Andrea Mingardi Supercircus Lo Sfighè Gisto e Cesira Delone un Marziano e Altre Storie

È arrivato il momento di riscoprire Andrea Mingardi Supercircus

Andrea Mingardi Supercircus Lo Sfighè Gisto e Cesira Delone un Marziano e Altre StorieAvere l’occasione di parlare di Andrea Mingardi pre-svolta pop è un onore; negli anni ’70 il cantautore bolognese era un musicista onnivoro e bizzarro che mischiava disco, funk, canzone cantautorale, rock, pop, punk (indimenticabile il 45 giri Pus), e la scoppiettante tradizione dialettale della sua città sotto lo pseudonimo di Andrea Mingardi Supercircus.

Lo sfighè, Gisto e Cesira, Delone, un marziano e altre storie… del 1977 parte fortissimo con Funky, funky… (uscito anche come 7”) che già dal titolo chiarisce gli intenti, un disco-funky tipico dell’epoca, ma fuori contesto, in cui il nostro mette il suo zampino (o zampone) con taglienti e geniali liriche tipo «funky, funky fancù!»; la seguente I vich ien sempar soul è una tipica canzone pop nella forma, ma nella sostanza l’uso del dialetto e l’interpretazione molto teatrale ne fanno una vera perla con un testo degno del miglior Zucchero ubriaco (il che è un complimento, sia chiaro).

Le rimanenti tracce sono state registrate dal vivo il 06/12/1976 al Palazzo dei Congressi assieme all’orchestra filarmonica Città di Bologna; qui il cantautore gioca in casa e non tradisce le aspettative, sfornando una prestazione maiuscola, variando a tutto campo e dando il meglio di sé con interpretazioni a dir poco memorabili che fortunatamente sono finite su nastro (o vinile se preferite).

L’iniziale Gisto e Cesira è una canzone erotico-amorosa «nostrana» (cit.) che parla della prima volta tra due innamorati, abbassando in maniera boccaccesca il tono lirico delle canzoni romantiche che già avevano affrontato questo tema con toni idilliaci e, forte della lingua bolognese, lo ricontestualizza nella campagna padana, con esiti assolutamente esilaranti anche per chi non mastica molto questo dialetto. La successiva ed etilica A io’ vest un marzian non è da meno, qui viene utilizzata la stessa tecnica, ma con toni più cabarettistici, descrivendo l’incontro tra un marziano e un contadino emiliano molto poco sobrio… Stupenda!

Il lato B del disco non è così scoppiettante ma presenta altri grandi pezzi come Sfighè e soprattutto la conclusiva Un piasarè (Delone) dove, su trascinanti accordi di fisarmonica, vengono elencati i desideri dell’uomo comune di provincia di essere come Delone… ops, volevo dire Alain Delon, con tanto di errori di pronuncia, nomi storpiati e un pizzico di idealizzazione della vita da star.

Come avete capito questo disco rasenta il capolavoro (per quello ci vorrà il successivo Zabajone) e proietta Andrea Mingardi Supercircus (mai nome fu più azzeccato) come uno dei progetti italiani più creativi degli anni ’70; peccato che di tale esibizione non vi sia un filmato perché sarebbe stato davvero da antologia.

Tracce:
A1. Funky, funky…
A2. I vich ien sempar soul
A3. Gisto e Cesira
A4. A io’ vest un marzian
B1. Sfighè
B2. Ninna nanna
B3. Piron al boxur
B4. Un piasarè (Delone)

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!