Home Meteore Charlie - Pirla Dance (1988 - LP)

Charlie – Pirla Dance (1988 – LP)

-

Charlie Pirla DanceSul finire degli anni ’80, tra i tanti tormentoni che imperversavano in radio, ricordiamo con particolare affetto la hit “Faccia da pirla” di Charlie, ex batterista di Jo Squillo, che per qualche ignoto e incomprensibile motivo si è trovato ad incidere diversi album prima di capire, per il quieto vivere degli ascoltatori, che il ruolo di cantante non gli era consono.

Ricordiamo infatti che Charlie, al secolo Carlo Marchino, ha poi dato una svolta alla sua carriera diventando produttore musicale e contribuendo a creare il successo di molti artisti, tra i quali Mondo Marcio. Per non parlare del fatto che ha realizzato le sigle di MasterChef.

Prodotto da Michelangelo La Bionda (sì, uno dei due fratelli La Bionda) e con un paio di collaboratori di “lusso” quali Silver Pozzoli ai cori (una delle tante voci di Den Harrow) e Marco Guarnerio alle chitarre (futuro collaboratore di Claudio Cecchetto e 883), il disco “Pirla Dance” esce come traino per la hit single “Faccia da pirla”, classico pezzo tardo-italo disco, con strofa rap in inglese e ritornello-tormentone rigorosamente in italiano.

Nonostante gli ospiti importanti, il disco è terribile sotto tutti gli aspetti.

Charlie Pirla DanceI testi sono inesistenti (come nel caso di “O.K.!!”: “OK! Ragazze? OK! Amore? OK! Chiodo? OK! Martello? OK!”) o inconsistenti (“Ti dimenticherò” non è altro che una lista di alcolici che Charlie beve per dimenticare la ragazza che lo ha lasciato), ma la cosa peggiore è che le canzoni non fanno ridere, fatto gravissimo per un artista che si pone proprio quell’obiettivo.

Spesso si scade nello scatologico fine a sé stesso: ad esempio in “Susy scusa” il ritornello recita: “Me la dai? Me la dai? Me la dai o no?” e in “Con quella faccia no”, il nostro Charlie sostiene che se si è innamorati di una donna brutta, si ha l’obbligo morale di farle fare una plastica: “Con quella faccia no, ma se ti fai la plastica lo giuro ti amerò”. Cliché.

Aggiungete a tutto questo una voce improponibile (con una evidentissima “r” arrotata che dà fastidio tanto quanto un fischietto ad ultrasuoni dà fastidio ai cani), gli arrangiamenti appena accettabili persino per delle basi midi e un missaggio pedissequo, ed ecco che otteniamo questo capolavoro di inutilità.

Ciliegina sulla torta, il brano “Tuca-Michael”, impensabile e mal riuscito medley tra “Tuca-Tuca” di Raffaella Carrà e “The Way You Make Me Feel” di Michael Jackson (confesso che un medley peggiore di questo mi è capitato di sentirlo, ed è “La canzone del capiwawa”, mash-up della canzone di Dj Francesco con “Chihuahua”).

In conclusione, il primo disco di Charlie non si riesce ad ascoltare per intero, non solo per la profonda bruttezza, ma per la totale mancanza di appeal; per citare i testi ho dovuto riascoltare i brani almeno tre volte, e non ho problemi di memoria a breve termine. Bocciato.

Tracklist:
01. Faccia da pirla
02. O.K.!!
03. Tuca-Michael
04. Charlie quanto parli
05. Susy scusa
06. Ti dimenticherò
07. Con quella faccia no
08. Non importa

I più letti di oggi

11 COMMENTI

  1. Carlo Marchino lo ricordo agli inizi con Jo Squillo. Poi, se non ricordo male (sono passati secoli), prima di fare il batterista era stato insieme al fratello Fabio nel gruppo scout “Milano 22” all’oratorio del Fopponino di Milano.
    Che chicca, eh? JJ

  2. Mmmah… Non difendo il trash ad ogni costo, ma giudicare la musica 20 anni dopo come se fosse un’opera di Beethoven mi pare un po’ come sparare sulla croce rossa… 🙂 Dello stesso anno (anzi dello stesso periodo) furono ad esempio The Party di Rubix (..E non toccarmi il c.lo dai…), o la demenzialità condita dagli arrangiamenti made in Five Records di Francesco Salvi con “C’è da spostare una macchina” e poco più tardi con “Esatto”, solo per citarne alcuni… Tutte “opere” che se ascoltate oggi potrebbero far sogghignare i cultori del bel canto… Però era la musica che andava allora, con gli strumenti ed i suoni di allora, il suo scopo era far ballare e naturalmente vendere, e direi che per quanto riguarda sia Charlie che gli altri citati, in discoteca al tempo andava benissimo! Mi chiedo del resto cosa dirà chi ascolterà tra vent’anni “Me gusta la gasolina”, “Chihuahua” o “Wale Wale”…. -Nik-

  3. Nik,

    qua si cerca di giudicare e recensire qualsiasi disco con gli stessi paramentri, che si Beethoven o Charli per me è la stessa cosa. Ovviamente deve essere messo in preventivo lo scopo dell’album ed il risultato finale.
    Charlie voleva far ballare e ci è riuscito con il singolo “Faccia da Pirla”, purtroppo lo scopo di “divertire” nel complesso del disco viene davvero meno, e l’album è davvero difficile da ascoltare nella sua interezza, cosa che non accade nel godibilissimo album di Salvi anche con arrangiamenti Five Records o nel successivo album dello stesso Charlie.
    Di Salvi parleremo a breve quindi resta su questi lidi.

  4. E’ UN MITO SUPER !

    E’ BELLISSIMA

    E’ FATTA MOLTO BENE

    E’ BELLA DA ASCOLTARE

    E NON TI PERMETTERE DI CRITICARLA.

    UN LP STUPENDO !

  5. non andava se avessi comprato sto disco lo avrei buttato subito allor ascoltavo venditti oggi solo qualcosa come tutto sono selettivo qualcosa dei genesis e basta altri poe sentire questo e brutto e lui oggi e un produttore.fa pena e rompe le palle susy scusa e altri pezzi non reggono il confronto con faccia da pirla fece fottit nel 1994 oggi si e ritirato caro charlie rimani la nella immondizia

  6. Vi ricordate che la copertina di sto album era uno specchio? Ah ah ah ah ahFaccia da pirla… Specchio… Giuro che è vero!

  7. Si dà tanto addosso all’album “pirla dance”, ma almeno quello con banale semplicità ha fatto divertire in tanti in un tempo in cui i dischi SI COMPRAVANO perciò era più sincero il successo. Oggi ci sono TANTI VERI PIRLA che si reputano cantanti solo perché c’è ki fa aumentare le visualizzazioni sui web e il popolo di “pecoroni” crede ke seguire quel tizio sia IN, ma se avessero dovuto comprarsi il suo disco, non credo ke avrebbero sprecato i loro soldi. Cmq la musica spazzatura c’era, c’è e ci sarà sempre. Fortuna che però ci sono anche talenti evergreen e nuovi ke danno ancora senso alla parola CANZONE! ROLLING STONES, DEPECHE MODE, MARCO MENGONI, ELISA, THE KOLORS…ecc…

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articoli Recenti

SEGUICI SU INSTAGRAM @ORROREA33GIRI