molti ambiti senza eccellere in nulla, il non prendere mai posizioni nette o scomode, l’atteggiamento un po’ sfigato dell’amico del bar sotto casa, fatto sta che il nostro si è costruito una schiera di fan fedelissimi che lo seguono in ogni sua nuova avventura.

Pochi ricordano però che tra il 1994 e il 1996 Fabio, all’anagrafe Fabio Bonetti, tentò senza fortuna la carriera discografica incidendo una manciata di inutili brani dance per l’etichetta bresciana Media Italiana con il nomignolo di Fabio B. o semplicemente Fabio. Fu solo per caso che il nostro assunse il cognome d’arte che tutti conosciamo e che gli portò tanto successo, prendendolo in prestito dall’ennesima hit mancata, questa “Volo” che oggi vi proponiamo.

Ascoltando il brano si respirano a pieni polmoni le classiche atmosfere dance dei primi anni ’90 (prendete una canzone dance a caso di quel periodo e suonerà assolutamente identica) senza far gridare allo scandalo, ma non avendo neppure nulla di memorabile e con un appeal pari ad un pacchetto di salatini nel deserto.

Fabio VoloSe tralasciamo il testo che sembra scritto sotto l’effetto di funghi allucinogeni, la parte peggiore è la voce davvero opaca, incolore e anonima dell’aspirante cantante (per tacere del marcato accento bresciano che non impreziosisce l’opera).

Insomma avrete capito che sarebbe stato meglio che Fabio avesse continuato a cantare sotto la doccia, ed è esattamente quello che è successo visto che nessuno si è filato questa robaccia da cestone dell’Autogrill.

Per fortuna, una volta raggiunta la fama, ha saggiamente evitato di riprovarci limitandosi a fare il curatore per qualche compilation (e ti pareva).

Volo

E Adesso Volo
sempre più in alto fino a che
diventa cielo
ogni emozione dentro me.

Notte fonda e sto lavorando sopra questa città,
la mia strada ora è come il vento, dove mi porterà?
E la musica mi accompagna, sta suonando in un bar
pieno di gente che parla di se
domande senza un perchè.

E adesso volo
sempre più in alto fino a che
diventa cielo
ogni emozione dentro me.

E adesso volo
diventa cielo.

Da lontano una luce accesa la conosco è la tua
tu che sogni sul letto stesa stai volando anche tu,
io ti osservo e non dico niente, fai già parte di me.
Io che non riesco a parlare con te
ma non capisco perchè.

E adesso volo
sempre più in alto fino a che
diventa cielo
ogni emozione dentro me.

E adesso volo…

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12 COMMENTI

  1. Allora, alcune precisazioni. Secondo me la canzone e’ del 1996, al massimo dell’autunno 1995, visto che ce l’ho nella compilation Hits On Five 10 uscita nell’inverno 1996, che ho e da cui sento e’ stata presa la canzone, visto il finale che richiama la canzone successiva nel disco(Duke-So in love with you). Si tratta tra l’altro di una versione remix, in quanto era stato gia’ proposto in versione lenta in una puntata di “30 ore per la vita”(fatto vedere anche alle Iene). Aveva i capelli lunghi. E’ stato lanciato da Cecchetto e, infatti, lavorava in quel periodo nella sua Radio Capital, che era diventata da poco network col tentativo di formare un concorrente per la sua vecchia Radio Deejay, che aveva venduto in precedenza. Dalla vecchia esperienza si era portato tra gli altri, senza successo purtroppo, Amadeus, Laurenti, Bonolis(?) e Nikki. Per il momento mi fermo qui, se ne potrebbero raccontare di cose di quel periodo in casa Cecchetto, ma non andiamo fuori tema.

  2. come attore fa anche di peggio.
    Se si fosse limitato a fare il dj magari mi sarebbe stato anche simpatico, ma è diventato l’emblema di colui che pur non sapendo recitare fa film e li rovina.

  3. La vera domanda è: ma è peggio come "cantante" o come "scrittore"? Di questa canzone mi ricordo, ma non ho il coraggio di leggere i suoi libri.

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