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dARI – Lovegain (2007 – CD demo)

Lasciate per dieci minuti da parte i pregiudizi, anche i Beatles piacevano alle ragazzine

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dARI LovegainLa musica indipendente italiana è un covo di sfigati che si prendono troppo sul serio, un tripudio di dischi scopiazzati l’uno dall’altro che differiscono solo per la gamma di paroloni usati nei comunicati stampa: prima di premere Play sembra di dover ascoltare il nuovo disco di Carmelo Bene o di Pier Paolo Pasolini e invece ci troviamo di fronte ai soliti cloni dei Verdena.

Nei primi anni 2000 dalla periferica Aosta i dARI cercavano di sovvertire questa noia. In tutto il mondo gli adolescenti si struggevano ascoltando emo-punk, quelli italiani al massimo si cuccavano i Finley mentre in ambito alternativo regnava la seriosità più morbosa: i dARI pensano bene di uscirsene con un disco di emo-punk scanzonato con un tasso tecnico e di scrittura elevato e se pensate che stia esagerando siete mossi da un giustificabile ma comunque errato pregiudizio, i dARI spaccavano.

Prima della breve fama, delle ragazzine e della patina eurotrash della produzione marchiata Bliss esce Lovegain, i dARI nella forma più pura, un piccolo capolavoro indipendente di post-punk cameriniano, ubriaco di videogiochi e Buffy l’Ammazzavampiri, in cui aleggia lo spirito romantico e ribelle del Pezzali che ripete la terza superiore.

Con Cambio destinazione e GP a 100 all’ora si capisce subito che cosa passasse per la testa di questi ragazzi: il nulla, il punk, i synthoni e un testo che non vuol dir niente; finalmente un gruppo italiano che non vuole comunicare un messaggio, il ritratto di una generazione che non ha sbatti di stare in posa.

E si va avanti così coi vocoder e i pad più ignoranti, sonorità avanti anni luce rispetto alla sbobba che viene propinata al sedicenne medio, uno schiaffo in faccia a tutti quei gruppacci indie che pensano di esser forti aggiungendo due note di tastiera a caso, una lezione di vita a quei cantautori tristi che si credono rockettari perché urlano. C’è anche la famigerata Vale (che misteriosamente non ha ancora la “v”) qui in una veste elettronica un po’ più rarefatta della danzereccia versione singolo, un pezzo generazionale per davvero, divertente e definitivo inno che rivaluteremo tutti.

A seguire una sfilza di brani appiccicossisimi tra cui spicca il cheerleader-hardcore di Uomini grigi e la wavissima Sento qlcs, per poi arrivare all’apice del disco e probabilmente della carriera di questa band: Diventa come un fiore, una filastrocca corrosiva, una litania nonsense declamata con programmatico scazzo. Un disco indipendente divertente e abbastanza stupidino da piacere alle sedicenni, Plastic Bertrand che si piastra i ricci, i Duran Duran dalle vocali chiuse, i Police che suonano alla festa d’istituto, i dARI sono i teen idol più improbabili e geniali mai venuti fuori in questo paese.

dARI Lovegain
I dARI nel 2007

All’epoca il frontman dARI non era già più adolescente ma ha saputo cogliere lo spirito dei tempi: YouTube e la moribonda MTV consacrano questo anomalo progetto, rAgaZZine daLL4 bAtt1tUra FanTAs10sA che difendono i loro idoli dai molti hater, il supporto di Alberto Camerini e Max Pezzali, band fotocopia come i Freakout! e la loro Limonata punk, due dischi pieni di luci e ombre, il tastierista Cadio che finisce in Cina a studiare architettura, il tristissimo ritorno lo scorso anno con annesso fallimento nel cercare di candidarsi fuori tempo massimo come nuove proposte a Sanremo, i dARI sono gli unici veri punk rocker di questo malato panorama nazionale.

Magari vi faranno schifo, ma lasciate per dieci minuti da parte i pregiudizi e provateci, anche i Beatles piacevano alle ragazzine.

Tracklist:
01. Cambio Destinazione
02. GP a 100 Allora
03. Per Piacere
04. MINImale maxiBENE
05. Vale
06. Phorse
07. Pensieri Migliori
08. Come M’hai
09. +
10. Moltiplicato 10
11. Uomini Grigi
12. X-mas
13. Sento Qlcs
14. Il Quadro
15. Diventa Come Un Fiore

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9 COMMENTI

  1. Ricordando il vecchio post su "Wale" (https://www.orrorea33giri.com/2008/05/dari-wale-tanto-wale-2008.html, stranemente non c'era il link), mi aspettavo di trovare in fondo all'articolo qualcosa tipo "scherzo! Ve l'ho fatta, eh? Pensavate davvero che mi piacessero i Dari?", invece sembra che sia serio.Beh, per me la vecchia "Wale" rimane una buffonata dal testo idiota (per non parlare del look degli interpreti), ma per il resto dell'album faro' un tentativo, potrebbe valere quattro risate.

  2. @AZEL: è anche vero che questo post e quello di 7 anni fa non sono stati scritti dalla stessa mano, a giudicare dalla firma…Su questo gruppo non ho un'opinione né tantomeno la voglio avere.

  3. Ditemi che un pazzo si è impossessato del server e ha pubblicato questa recensione. Ho buttato nel cesso 10 minuti ascoltando rime baciate da 3a elementare ed elettronica tamarra che nemmeno gli Eiffel 65 dei tempi migliori

  4. Per buttare un parallelo con la tanta osteggiata scena indipendente attuale, da quel che capisco i dARI avevavo i contenuti dell'Officina della Camomilla con il sound dei Cani. Boh, suona strano ma può darsi che funzioni.

  5. Alle volte basta NON prendere troppo sul serio quello che si legge. "Lovegain" è il miglior disco dei dARI. Paladini del vero indie tricolore o buffoni di periferia? Questo lo lasciamo decidere piacevolmente a voi 🙂

  6. A me piace l elettronica e la base di cambio destinazione non ha nulla a che fare con gli eiffel 65 ha un bit pesante ed ossessivo con i giusti cambi e stacchi,poi il testo lascia il tempo che trova ma quanto a base è più che valida

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