Home Big della Musica Bobby Solo - Blonde Haare-Blaue Augen / Ciao Amore (1970 - 7")

Bobby Solo – Blonde Haare-Blaue Augen / Ciao Amore (1970 – 7″)

Il cantautore romano alla conquista del mercato schalger germanico senza alcun pudore

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Bobby Solo Blonde Haare Blaue AugenBobby Solo con il suo ciuffo sbarazzinio, i suoi occhietti languidi e le sue ballate romantiche ha fatto scorribande un po’ in tutto il mondo, ma mai come in terra germanica ha ricevuto un abbraccio così caldo e duraturo da parte dei suoi, anzi delle sue fan.

Per fare breccia nel cuore del pop mitteleuropeo, però, l’aspetto da maschio latino dal cuore sensibile, l’idolatria verso Elvis Presley e le canzoni d’amore non bastavano, quinid ecco che, com’era d’uopo allora, il menestrello romano decise di tuffarsi nel grande calderone del pop germanico con brani propri, altrui ed originali, tutti rigorosamente cantati nella soave lingua germanica.

Una delle tarde gemme di questo sottogenre nella sua sua lunga, arzigoglata ed imprevedibile carriera è questo 45 giri Blonde haare-Blaue augen/Ciao amore che vide la luce nel 1970. Qui non si reciclano vecchi successi ma ci si affida alla penna del compositore folk Gerd Schmidt e al paroliere Günter Loose (lo stesso che due anni prima scrisse il testo di Noch enmal, cioè la versione albionica di Applausi per I Camaleonti).

La mirabolante coppia sul lato A regala al nostro caro Bobby una pepita di rock’n’schalger ariano: Blonde Haare-Blaue Augen, cioé “capelli biondi e occhi azzurri” (ti pareva)  si apre con una chitarra super satura che ci ricorda un po’ la versione elettrica di Revolution dei Beatles, ma la gioia dura solo pochi secondi perché repentinamente si passa ad un rock’n’roll imbastardito con la tradizione melodica tedesca, creando qualcosa di veramente obbrobrioso e per giunta con un ritornello che ascoltato una volta non ne vuole proprio sapere di staccarsi dal cervelo.

Sul lato B fa capolino invece Ciao amore, ma non fatevi fuorviare dal titolo perché la canzone è anch’essa in lingua tedesca. Qui, per qualche motivo ignoto, i due autori vanno sotto gli pseudonimi rispettivamente di Ralph Dokin e Peter Berling che facendosi guidare dall’afflato italiano del titolo si buttano su una ballata melensa cantata magnificamente dal languido crooner nostrano che trascende ogni pudore transnazionale con il magnifico ritornello «Ciao ciao, ciao amore, auf wiedersehen, bye bye» ripreso quasi in toto da Al Bano e Romina Power nel 1985 quando incisero il loro successo paneuropeo Ciao, auf wiedersehen, Goodbye. Sarà un caso? In ogni caso Lunga vita al re del rock’n’roll italiano!

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2 COMMENTI

  1. Sarà.. ma una volta che hai ascoltato il ritornello di “Blonde Haare” non ti si stacca più dal cervello!
    E’ da una settimana che lo canticchio… è grave?

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