Computers Ragazzo Solo Ragazza SolaCome ultima pubblicazione del 1969 l’etichetta Numero Uno di Lucio Battisti pubblica l’esordio discografico dei due fratelli Balducci nascosti sotto l’improbabile nome dei Computers. Come era prassi all’epoca al duo vocale viene affidata un’inedita versione italiana di un successo straniero; questa volta l’agnello sacrificale è “Space Oddity” di David Bowie.

Poiché il testo poco si adattava a scalare le classifiche tricolori le liriche furono completamente riscritte da un certo Mogol che sfodera una delle sue peggiori prestazioni come paroliere.

I Computers fanno il loro onesto lavoro e nonostante la bruttezza dei versi del “maestro” il 45 giri riceve un buon apprezzamento da parte del pubblico meno esigente, tanto da spingere la casa discografica dello stesso Bowie a fargli incidere la stessa canzone facendogli credere che si trattasse di una semplice versione tradotta, in un’operazione che potremmo definire di auto-cover.

Oggi il singolo dei Computers è caduto nell’oblio, mentre la versione del (futuro) Duca Bianco è un pregiato oggetto da collezione, non solo per la sua rarità, ma perché (grazie a Dio) fu uno degli ultimi esempi di cantanti internazionali che tentarono di proporre i loro successi in italiano.

Ragazzo Solo, Ragazza Sola
(Bowie/Mogol)
La mia mente ha preso il volo
Un pensiero uno solo
Io cammino mentre dorme la città
I suoi occhi nella notte
Fanali bianchi nella notte
Una voce che mi parla chi sarà?

Dimmi ragazzo solo dove vai,
Perchè tanto dolore?
Hai perduto senza dubbio un grande amore
Ma di amori è tutta piena la città,

No ragazza sola, no no no
Stavolta sei in errore
Non ho perso solamente un grande amore
Ieri sera ho perso tutto con lei.

Ma lei
I colori della vita
Lei
I cieli blu
Una come lei non la troverò mai più

Ora ragazzo solo dove andrai
La notte è un grande mare
Se ti serve la mia mano per nuotare
Grazie ma stasera io vorrei morire
Perchè sai negli occhi miei
C’è un angelo, un angelo
Che ormai non vola più
Che ormai non vola più
Che ormai non vola più

C’è lei
I colori della vita
Lei i cieli blu
Una come lei non la troverò mai più

6 COMMENTI

  1. Funesta! Fa rimpiangere quella cantata dallo stesso Bowie (“Dimy,ragazzou soulo dovv-vaaii…”) che è tutto dire! Peccato non ci abbiano riprovato,magari con ‘Changes’ o ‘Starman’…chissa che perle potevano venir fuori!

  2. “Space Oddity” è una di quelle canzoni che non sfigurerebbe nemmeno cantata in Aramaico.
    Ci stanno anche quelle di Mogol e dei Giganti.
    Io ne ho sentita una versione in Cinese mentre mangiavo da “Dong Ya”.

  3. J.J. JOHN, versione cinese?????e te la tieni per te?ah scusate, sono nuovo, mi chiamo fabrizio, sono un grande adoratore di scempi musicali e di conseguenza adoro questo blog!!!

  4. il fatto che david bowie l'abbia poi incisa in italiano non mi pare così imbarazzante… tenero, al limite 🙂 e vorrei pure prendere un po' le difese del testo di mogol: ok, forse banalotto, ma se avesse proposto un testo del genere al lucio nazionale sarebbe semplicemente sembrato un testo "romantico" nel senso di lebiondetreccegliocchiazzurriepoi, no?complimenti per il blog comunque, un'ancora di salvezza in certe ricerche musicali poco gloriose…!carlo

  5. Io quello che non ho mai capito non è Space Oddity,non è Mogol ne Bowie.
    Io quello che non ho mai capito è come cazzo fai,ad alzarti un giorno e decidere che il tuo
    gruppo (o duo) si chiamerà I Computers.
    è da galera

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