beatles help film 1965I Beatles nel 1965 erano ormai consolidate superstar intergalattiche e sempre più sulla cresta dell’onda anche grazie all’immenso successo riscosso dalla pellicola semi-documentaristica A Hard Day’s Night; così i produttori del primo film pensarono bene di realizzare un secondo lungometraggio con protagonista la band di Liverpool.

Al contrario dello stile più realistico del primo film, questa seconda pellicola avrebbe dovuto seguire canoni cinematografici leggermente più tradizionali: l’idea di base era una  storia di fantasia che vedeva i Beatles alle prese con una setta occulta indiana che perseguiterà i quattro capelloni, in particolare Ringo, per un anello entrato casualmente in suo possesso e necessario a un rituale con tanto di sacrificio umano. Questo è il bislacco pretesto iniziale per mostrare il cartoonesco inseguimento dei Beatles che passerà dalle Alpi a Buckingam Palace fino ad arrivare alle Bahamas, tutto, ovviamente, condito di segmenti musicali con i brani più famosi della band.

Si svilupperà così una pirotecnica sceneggiatura, in un’atmosfera estremamente più colorata e surreale del primo film, ma non per questo meno British, anzi: ogni cosa sembra fare l’occhiolino ai film eurospy che diverranno tanto di moda negli anni a venire (soprattutto nel nostro Paese) sulla scia del successo dei film di James Bond, ma con un tono più divertito e una buona dose di parodia per le avventure di 007, oltre a svariati riferimenti a show televisivi e radiofonici estremamente popolari nel Regno Unito.

Inizialmente intitolato Eight Arms To Hold You (titolo ideato dal sempre irresistibile Ringo)  venne cambiato in Help! poco prima della distribuzione, nonostante fosse stato già stampato del materiale promozionale col titolo originale che venne riportato anche su alcuni singoli presenti nella pellicola.

Molti spettatori e critici all’epoca rimasero piuttosto confusi da una sceneggiatura troppo disordinata e caotica (seppur in buona parte volontariamente) con molte situazioni potenzialmente noiose, vuoi per l’incomprensibilità dei riferimenti per un pubblico non britannico, vuoi per una sequenza di situazioni in cui non succede quasi nulla accompagnate da gag di umorismo tipicamente British che non tutti apprezzano, col rischio di venir percepito come molto scontato.

Oltre alle scene musicali girate divinamente e antesignane dei moderni videoclip, i momenti migliori del film sono proprio le brevi sequenze surreali, dei veri e propri segmenti simil-dadaistici accompagnati da un uso sardonico e anarchico delle scritte. Tutti elementi che ritroveremo nei già menzionati eurospy ma anche in molte altre produzioni umoristiche come gli sketch dei Monty Python o la serie originale di Batman.

Non a caso questa atmosfera divertita e confusionaria fu una conseguanza diretta dall’uso massiccio di cannabis: «Facevamo colazione con la marijuana» ricorderà John Lennon in un intervista negli anni successivi e tutti e quattro i componenti della band racconteranno di essere stati per tutto il tempo delle riprese costantemente sotto l’effetto di sostanze psicotrope, tanto da non riuscire più a interagire correttamente con gli altri attori o con la crew finendo a ripetere le stesse scene per ore a causa dello spaesamento dato dall’erba. In effetti in diverse scene possiamo vedere i segni della loro scarsa lucidità cognitiva, come ad esempio quelle girate tra la neve delle Alpi.

Come previsto Help! fu un successo annunciato, ma i Beatles non furono molto contenti del risultato finale, probabilmente perché venne realizzato in fretta e furia tra esigenze discografiche e tour e perché non venne concesso loro lo stesso spazio creativo e d’improvvisazione che caratterizzò A Hard’s Day Night (forse anche dovuto all’abuso di droga). Sempre Lennon affermò che il progetto sfuggì loro di mano a tal punto da non avere chiare idee sulla trama e sul copione ma ricordando il grande divertimento di tutta la band durante le riprese (e su questo non abbiamo dubbi), viste più come un gioco che come un impegno serio.

Ed è proprio questo lo spirito con cui bisognerebbe vedere Help!, una pellicola figlia dei tempi, molto leggera, ma una degna e gloriosa fotografia colorata di un’epoca bellissima, e poi ehi! Stiamo parlando pur sempre dei Beatles che sono un po’ come il maiale: non si butta via niente.

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