Superfluuuo Discolo 2021

Discolo: lo sbarazzino disco di debutto dei SUPERFLUUUO

In questo periodo ci sono pochissime certezze a cui aggrapparsi. Una è senza dubbio Talento Dischi, che continua imperterrita a sfamare la nostra sete di lo-fi e weird. Se a fine 2020 era toccato ad Andrea Testone stavolta ci propongono un gruppo. Sono in tre (Edoardo Castroni, Giovanni Calaudi e Teodoro Giambanco) sono laziali e rispondo al nome di SUPERFLUUUO.

Superfluuuo Discolo 2021

Discolo è loro primo album e arriva dopo Super-ep, uscito l’anno scorso. Ma discolo è anche un aggettivo appioppato a bambini e ragazzini che stando al dizionario significa «impertinente, insofferente della disciplina, sbarazzino». E già questa potrebbe essere una buona descrizione del lavoro dei SUPERFLUUUO. Ma c’è dell’altro, perché a dispetto del loro nome, di superfluo in quello che fanno c’è poco.

La copertina è un perfetto mix fra un disco punk DIY, psichedelia e il frame di un cartone animato per adulti di Netflix o Adult Swim. E l’immaginario evocato dai testi delle nove tracce che lo compongono non è da meno. Si parla di draghi (Il drago e il mago), mosche parlanti (Tutto mio padre), nuvole sorde (Sveglio) e dialoghi col deserto (Deserto).

A livello di suoni, tutti riprodotti con con sintetizzatori analogici e drum machine, siamo nel campo del lo-fi anni ‘80 con una spruzzata di funky (la strumentale Superfluo) e qualche sconfinamento nel campo delle sigle dei cartoni animati. Il tutto velato da un po’ di malinconia, ma questa potrebbe essere una sensazione dovuta al fatto che certi suoni mi riportano indietro di qualche anno ricordandomi che sono vecchio e che il tempo sta passando inesorabilmente.

Tornando per un secondo all’inclinazione cartoonesca del trio, qualcos’altro d’infantile nella loro proposta c’è: la voce e alcuni passaggi dei testi. Ma la cosa sorprendente è che tutto questo non stona e non infastidisce. Anzi, funziona molto bene. E se ascoltando il loro primo EP era difficile non pensare ai Pop X il mood di questo Discolo è un passo in avanti e mi ha fatto venire in mente un artista che adoro ma che indubbiamente è sempre stato troppo sottovalutato: Francesco Tricarico (quello del tormenone Io sono Francesco).

Ah, se ascoltando le prime canzoni vi troverete a pensare che certe filastrocche electro-pop non avrebbero stonato in bocca ad Alberto Camerini, non resterete delusi. La terza traccia, Cromatina Boy, vede i SUPERFLUUUO duettare proprio col nostro amato Arlecchino elettronico, che in questo magnifico delirio è a proprio agio come non si sentiva da almeno 30 anni.