Tulílemble, la contagiosa filastrocca di Domenico Mattia a Sanremo

Un perfetto sconosciuto precipita sul palco dell'Ariston per una fugace ma indimenticata performance

Voliamo nel 1981 per parlare dell’unico vero idolo di quell’edizione del Festival di Sanremo: Domenico Mattia. Escluso dalla finale e successivamente dimenticato da tutti. Ma non da noi!

Domenico Mattia Tulilemble

Strano, con un pezzo accattivante (a cominciare dal titolo) come Tulílemble mi sarei immaginato una grandinata di dischi d’oro. Invece no, ingrati.

Vent’anni prima dei Turuturu di Giada e Francesco e dei www.mipiacitu dei Gazosa, il nostro idolo crea un linguaggio tutto suo per riuscire a dichiararsi all’amata e non cadere nel ridicolo: «Tulílemble blu tulílemble blu tu li lè / è soltanto un modo per dirti muoio per te». Provatelo con le vostre fidanzate. 

Ironia a parte , ma come ci è capitato questo alieno sconosciuto sul palcoscenico del festival della canzone italiana? Classico caso pugliese trapiantato a Milano, il nostro si gudagna da vivere facendo l’animatore. Prima di arrivare a Sanremo la carriera musicale è limitata ad un solo 45 giri dal titolo Ma… perché io non becco, un rockettone pseudo comico-demenziale dimenticabilissimo, che peró basta a spalancargli le porte del palco più importante d’Italia. Evidentemente un amico ammanicato con la direzione artistica gli doveva un favore, non c’è altra spiegazione.

Il nostro eroe si presenta all’Ariston con un look da gelataio cinquantenne: capello selvaggio con calvizia galoppante, baffo arrembante alla Gino Paoli, giacca bianca decisamente stretta e papillon. Incedibilmente non aveva compiuto neppure 23 anni.

L’indiavolato arrangiamento, la volontaria storpiatura delle parole (immaginate Mal dei Primitives che imita Piero Pelù) e le movenze contagiose alla Magic Voice rendevano il tutto ancor più meravigliosamente insensato.

Non credere che io sia matto
voglio solo dirti che
non è mai stato facile per una donna
stare con me.
Se però ci vuoi provare
il mio regno ti do
e non chiedermi le cose che non ho.

Tulílemble blu tulílemble blu tu li lè
è qualcosa che di sicuro piace anche a te.
Tulílemble blu tulílemble blu tu li là
e la nostra storia d’amore comincerà.
Tulílemble blu tulílemble blu tu li lè
è soltanto un modo per dirti muoio per te.
Tulílemble blu tulílemble blu tu li là
e la nostra storia d’amore comincerà.

Dopo questa fugace apparizione Domenico Mattia decise di abbandonare ogni velletà canterina e divenne agente immobiliare, ma forse no. Contro ogni previsione, ma soprattutto contro ogni logica, nel 1987 pubblica il singolo Apriluscion, apripista del suo primo e unico album Gaffe che vide la luce l’anno successivo. Nonostante avesse tagliato i baffi la sua musica era sempre in bilico tra serio e faceto, ma non c’è nulla di follemente travolgente come Tulílemble.

Come tutte le belle storie vi aspettate un finale da «…e vissero tutti felici e contenti»? No, perché il mondo non è il nostro migliore amico, soprattutto per il nostro Domenico. Purtroppo venne colpito da una grave malattia invalidante e morì nel 2008 a soli 50 anni nell’indifferenza discografica (onestamente comprensibile), ma per noi rimarrà sempre scolpito nel nostro cuore mentre danza scomposto cantando «Tulílemble blu tulílemble blu tu li lè».

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