Claudio Cecchetto In Diretta Libro

Claudio Cecchetto – In diretta. Il Gioca Jouer della mia vita (2014, libro)

Claudio Cecchetto In Diretta Libro

Da bravo istrione quale è Cecchetto non mancano tuttavia i momenti autoironici: «Fra i dischi lasciati da Radio Music, trovai il 45 giri “The Hit”, una canzone ska che avevo prodotto l’anno prima con Carpani. Notai che i DJ che ci avevano preceduto in via Franchetti avevano aggiunto a pennarello una S facendola diventare “The S-Hit”. Io e Massimo abbiamo riso di quella correzione sulla copertina, avevano ragione, era il primo 45 che ho prodotto in vita mia e l’avevo sbagliato».

Oppure, parlando del libro di Marco Baldini Il Giocatore, ogni scommessa è un debito, dice: «Quella è la sua versione, la mia sarebbe leggermente diversa :)».

Altro momento divertente, quando Claudio racconta di aver inseguito per tanto tempo la Coca-Cola come sponsor per le sue attività senza esserci mai riuscito per vari motivi: «Morale della favola: la Coca-Cola mi piace. Io invece le sto sul cazzo».

Ma la parte più gustosa, meglio riuscita e più interessante di tutto il libro è quella degli aneddoti sui nostri beniamini.

Partiamo dalla nostra preferita, Sabrina Salerno: «Il pezzo era forte, musicalmente studiato per entrare in testa e diventare una hit, ma non sarebbe bastato. Un fuoriprogramma ci ha aiutato, quello di capodanno. Non le ho mai chiesto se fosse davvero successo per caso. Durante la registrazione di uno show per la TV spagnola una spallina del vestito le cadde lasciandola a seno scoperto. I produttori del programma non censurarono l’incidente e mandarono in onda tutto. Nel giro di una settimana Sabrina diventò una star in Spagna, intervistata da tutti i giornali e dalle Radio. Il suo disco andò a ruba, e la «Salernomania» contagiò anche la Francia, l’Inghilterra e il Sudamerica Girò il mondo per promuovere la canzone. Fra noi ci fu anche una breve storia, se non d’amor senz’altro d’affetto. Con la stessa leggerezza con cui ci siamo incontrati, ci siamo lasciati, senza rimorsi o rimpianti. Ognuno aveva da inseguire il proprio sogno».

Su Fabio Volo: «Gli ho promesso che avrei trasmesso a Capital il suo singolo (“Volo”) a una sola condizione: avrebbe dovuto accettare di entrare a far parte dello staff della radio e condurre un programma. Fabio era spiazzato. “Non credo di esserne capace”, mi disse, “non sono un DJ”. Gli ho detto che nessuno lo è prima di provarci: “E poi tu non devi fare molto. Se in onda sarai come con me oggi, come sei nella vita, è fatta. Fidati”».

Claudio Cecchetto In Diretta Libro
Claudio Cecchetto con Linus e Jovanotti

Su DJ Francesco:

«Era un pazzo scatenato.
Io: Francesco cosa hai combinato?
Fr: Sono entrato con lo scooter acceso dentro lo studio in diretta.
Io: E quindi?
Fr: C’è una puzza di benzina della madonna.
Io: Quindi?
Fr: Non lo faccio più.
Io: Bravo.

Fr: Claudio è estate e fa un caldo pazzesco in studio.
Io: Cosa vuoi fare?
Fr: Andare in onda dal parcheggio dentro una piscina gonfiabile
Io: Ok.

Su Jovanotti: «Il giorno del mio quarantesimo compleanno, Lorenzo venne a festeggiarlo a casa mia e mi regalò una cassettina. Su un campione hip hop la sua voce rappava:

La storia che stasera col rap io vi dico
la dedico ad un capo, fratello ed amico
un ragazzo come tanti di Milano operaia
che cercò un modo diverso per fuggire la noia
e visto che il lavoro anche allora era poco
se lo inventò da solo quasi per gioco
erano gli anni 70 di fermento
tra i giovani cervelli grande movimento
e tra un’occupazione e una manifestazione
ci si riconosceva dentro una canzone
e così dall’esigenza da tutti sentita
in Italia venne fuori la Radio privata
proprio come oggi a Telemontecarlo
si lavora solamente per il gusto di farlo.
E così Claudio Cecchetto dj numero Uno
parlava velocissimo come nessuno
nessuno capiva ciò che volesse dire
ma la carica i ragazzi li faceva impazzire
e così in pochi anni non dico come
il ragazzo conquistò un discreto nome
tanto che la Rai tv lo chiamò a presentare
la musica che tutti volevano ballare.
E i giovani italiani sempre lungimiranti
amavano il dj molto più dei cantanti
e Claudio Cecchetto dj precursore
lanciò per tutti noi un nuovo grande mestiere
e fra i successi e le celebrazioni
fu visto di buon occhio anche da Berlusconi
che in quel tempo aveva in mente di comprare il mondo
e siccome in fronte a lui non ha scritto giocondo
puntò tutto su Claudio per lanciare la rete
e fu così che la gente seguì le private
ma il contatto diretto con il Cavaliere
lo spinse ad ampliare il proprio mestiere
passando da showman a imprenditore
strinse la cintura e con soldi ed amore
comprò una Radio libera chiamata Deejay
non so se tu la senti io la sentirei.
Comunque adesso taglio ed arrivo al punto
per dire in questo rap che io sono contento
di poter dedicare io stesso le rime
a colui che me le fece cantare per prime
offrendomi lo spazio e l’opportunità
di esprimere in tv la personalità
e fra i momenti belli e i momenti duri
vi dico con il rap Cecchetto tanti auguri.

Il più bel regalo che potessi ricevere per i miei quarant’anni».

Gli aneddoti continuano con 883, Fiorello, Amadeus, Gerry Scotti, ma di questi sappiamo tutto. Quindi puntiamo tutto su due outsiders di lusso e la prima è Milly D’Abbraccio: «In vacanza con me era venuta Milly D’Abbraccio, una ragazza bella, piena di vita, simpatica, un po’ rock. Una sera, al Ku, ho fatto una di quelle cose che sarebbero da raccontare ai figli se non si rischiasse di trasformarla in un’arma con cui potrebbero giustificare qualsiasi “stronzata”. Mi sono tuffato in piscina dalla parte sbagliata, l’acqua era alta poco più di un metro. Sono riemerso stordito, ma non abbastanza da non rendermi conto, guardando le facce degli altri, che dovevo essere una maschera di sangue. Milly, agitatissima, mi ha caricato in macchina e mi ha trascinato urlando al pronto soccorso. Ha fatto così tanto casino che io stesso sentivo l’ansia crescere come se fossi in pericolo di vita. Ha bloccato dottori e infermieri, spostato barelle, fatto lo slalom tra le persone in attesa, parlando una lingua tra spagnolo e italiano della quale si capiva solo l’allarme. Nel giro di cinque minuti ero sdraiato su un lettino in sala operatoria, con due dottori pronti a intervenire. Quando videro la ferita, quasi si misero a ridere: “tutto qua?”. Cinque punti di sutura e dopo un quarto d’ora sono uscito sulle mie gambe, senza neanche sentire troppo dolore. Ho detto a Milly che forse aveva esagerato. “Avresti preferito essere ancora lì in fila ad aspettare?”. La forza delle donne.».

Concludiamo questa panoramica con una graditissima sorpresa, ben quattro pagine dedicate al più grande di tutti: l’ex 883 Mauro Repetto. Non vogliamo rovinarvi la sorpresa, riporteremo solo il commento di Cecchetto sul disco Zucchero filato nero: «Non è stato un successo, ma oggi è considerato un album “cult”, straordinario nella sua pazzia e originalità». Claudio, qui ci hai chiamati in causa direttamente!

Controverso, sfacciato, didascalico, smaccatamente buono. Questo è Claudio Cecchetto e questo è anche quello che lui vuole che si dica di lui, ecco perché non possiamo che consigliarvi di leggere In diretta – Il Gioca Jouer della mia vita. Tolto qualche passaggio piuttosto pernicioso ci sono talmente tanti momenti peculiari che è impossibile non esserne coinvolti. Claudio, ci hai fregati un’altra volta. E ti vogliamo bene per questo. Ma la prossima volta te ne prego, non concludere il tuo libro con la parola «figata!».