Home Illustri Sconosciuti AA.VV. - Comrads (The Red Album) (2008 - MP3)

AA.VV. – Comrads (The Red Album) (2008 – MP3)

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comrads the red album inno nazionale russoDopo la “Maispeis Compilation”, Orrore a 33 Giri torna con una nuova raccolta ancora più ambiziosa e ancora una volta inedita. Questo “Comrads (The Red Album)” vuole essere un tributo all’iconografia sovietica, unica e accattivante per quello slancio di drammatica grandiosità e all’inno nazionale più bello di tutti i tempi, ugulmente grandioso e intrinsecamente forte.

Questa passione non è un singolare feticismo perché la storia della musica è lastricata di artisti più o meno noti che nella loro carriera  hanno reinterpretato l’inno nazionale della Madre Russia nei modi più svariati. Ai nostri occhi, ma soprattutto alle nostre orecchie è stato automatico fare 1 + 1: ovvero raccogliere le versioni più originali e bizzarre e confezionarle con una raccolta a tema.

La compilation che vi proponiamo mischia un po’ di tutto a partire dai nostri CCCP Fedeli alla Linea con la loro “A Ja Ljublju SSSR” (potevano forse mancare?), a svariati artisti di musica dance-elettronica, dalla techno dei Trancestral Project al progressive-house degli El-Mio, passando per l’elettronica dalle tinte gotiche dei Laibach e le lande più ambient di Shura Tarasov.

La bandiera (rossa, ovviamente) del rock è portata con fierezza dai Lubeh e la loro spettacolare versione rammesteiana, dal chitarrista Sean Atwood deVries che rifà il verso ai Queen e Jimi Hendrix reinterpretando l’inno dell’URSS con un assolo di chitarra e soprattutto dall’ensamble di artisti russi guidati da Igor Ugolnikov di cui esiste anche un delirante videoclip che vi giuro non è una parodia, ma una sorta di Live Aid Band post perestrojka che accorre in soccorso dell’Unione Sovietica che nel 1991 stava cominciando a cadere a pezzi.

Non mancano versioni più tradizionali come quella di Larisa Dolina che riecheggia Celine Dion o il pop rotondo di Anita Tsoy, mentre il Premio della Critica se lo aggiudicano senza dubbio i 5’NIZZA con la loro imprevedibile versione reggae.

Una compilation non per tutti sicuramente, ma solo per gli animi curiosi.

Un grazie particolare per il materiale sonoro al preziosissimo sito Russian Anthems Museum (www.hymn.ru) oggi purtroppo non più attivo.

Tracklist:
01. Sean Atwood deVries – Anthem of Russia
02. Trancestral Project (aka Sasha LSD) – USSR Gimn (Ultra Energy Mix)
03. Anita Tsoy – Anthem of Russia
04. Shura Tarasov – Petroleum
05. CCCP Fedeli alla Linea – A Ja Ljublju SSSR
06. 5’NIZZA – Anthem of Soviet Union
07. Lubeh – Anthem of Russia
08. Larisa Dolina – Anthem of Russia
09. El-Mio – Anthem of Russia
10. Laibach – Rossiya
11. Walt Disney Orchestra – Soviet Union National Anthem
12. Various Soviet artists assembled by Igor Ugolnikov – Anthem of Soviet Union
13. Sean Atwood deVries – Anthem of Russia (orchestral version)

Enjoy: mega.nz/#!bJsSkADT
Key: !vT8VUIZjeCoyD9drFlcCoppo5smUrGBbNCilPDZImlk

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3 COMMENTI

  1. L’inno sovietico venne eseguito anche dai “Metamorfosi” nell’album Inferno (1973).
    .
    I Laibach li ho visti nel 12/2006 a Bologna e “Rossiya” era il più bel pezzo che abbiano fatto insieme all’inno Cinese.
    Di quella serata ho fatto anche un micro-video di “Anglia” su:

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