Articolo 31 – È Natale (Ma Io Non Ci Sto Dentro) (1993 – singolo)

Articolo 31 - E' Natale singolo 1993Sulla scia del successo inaspettato dell’album di debutto “Strade di Città”, trainato dal singolo “Tocca Qui”, ecco che gli Articolo 31 battono il ferro finché è caldo pubblicando il singolo natalizio dal titolo giovanilistico “È Natale (Ma Io Non Ci Sto Dentro)” dove ritroviamo la formula già note e testata di dozzinali doppi sensi, storie quotidiane da ventenni sfigati e sbruffoni con l’aggiunta in questo caso di un odio per le feste natalizie.

In fin dei conti il loro messaggio è condivisibilissimo, peccato che il tutto si riduca a buone intenzioni: J-Ax e DJ Jad non riescono ad essere ficcanti con un testo populista che non affonda mai il colpo finendo per far sembrare quel loro atteggiamento “contro” posticcio e studiato a tavolino, non sorprende quindi che tutta questa fuffa sia stata architettata ad arte da Linus e Radio Deejay, facendo perdere ogni briciolo di credibilità alla critica sociale del duo.

Sorvolando sul patetitco intro bigottamente censurato sulla parola “vibratore” (ma perché!?) ci soffermiamo sulla b-side “Capodanno Danno”, una storia fantozziana che nemmeno gli 883: il nostro è costretto a portarsi alla festa di Capodanno il cuginetto Ambrogino, sboccato e volgare che lo fa andare in bianco. La cosa più agghiacciante è il ritornello ai limiti dello “scabroso”:

Un capodanno, un capodanno-danno.
Un capodanno, un capodanno-danno.
Un capodanno, un capodanno-danno.
Un capodanno-danno-danno-danno-danno.

Vista la vena involontariamente demenziale del duo da un lato è un peccato che non ci abbiano più riprovato, magari ci avrebbero risparmiato le porcate ben peggiori fatte in seguito.

Tracklist:
01. Intro
02. E’ Natale (Ma Io Non Ci Sto Dentro)
03. Capodanno Danno
04. Beat Box
05. E’ Natale (Ma Io Non Ci Sto Dentro) (strumentale)
06. Capodanno Danno (strumentale)

  1. PS: per la cronaca Ambrogino è interpretato da Albertino, era un personaggio che faceva a “Tutti per l’una” su radio Deejay a quei tempi

  2. Gli Articolo 31 di quegli anni erano la fantastica dimostrazione di come si potesse amare il vero hip-hop, dimostrare di saperlo fare e concedersi anche pezzi divertenti da cazzoni che facessero anche ridere e divertire (cosa che ho sempre adorato). I primi due album “Strade di città” e “Messa di Vespiri” dicono tutto.
    Purtroppo a quei tempi il “vero rapper” duro e puro doveva solo parlare di ghetto, di quanto facessero schifo le major, dei problemi della strada o al massimo scimmiottare Tupac, Biggie o Snoop Dogg e chiunque volesse prendersela alla leggera era marchiato a fuoco come SUUUCKER!!!
    E se posso permettermi a fine ’90 inizi 2000 me ne sono viste parecchie di jam e di concertini e mi ricorderò sempre un freestyle di J Ax a un concerto di Space One in un localino dove fece davvero paura (1998 credo). Non erano le classiche frasi collaudate e incastrate da battle ma parlava di come era vestita una tipa lì di fronte, delll’arredamento del locale, tutta roba che vedeva in quel momento e che incastrava con rime perfette.
    Massimo rispetto per quello che ha/hanno fatto.

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