Home Comica e Demenziale Enzo Iacchetti - Il Colore del Miele (1995 - CD)

Enzo Iacchetti – Il Colore del Miele (1995 – CD)

Il comico più amato dalle casalinghe ci riprova con le sue stralunate canzocine grazie al successo di Striscia la Notizia

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Enzo Iacchetti Il colore del mieleRaggiunta la fama nazional-popolare grazie alla conduzione di Striscia la notizia con Ezio Greggio il nostro Enzo Iacchetti non rinuncia alla passione per la musica e pubblica il suo secondo album che si distacca parzialmente dal concetto di Canzoni bonsai da cabaret per abbracciare la forma canzone classica, ma sempre nel segno dell’umorismo sia ben inteso.

L’inizio di questo Il colore del miele è promettente: Sagome è una piacevole satira politica nei confronti dei protagonisti della Seconda Repubblica, lo stile è quello “da prima serata” tipico del nostro, quindi non aspettatevi affondi alla Corrado Guzzanti o bordate alla Daniele Luttazzi: se da un parte non si fa problemi a dare della mignotta a Rocco Buttiglione («L’orso Yoghi volta sempre gabbana, somiglia molto di più a una puttana!») con il suo datore di lavoro ci va ben più cauto Silvio Berlusconi («La sagomaccia delle sagomacce è quello che vuol somigliare a Gesù» – nel 1994 l’allora Presidente del Consiglio iniziò le sue farneticazioni mistiche cominciando a paragonarsi a Gesù: «chi è scelto dalla gente è come se fosse unto dal signore»).

Purtroppo dopo la divertente Vedo te si ricade in un qualunquismo comico-musicale che affonda raramente il colpo, teso com’è tra il cercare di far ridere con una comicità surreale (Faccia di me, La romanza degli occhi belli), accenni a musica per bambini (La leggenda del topo femmina) e lo sforzo di comporre melodie che abbiano una rispettabilità pop (Il sogno della cessata assenza”, Il sogno della neve), ma che alla fine della fiera si assomigliano un po’ tutte.

Il disco si trascina stancamente tra i 19 bani tra cui troviamo anche un paio di nuove versioni di diversi canzoni già presenti sul disco precedente, tra cui l’unica meritevole di menzione è Pippa di meno che ancora una volta si dimostra il (anzi l’unico) brano vincente.

enzo iacchetti pippa di meno

Qui il brano è completamente reimmaginato grazie allo zampino di Albertino che la riveste con sonorità eurodisco piuttosto ignoranti ma efficacissime, tanto che la caznone arriverà anche al Festivalbar di quell’anno con un Enzo Iacchetti scatenato.

Nonostante cerchi di mischiare un po’ le carte (perdendo in personalità) questo secondo album non si distacca da quell’umorismo da fine serata con gli amici, divertente solo se si è un po’alticci, rimanendo a metà via tra canzone d’autore senza stoffa e canzone comica che fa solo sorridere: nè carne, nè pesce.

Tracklist:
01. Sagome
02. Vedo Te
03. Punta da Trapano
04. Questo è Quanto
05. Se Tu m’Amassi
06. La Romanza degli Occhi Belli
07. Guido
08. La Leggenda del Topo Femmina
09. Fai Man Bassa di Me
10. Vengo a Prenderti Baby
11. Il Colore del Miele
12. Vuoi che Ti Porti al Cinema? (nuova versione)
13. La Canzone dei Cinque Sensi
14. Il Sogno della Neve
15. Non Me la Sento
16. Faccia di Me
17. Amore Dimmi Chi Sei
18. Il Sogno della Cessata Assenza
19. Pippa di Meno (nuova versione – Albertino remix)

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5 COMMENTI

  1. enzino ti amo come amo una ruspa che mi passa sugli zebedei,quando ci lasci in pace anzi quando ci lasci e trovi la pace(eterna)

  2. sig. dick è vero, il giro del ritornello di Sagome è praticamente il brodo primordiale su cui sono stati composti decine e decine di jingle e brani pop commerciali. Una specie di sezione aurea dell'orecchiabilità, una pietra filosofale del già sentito, segreto gelosamente custodito dai peggiori arrangiatori e compositori pubblicitari. Esso non può fare a meno di scatenare una riminescenza allucinatoria nell'ascoltatore, il quale si ritrova il cervello letteralmente invaso da fantasmagoriche ombre di sigle di cartoni animati, spot pubblicitari, brani tamarri da discoteca e hit estive di qualche decennio fa, senza riuscire ad afferrarne uno. Lisergico.

  3. Il ritornello di Sagome mi sa di "già sentito", ma non saprei trovare un titolo preciso, probabilmente è una soluzione abbastanza standard a livello melodico/armonico…A volerla dire tutta mi ricorda qualche passaggio di una delle sigle di DragonBall 🙂 … o forse era qualche altro cartone animato?

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