Yamasuki Le Monde Fabuleux Des YamasukiIl progetto Yamasuki se approcciato sommariamente potrebbe risultare come uno scorcio di Giappone dove in un giardino tradizionale (karesansui) un mucchio considerevole di autoctoni pratica in maniera composta le più svariate discipline orientali.

Fra una mossa di karate, l’incedere a brevissimi passi di tante geishe ossequiose e un gruppo di samurai di contorno sullo sfondo del monte Fuji, il rischio di perdersi in un pastrocchio immaginario è elevato. Quantomeno se non si presta attenzione al fatto che il titolo dell’album è in francese e ancora più tragicamente se si è dotati del livello di approssimazione alla Mino il lituano. Io stesso ho smesso di credere da un pezzo che i giapponesi fossero un popolo di cartoni animati.

Certo è che tutto può essere nella vita tranne che l’album “Le Monde Fabuleux Des Yamasuki” possa far comprendere il Giappone a qualcuno. Innanzitutto perché gli autori di quest’opera sono tutt’altro che nipponici: il sodalizio artistico in questione è composto dal produttore e compositore belga Jean Kluger e dal funambolico francese Daniel Vangarde.

La coppia lascerà un segno nella musica moderna talmente profondo che ne troviamo traccia addirittura ai giorni nostri. Oltre agli Yamasuki ricordiamo gli Ottawan, i Gibson Brothers, La Compagnie Créole, i congolesi Black Blood ma prodotti in Belgio, i lavori che vedono Vangarde cantautore solista, le collaborazioni con Dalida, il progetto erotico The Lovelets e un altro mucchio di roba. Volendo esagerare tirerei in mezzo addirittura i Daft Punk visto che Thomas Bangalter è figlio biologico proprio di Daniel Vangarde (iscritto all’anagrafe come Daniel Bangalter). Vuoi che il padre non gli abbia dato almeno qualche buon consiglio?

Nei primi mesi del 1971, ovvero una manciata d’anni a seguito di un inizio carriera in cui un giovanissimo Daniel Vangarde viene prodotto proprio da Jean Kluger, esce il 45 giri “Yamasuki” corredato da un videoclip che mostra l’esecuzione di una danza sommariamente d’ispirazione nipponica, interpretata tra l’altro dagli autori stessi.

In realtà c’è più Giappone nella falange del dito mignolo di Satomi dei Bee Hive che in tutto questo. In ogni caso il singolo, aperto da un severo tono di voce urlante in gergo nipponico, farà da apripista a tutto il resto del concept album.

Nell’accingermi a presentare ciò che segue confesso che un tempo sarei riuscito con facilità a fare lo splendido regalando qualche curiosità in più, fatto sta che il mio legame col Giappone si è dissolto per sempre per colpa di una storia sentimentale conclusasi con una fotografia del sottoscritto appesa su una parete del ristorante italiano Scassacazzi a Fukuoka, pur non essendoci mai stato (giuro che è tutto vero!).

Ma non perdiamoci d’animo, “Le Monde Fabuleux Des Yamasuki” è un album pop decisamente gradevole all’ascolto quanto alla vista, allietata da una copertina che presenta sul fronte il ritratto di un samurai che parla attraverso gli ideogrammi che escono dalla sua bocca. Appena in basso troviamo invece cinque fotogrammi che rappresentano i passi della danza Yamasuki.

Yamasuki Le Monde Fabuleux Des Yamasuki
Daniel Vangarde e Jean Kluger ai tempi degli Yamasuki

Sul retro i titoli dei brani sono seguiti dalla descrizione ritmica tipo “slow”, “medium” e “Yamasuki”. Troviamo solamente un brano definito “rapide” anche se tutto fa pensare che quest’ultima definizione non sia ufficiale… e lo dico mentre mi sforzo a comprendere che cosa sia l’ufficialità di fronte a questo lavoro che somiglia più che altro a una grossissima e goliardica presa per il culo.  Roba presumibilmente poco gradita a un nazionalista come Yukio Mishima, morto suicida nel 1970, un anno prima di poter assistere a tale “scempio”.

In preparazione al lavoro discografico pare che furono tenute alcune audizioni con il fine di assemblare un coro di fanciulli; in origine si pensò di dover apprendere la lingua giapponese per comporre i testi, mentre in seguito si optò per una forma di linguaggio non propriamente autentica ma quantomeno semplice e ripetitiva, nonché probabilmente poco corretta a livello grammaticale.

Dopo la title track nell’LP originale troviamo “Aisere I Love You“, un brano “slow” che sembra proprio una deliziosa canzone d’amore. Da notare che il termine “aisere”, di fronte al quale ogni traduttore online nulla può fare, letto al contrario in italiano risulta essere “eresia”. Probabilmente la mia osservazione leggermente italocentrica sta bene come un cappuccino dopo un sushi.

Kono Samurai” dovrebbe significare letteralmente “il samurai” e segna un’impennata del livello psichedelico. Come in precedenza è netta l’influenza pseudo-nipponica evidenziata dagli strumenti musicali utilizzati, divisi fra il tradizionale d’estremo oriente e il moderno occidentale raffigurato in pieno nei brevi assoli di chitarra elettrica.

Yamamoto Kakapote” ricorda l’andamento di una filastrocca e “Okawa” è un brano da sogno nonostante a un certo punto, durante il testo eseguito da una voce celestiale immersa in organetti e chitarre delicate come i ciliegi in fiore, si percepisce qualcosa tipo “suka”, termine che credo non abbia alcun legame con il nostro meridione.

Con “Aieaoa“, brano di chiusura del lato A, è tempo di sfregarsi le mani in segno di compiacimento. Come definirlo? Coinvolgente è poco. Forse evoca qualcosa di magico, di tribale, non saprei… Seppur vestito elegantemente dalla modernità di questo pop vangardiano. Il brano viene riproposto e reso celebre nel 1975 dai già citati Black Blood che trasformato in “A.I.E. (A Mwana)“, cantato in swahili, ne fanno aumentare esponenzialmente il potenziale, grazie a un arrangiamento funky dal groove selvaggio. Il sassofono che si ascolta in questa nuova forma è di Ralph Benatar, ovvero il nostro ammiccante complice dei Lovelets. Come se non bastasse, al brano fu concessa una terza vita, sempre grazie ai nostri mitici protagonisti, attraverso la dance espressa da La Compagnie de Créole. Anche il peggior troglodita si chiede che minchia aspettano i Daft Punk

Il lato B si apre in festa grazie a “Abana Bakana” e prosegue con “Seyu Sayonara” in una sorta di ipnosi. A seguire, “Yama Yama” è talmente “Yamasuki” che di più non si può, nonché l’unica traccia del disco della quale pare esserci traccia del testo completo. Vi raccomando di cantarla, vi assicuro che è un’esperienza fondamentale per la vostra esistenza:

Sukkari mou yoji / Nido dekiru / Nido dekiru / Ashita kara
Tsukaretakara / Nido dekiru / Nido dekiru / Ashita kara

Yama dane Watashi mo da / Yama, yama, yama yama suki
Katatta ne Watashi mo da / Yama suki Nakama-sama

Katatta ne Watashi mo da / Yama, yama, yama yama suki
Katatta ne Watashi mo da / Yama suki Nakama-sama

SA HO SA HO / HASAMI SA / HASAMI HO / SA HO / SA HO / HASAMI SA / HASAMI HO

Sukkari mou yoji / Nido dekiru / Nido dekiru / Ashita kara
Tsukaretakara / Nido dekiru / Nido dekiru / Ashita kara

Yama dane Watashi mo da / Yama, yama, yama yama suki
Katatta ne Watashi mo da / Yama suki Nakama-sama

Katatta ne Watashi mo da / Yama, yama, yama yama suki
Katatta ne Watashi mo da / Yama suki Nakama-sama

Sukkari mou yoji / Nido dekiru / Nido dekiru / Ashita kara
Tsukaretakara / Nido dekiru / Nido dekiru / Ashita kara

Il penultimo pezzo è “Yokomo”, un beat acido e grottesco: come al solito si percepisce quel tipico retrogusto Yamasuki simile alla presa in giro. Con “Kashj Kofima” chiudiamo in leggerezza, con sottili suoni di flauto e arrangiamenti sempre al massimo livello, segnando così la fine di un autentico spasso!

Seppur consapevole di tralasciare troppe altre informazioni che più che corredare il valore artistico del prodotto musicale ne fanno attivamente parte, mi congedo affermando che definire geniale “Le Monde Fabuleux Des Yamasuki” forse è troppo. In ogni modo è più facile che la Tour Eiffel passi per la cruna di un ago piuttosto che riuscire a collocarlo dentro una categoria.

Tracklist:
A1. Yamasuki (yamasuki)
A2. Aisere I Love You (slow)
A3. Kono Samourai (yamasuki)
A4. Yamamoto Kakapote (medium)
A5. Okawa (slow)
A6. Aieaoa (medium)
B1. Abana Bakana (rapide – enregistré “live”)
B2. Seyu Sayonara (medium)
B3. Yama Yama (yamasuki)
B4. Fudji Yama (slow)
B5. Yokomo (yamasuki)
B6. Kashi Kofima (slow)

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