451 Ho In Mente Te

451: un supergruppo punk rock italiano e la loro cover di Ho in mente te

Membri di Skiantos, Stormy Six e Windopen nel 1980 reinventano un classico degli Equipe 84

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Dopo anni di zerbinaggio culturale, di mode e modi importati e filoamericanismi d’accatto noi italiani ci siamo inventati una cosa che nel resto del mondo non hanno: le band a X Factor.

La prima storica apparizione di un complesso musicale ai provini di questa importante kermesse è affidata ai Traccia24, un quartetto di giovanissimi punkettari che, alla richiesta di dire al pubblico quale pezzo avrebbero eseguito, si trincerano dietro a un ammiccante «è una sorpresa».

451 io Ho In Mente Te

L’incredibile sorpresa era una cover punk decisamente elementare di Fatti mandare dalla mamma di Gianni Morandi: pubblico in visibilio, social network scatenati, giudici che urlano «Genio!», persino Elio (uno cresciuto a pane e Skiantos) ha delle belle parole per questi ragazzetti, io non ho disdetto l’abbonamento a Sky solo perché in realtà scrocco SkyGo a mio padre.

Tutto questo per dire: le cover punk hanno rotto, ma funzionano ancora.

Sarà che una melodia conosciuta e una chitarra elettrica fanno scattare immediatamente la festa, sarà che qualche elemento di rottura questo famoso punk lo possiede ancora, sarà che la gente è scema, ma il punk rock di più.

Eppure c’è stato un brevissimo lasso di tempo in cui coverizzare canzoni famose come se le cantassero i Sex Pistols era una cosa creativa e originale. Tra gli italiani non si possono non citare i 451, band della scuderia Italian Records con un solo 7” all’attivo nel 1980.

Quei ruffianoni dei 451 non fanno nemmeno lo sforzo di mettere la cover nel lato B e quindi eccolo qui, i nostri Equipe 84 punk, anzi post punk. I suoni smorzati, l’esecuzione non certo esemplare, i cori dimessi, il cantato sussurrato e la ritmica vagamente Dingeriana colorano il famosissimo brano della band di Maurizio Vandelli Io ho in mente te (accorciata senza motivo apparente in Ho in mente te) di tinte poco sentite in Italia (anche se l’originale era You Were on My Mind dei We Five, successivamente portata al successo da Barry McGuire).

La melodia è famosissima ma la festa non decolla, la musica non è per niente scema, e la gente scema è da un’altra parte; quindi mangiamoci immediatamente quel “ruffianoni” e rendiamo onore a questa grande (doppia) cover eseguita per di più da un dream team del rock italiano: Massimo Villa degli Stormy Six, Leo “Pestoduro” Tormento degli Skiantos alla batteria, Roberto Terzani dei leggendari Windopen al basso (poi anche con Litfiba e Piero Pelù solista), sua maestà Freak Antoni ai cori sbadigliati e il sempre geniale patron di Italian Records Oderso Rubini dietro ai bottoni.

A onor del vero Io ho in mente te sembra essere molto inflazionata nel 1980 in Italia: anche i Decibel nel loro Vivo da re ne inseriscono una versione new wave, ovviamente molto più happy, diciamo l’altra faccia della medaglia.

Sul lato B di questo 45 giri poi c’è New Wave Rho, mancato inno di Expo 2015, pazzo post punk che flirta con il rock’n’roll, impreziosito dall’amalgama vocale dove spicca l’eterea Donatella Bardi. Il testo parla di una chitarra trasparente con le lucine, tipo quella di Matt Bellamy dei Muse.

Un 7” che è puro culto, un gruppo che è leggenda e che a X Factor avrebbe sicuramente fatto schifo a tutti.

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