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Amanda Lepore – I …Amanda Lepore (2011 – CD)

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Amanda LeporeQuando una ballerina da nightclub decide che dopo aver lanciato la sua linea di cosmetici e il suo profumo è ora di gettarsi anche in campo musicale c’è subito da storcere il naso, soprattutto se si tratta di una reginetta della vita notturna newyorkese che ha fatto del suo stesso corpo una sorta di veicolo promozionale.

Nata come Armand e cresciuto con il mito di Marilyn Monroe, il nostro da giovanissimo si sottopone a un cambio di sesso dotandosi di “vagina completamente funzionante” (come ci tiene a sottolineare) e facendosi disegnare il corpo con il machete: 2 palloni da calcio al posto delle tette, labbra alla Paperino gonfiate a 12 atmosfere, fianchi à la Jessica Rabbit e faccia scolpita con scalpello ed ettolitri di botox.

Questa Barbie chirurgicamente modificata è una sorta di incrocio tra Lolo Ferrari, Pamela Anderson e Pete Burns; tutto ciò potrebbe suonare poco intrigante, ma al contrario ha stregato non solo l’obiettivo surreale e umoristico di David LaChapelle, ma anche il più patinato Playboy, oltre a una pletora di pubblicitari per i più svariati brand, nonché Cindy Lauper che l’ha voluta nel suo True Colors Tour portato in giro negli Stati Uniti per raccogliere fondi e supportare i diritti delle comunità lesbiche, gay, bisessuali e transessuali, al fianco di Erasure, Debbie Harry, The B-52’s, Gossip e The Dresden Dolls.

Prima di debuttare con il suo primo album, aiutata dall’homo-rapper Cozwell, la nostra ha distillato nel corso degli anni alcuni singoletti “supergay” più o meno accattivanti: “I Know What Boys Like”, “My Hair Looks Fierce”, “My Pussy”, “Cotton Candy” e “Marilyn” che al grido di “everybody wants to be rich / everybody wants to be a bitch” accompagna questa sua prima raccolta di brani.

Il mix di beat tirati a lucido, omosessualità sfacciata e ironia non può che riportarci alla mente RuPaul di cui però la nostra non possiede gli “attributi vocali”, sopperendo però con maggiori dosi di camp che si materializza nelle 15 canzoni, tra riempipista-bubble gum da gay club e filastrocche per adulti iperprodotte.

Ovviamente un disco del genere ha tutt’altro impatto in una pista da ballo rispetto alla vostra cameretta, ma nonostante i doverosi pregiudizi e la presenza di evitabilissimi filler, la musica mantiene appieno le promesse del personaggio: intrattenere con un’electro-dance coloratissima e senza pretese, da ascoltare rigorosamente ad alto volume tra un cocktail e l’altro.

I brani si trasformano quindi in un’intensa sveltina di tre minuti in un bagno pubblico. Poco importa se una volta finito non si ricordi nemmeno che faccia aveva il partner o che cosa stesse suonando il DJ.

Canzoni monouso come un scatola di preservativi alla frutta tropicale.

Tracklist:
01 Doin’ It My Way.
02 Cotton Candy.
03 Marilyn (feat. Cazwell).
04 Convertible (feat. M.Y.A.).
05 I Want Your Number.
06 My Hair Looks Fierce (feat. Cazwell).
07 Love You Down.
08 Turn Me Over.
09 Champagne.
10 Brand New Woman.
11 Nails Done (feat. Cazwell & Roxy Cottontail).
12 I Know What Boys Like.
13 My Pussy (feat. Larry Tee & Risque).
14 Look At Me Now.
15 Babydoll.

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