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Charlie – Fottiti! (1994 – CD)

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Charlie FottitiNoi di Orrore a 33 Giri siamo come un killer prezzolato: quando iniziamo un lavoro lo portiamo a termine. Così, dopo avervi presentato l’autopsia di “Pirla Dance” e il referto di “Charlie Goes To Holiday”, vogliamo chiudere definitivamente il discorso Charlie e vi portiamo il suo cuore in uno scrigno (musicalmente parlando, s’intende), presentandovi il terzo e ultimo album della sua discografia, dal titolo “Fottiti!”, che è già tutto un programma.

Dopo il secondo disco fatto di canzoni pop demenziali prodotte da Feiez di Elio e le Storie Tese, Charlie torna nell’ambito che sembra a lui più congeniale (purtroppo per noi): la dance cassa dritta con liriche rappate.

La vera novità sono appunto i testi delle canzoni, che già da titoli come “Fottilo!”, “Non m’importa di te”, “Ci stanno imbrogliando”, notiamo essere più cattivi, talvolta anche con un taglio social: ne è un esempio lampante la nuova versione di “Faccia da pirla”, con il testo riadattato e trasformato in una lista di tipologie di persone poco raccomandabili:

Bacchettoni rompipalle chierichetti guardaspalle
Bocconiani sagrestani invasati sacripanti
socialisti comunisti democratici dentisti
ecologisti naturisti inquinatori e pure tu.

Per porre ulteriormente l’accento sull’aggressività dei contenuti, i versi sono rappati a una velocità insostenibile persino per Charlie stesso; il risultato suona come il flusso di coscienza di un bambino con la zeppola o come lo spleen di Silvio Muccino.

Parliamoci chiaro, un po’ come toccò a Mauro Repetto, questo è il classico disco che esce perché il produttore è amico dell’artista e gli fa un favore personale. Ma per noi di Orrore a 33 Giri di solito questi “canti del cigno” sono i momenti più interessanti della produzione degli artisti, in primis perché giunti a quel punto non hanno più niente da perdere, e poi perché l’alone decadente che incombe sulla produzione crea spesso atmosfere uniche e miscele esplosive, come in questo caso: il cantato è fastidioso oltre ogni limite, per non parlare della base angosciante e delle tematiche fuori tempo massimo persino allora, eppure un pezzo come “Mi gasa” è un riempipista che merita di restare evergreen per più di qualche decennio.

Amici DJ all’ascolto, provare per credere. Magie nere della discografia italiana.

Tracklist:
01. Fottilo!
02. Bello Molle
03. Non M’Importa di Te
04. Faccia da Pirla (1994)
05. La Mia Religione
06. Ci Stanno Imbrogliando
07. Mi Gasa
08. Il Disco che Salta
09. War
10. Jesus Christ

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5 COMMENTI

  1. Notevole l’autoreferenzialità di “Se ascolti questo disco vuol dire che sei un pirla!”.
    Tenero Charlie, immortalato persino da Albano e Romina nella sanremese “Cara terra mia” (peraltro degnissima di figurare in questo blog con quel buco nell’ozono che fa rumore):

    Oggi va di moda il demenziale
    FACCE DA P in grande quantità
    Mentre l’effetto serra è sempre attuale
    Dimmi che soluzione ci sarà

  2. non mi pare di averlo mai ascoltato ai tempi, ma a sentirlo adesso il dubbio che se il testo fosse stato un” fuck him before you get fucked etc”cantato da un nero americano questo pezzo sarebbe passato spesso in disco mi viene…

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