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Benito Urgu – Mon Cheri Fonni (1978, LP)

Un disco gustosissimo che mescola sapientemente una comicità unica e una verve ironico-demenziale senza cadere mai nel volgare fine a se stesso

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Benito Urgu Mon Cheri Fonni Dopo lo scioglimento del gruppo beat sardo per eccellenza de I Barrittas all’inizio degli anni ’70 Benito Urgu si butta a capofitto nella realizzazione di una sua linea artistica personale e verso la fine del decennio fonda assieme ad Antonello Martinez il complesso I Porsei.

Sono questi gli anni in cui vengono sfornati successi comici come Sexy Fonni, (parodia della celeberrima orgasmo song Je t’aime… Moi non plus di Serge Gainsbourg e Jane Birkin del 1977),  Mon cheri Fonni (1978) e Filodiffusione (1979), un’irriverente ed irresistibile trilogia di Fonni che fanno diventare Benito Urgu uno dei più apprezzati caberettisti in circolazione.

Il punto di svolta tra la mai abbandonata carriera canora e il teatro avvenne con l’album Mon cheri Fonni del 1978. In realta non si tratta di una novità in quanto fin da piccolo il nostro eroe possiede uno spiccato talento comico, basato su di un forte spirito goliardico e un acuto senso dell’umorismo. Oltre a diventare il beniamino di tutta Oristano, già giovanissimo forgia il suo lato canterino iniziando a suonare in complessi beat come Gatto nero Enal e I Visconti (che più tardi diventeranno I Nuraghi) ed infine entrando a far parte dei gia citati Barrittas assieme a Francesco e Antonio Salis (successivamente I Salis) e ai fratelli Cocco e Albano.

In questa intensa esperienza che lo porterà a suonare in giro per tutto “il continente” e forte del periodo circense come presentatore nel circo Armando nei primi anni ’60 (che lo stesso Urgu definirà come «la mia università»), mette le basi per la successiva carriera cabarettistica; la commistione di queste esperienze fa si che verso il 1970 inizi a sviluppare dei brani che avessero una particolare comicità tipicamente isolana.

Dopo i primi 45 giri di successo come solista, nel 1978 porta a compimento questo lato comico e proto-demenziale con l’album Mon cheri Fonni che oltre ai brani già editi di stampo gainsbourghiano (Sexy Fonni e Mon cheri Fonni), relativi lati B casereccio-tradizionali (Il gallo è morto, quel Le coq est mort trasformata nel 1965 da Walter Valdi in Coccodì coccodà e il classico stornello veneto La porsea) e una nuova versione del successone targato Barrittas Whisky birra e Johnny Cola , ci presenta una serie di brani inediti.

Sono queste tracce che per la prima volta in assoluto concentrano la vera e propria natura comica di Benito Urgu con le sue tipiche scenette tradizionali, che riprendono da vicino i pregi e i difetti degli abitanti della Sardegna e che in seguito diventeranno il canovaccio alla base degli spettacoli cabarettistici che porterà in giro per tutta l’isola assieme al fidi collaboratori di sempre Antonello e Filippo Martinez.

Caratterizzati solitamente da dialoghi in sincro dello stesso Urgu che si cimenta in differenti e strampalati personaggi, tra tutti troviamo lo spassosissimo brano Chi è che è dove sopra una base discomusic tale signora Minghilletti litiga col bombolista per una bombola del gas non pagata (canzone tra l’altro ripresa dall’originale La bombola di Giulio Manera del 1976 e dalla risposta di appena un anno dopo del collega Giampaolo Loddo Me la manda? Mela? …La bombola! famosi cantanti-cabarettisti sardi), il tutto farcito con sgrammaticature e sardismi che rendono indimenticabili questi 5 minuti e mezzo di puro delirio disco-telefonico.

Il più gainsboughiano Bambina invece ricalca da vicino il più celebre Due ragazzi nel sole dei conterranei Collage; nella versione di Urgu viene per l’ennesima volta ripreso l’amletico dilemma in cui una giovine alle sue prime esperienze amorose deve scegliere se dedicarsi ad una vita casta o entrare nell’età adulta nella maniera più “innocente” possibile; dilemma però che viene risolto abbastanza rapidamente: «Lo facciamo oppure no? Lo facciamo oppure no? …Io direi di no …E va bene si».

Con Piovò troviamo una coppia partenopea che a causa della pioggia non sa se uscire oppure no, finendo poi per concedersi una serata amorosa in casa, sempre ricca di logiche grammaticali dolci tanto quanto un gesso che stride sopra la lavagna. Sa murra propone invece la cosiddetta morra sarda in chiave rock e a chiudere il divertente Stornelli in Paris che riprende la coda de La porsea ma rivisitato in chiave “leggermente” pepata: uno schema questo che in seguito troverà nuove conferme nelle famose musicassette cabarettistiche autoprodotte dalla BU Records durante tutti gli anni ’80 e ’90.

Il vero pezzo forte che vale tutto l’acquisto del vinile è La ballata del Pipì: trascinante rock’n’roll che elogia in maniera sottile le caratteristiche anatomo-funzionali dell’apparato genitale maschile in tutte le situazioni e i frangenti (!) facendoci dimenare al ritmo di una Jailhouse Rock rivisitata per l’occasione da uno strepitoso Benito Urgu che ci lascia davvero senza parole!

Mon cheri Fonni (l’anno successivo ristampato con il titolo Sexy Fonni) è un vero potpourri di generi che mescola sapientemente una comicità unica e una verve ironico-demenziale senza cadere mai nel volgare fine a se stesso e che avrà ulteriori conferme nei suoi successivi spettacoli cabarettistici oltre alle continue e proficue collaborazioni televisive.

Una vera chicca da ascoltare assolutamente per apprezzare e conoscere il grande Benito Urgu degli esordi e, se volete, anche un modo per dare a tutti coloro che storcono sempre il naso di fronte a questi artisti una riprova del reale e straordinario talento del piccolo-grande Barrittas di Oristano.

Alex e Vittorio “Vikk” Papa

Tracce:
A1. Mon cheri Fonni
A2. La porsea (trad.)
A3. Bambina
A4. Chi è che è
A5. Il gallo è morto (Walter Valdi cover)
B1. Sexy Fonni
B2. Sa murra
B3. Piovò
B4. Whisky birra e Johnny Cola (Barrittas cover)
B5. La ballata del Pipì
B6. Stornelli in Paris

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1 COMMENTO

  1. La BU records era in realtà un'auto-produzione (BU = Benito Urgu) con gli studi di registrazione siti a Santa Giusta (OR) e vanta la pubblicazione di quasi una trentina di musicassette con spettacoli dal vivo, canzoni e racconti divertenti. Ad oggi la produzione continua e le vecchie musicassette (quasi tutte almeno) sono state ristampate nella cosiddetta "DiscoC-Dia", neologismo con cui Benito Urgu ha ribattezzato la ristampa su CD delle vecchie musicassette degli anni '80 e '90.Potete trovare ulteriori ragguagli e le ultime novità nel sito ufficiale di Benito Urgu all'indirizzo https://www.benitourgu.it/Enjoy & Stay Tuned!Sito Ufficiale: http://www.benitourgu.it/Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Benito_Urgu

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