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Dhamm – Disorient Express (1997 – CD)

La svolta pseudo-grunge dei Dhamm: una band libera dalle pressioni discografiche o l'ennesima mossa di marketing?

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dhamm Disorient ExpressDopo una breve pausa interlocutoria tornano in pista i Dhamm, fenomeno di pop dai capelli lunghi per ragazzine senza la freschezza del primo Gianluca Grignani.

Dopo il successo del disco di debutto e lo scotto di un secondo album passato inosservato, eccoli di nuovo in pista con una nuova sezione ritmica con Ernesto Osci (basso) e Bruno Valente (batteria), un look perfettamente post grunge e un suono rinnovato che strizza l’occhio al rock alternativo (anche se pur sempre melodico e mai eccessivamente aggressivo, sulla scia de “La fabbrica di plastica” di Gianluca Grignani per intenderci, anche se meno bello). Se poi ci aggiungiamo che finalmente i testi curati dalla giovane scrittrice Simona Orlando sono degni di questo nome sembra che ci siano tutti gli elementi per combinare qualcosa di buono.

Per quanto abbiamo disprezzato i loro primi due lavori questo “Disorient Express” è senza ombra di dubbio il loro miglior album. Peccato che non lo abbia ascoltato nessuno.

A differenza dei precedenti il disco si fa ascoltare senza che ci prende l’istinto compulsivo di scaraventare il CD fori dalla finestra. le buone intuizioni non mancano: vedi la title track, “Zona nera”, “Apatiapatiapatia” e soprattutto il magnifico singolo “L’Uomo di cartone”, vero opus creativo del gruppo.

Nulla che faccia scapocciare ma in generale le cose funzionano con un songwriting robusto e con Alessio Ventura che non è più solo un bambolotto bagna-mutandine ma che si dimostra un buon cantante. Avessero sforbiciato tre o quattro brani (“Il cielo sotto”, “Sono qui”, “Liberalizzatemi” o “Ballo da solo”) le cose sarebbero andate ancora meglio.

La domanda che ci poniamo è se questi siano i “veri” Dhamm liberi dalle pressioni discografiche o se sia l’ennesima mossa da paraculi professionisti. Per non correre rischi il pubblico schifò completamente questo “Disorient Express” privo di zuccherosi ammiccamenti al pubblico di giovanissime e senza la minimo street cred di rock band.

dhamm Disorient Express
I “nuovi” Dhamm nel 1997 in versione grunge

Il gruppo decise così di tagliarsi i capelli (per andare a lavorare o per non essere riconosciuti?) e continuare con il (brutto) nome di Sautiva tornando su un rassicurante pop-rock scialbo e senza pretese, ma con risultati ancora più modesti , anche per assenza di promozione.

Alessio Ventura tornerà per un brevissimo periodo con gli orrendi DB Boulevard qualche anno dopo, raggiungendo un timidissimo successo. In ogni caso se vagabondando in un Autogrill abbandonato vi doveste imbattete in questo album in un cestone “tutto a 99 centesimi” prendetelo senza indugio e non vi pentirete del vostro piccolo investimento.

Tracklist:
01. Disorient Express
02. Zona Nera
03. Il Cielo Sotto
04. Apatiapatiapatia
05. La Clessidra
06. Matteo 18 21
07. Sono Qui
08. L’Uomo di Cartone
09. L’Incubo di Alice
10. Spazio Libero
11. AAA Visibilità Cercasi
12. Liberalizzatemi
13. Ballo Da Solo

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7 COMMENTI

  1. Questa era 1 album con i controcazzi , forse il miglior album rock in italia..Davvero fantastico 1 mix perfetto tra rock , metal e grunge..cmq nn sono d'accordo con l'autore della recensione sul fatto che il cielo sotto , sono qui e liberalizzatemi nn sono allo stesso livello delle altre canzoni..Cmq le migliori dell'album restano L'uomo di cartone e Matteo 18.21(la versione unplugged e' fantastica)..

  2. Questo disco è fantastico , ha ragione l'altro utente , ieri lho trovato su internet e devo dire che tutte e 13 le canzoni sono molto belle con testi poetici e con un grande significato dentro..Per me 1 disco cosi in Italia non esiste..

  3. Quest'album è meraviglioso. Me lo sono goduto all'epoca, mentre i primi due dischi loro non li conosco e non mi hanno attratto. Questo invece mi ha incuriosito fin da subito.

  4. Per me questo è "UN SIGNOR ALBUM" , mi spiace ma questa critica a mio parere dovrebbe essere rivisitata dal momento che Disoriente express è un album che va giù alla grande e te lo risenti più e più volte! poi vabbè i gusti sono gusti

  5. Leggo un po' di pregiudizio in tutte le recensioni sui Dhamm fatte da questo sito.Sicuramente la band nacque come "prodotto a tavolino": infatti i primi due album, il loro look e le movenze sceniche del cantante, miravano a creare una sorta di Guns'n'Roses o Bon Jovi all'italiana.Inoltre, dato che nella prima metà degli anni '90 il look capellone rockettaro andava molto di moda, l'aspetto fisico del cantante prevalse sull'aspetto musicale attirando gran parte del pubblico femminile adolescenziale. Passato il fenomeno boy-band (che un media dura un paio d'anni) si ritrovarono a doversi reinventare e, causa pregiudizio di fondo da parte di tutti gli addetti ai lavori (come quello di questa recensione) e la volontà della loro casa discografica di non investire su un rock più vero, la band finì nel dimenticatoio non riuscendo a risalire la china, complice anche quell'etichetta di "boy band" che era stata la spinta principale per la loro rapidissima scalata al successo (e successiva rapidissima caduta).A me l'album "Disorient Express" è piaciuto, forse il suo unico difetto è non avere una canzone da 10 e lode, cosa che tutti gli album hanno. E' un insieme di buone canzoni ma ha come qualcosa di "incompiuto", quello che di solito si definisce "un album di transizione"; il problema è che per sostenere un album di transizione, bisogna avere realizzato dei grandi successi subito prima e subito dopo, invece questo era il loro primo album (e l'ultimo) come "Dhamm 2.0".A questo punto preferivo i vecchi Dhamm, i quali avevano un loro stile (magari artificioso) e qualche canzone bella l'hanno composta ("Quando Cambierà" e "Tra cielo e terra" a me piacciono), invece qui mi sembra di ascoltare una band in cerca della propria identità e collocazione artistica.

  6. "Sono qui" però secondo me è molto bella, tanto che l'hanno inserita anche nel nuovo album del 2014. Complessivamente "Disorient express" era un bel disco, peccato che non abbia avuto il successo meritato e che poi la band si sia autodistrutta.

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