Urca, che bello! Enrico Beruschi tra doppi sensi e canzoni per bambini

Enrico Beruschi – Urca, Che Bello! (1980 – 7")E allllooooraaaa… Ecco a voi “Urca Che Bello!” un fantastico discao-ao-ao… Inciso da quel gran personaggio di Enrico Beruschi, ex ragioniere che raggiunse la massima fama televisiva grazie a quella fucina di comici catodici che fu il “Drive In”.

Questo 45 giri, edito dalla Baby Records, non è altro che la sigla del programma TV “Alle Cinque del Sabato Sera” dello stesso anno, e terzo singolo in ordine cronologico, giusto un anno dopo la sua partecipazione a San Remo con “Sarà Un Fiore”.

Se in generale le prove discografiche del comico non sono certo memorabili, il filo conduttore che lega le sue apparizioni come cantante è quel gusto borderline tra musica per bambini e doppi sensi pruriginosi; esempi palesi in tal senso sono il già citato brano sanremese insieme con “Mira l’Onda del Mar” e “Da Capo”.

Per il brano in questione prevale la volontà di concentrarsi sul pubblico di giovanissimi, intenti a consumare i vari “Bimbomix”, ma non per questo si tratta di una canzone da sottovalutare. A conti fatti questa “Urca, Che Bello!” è quanto di meglio Enrico Beruschi abbia inciso: un testo di puro nonsense su una melodia subito assimilabile, un coinvolgente ritornello cantato da un coro di bambini e la “solita” scivolata sul sesso (“è bello no, è bello oui, ma tua sorella non mi dice sì”), il tutto in un pastiche in chiave magnificamente pop. Come ciliegina sulla torta ci aggiungiamo anche un’intuizione leghista ante litteram “è bello sì, è bello no, è bello il buco da cui nasce il Po'”, potete ben capire il nostro entusiasmo.

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