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Velvet – Boyband (2001 – singolo)

velvet boyband 2001 singoloImmaginate di essere una band che si ispira dichiaratamente a Blur, Radiohead e Beatles che, ironia della sorte, diventa famosa grazie alla percezione sballata che il pubblico bue ha di una canzone che prende in giro le boy band. Questo episodio è la triste summa della carriera dei Velvet, band che nonostante abbia prodotto moltissima musica anche di una certa qualità, non è mai riuscita veramente a scollarsi di dosso l’etichetta di “quelli della boy band”, anche se con loro aveva poco a che fare.

I Velvet nascono a roma alla fine degli anni Novanta come una sorta di casereccia garage band (nel senso che suonavano nel garage sotto casa) con nella testa il britpop che andava assai di moda all’epoca e come molti gruppetti del periodo avevano adottato l’infelice abitudine di farsi chiamare con nomignoli tipo Poffy, Gianka e Ale, nemmeno fossero i protagonisti di una delle infime narrazioni di Federico Moccia. Ad ogni modo, dopo la solita gavetta fatta di concerti qua e là, nel 2000 grazie al contratto con la EMI arriva il primo successo con la canzone “Tokyo Eyes” scelta come colonna sonora della pubblicità della Coca Cola.

Di lì a Sanremo il passo è brevissimo nonché scontato, così l’anno dopo approdano al Festival come Nuove Proposte, ma senza lasciare traccia surclassati da pezzoni come “Stai con me (forever)” dei Gazosa (vincitori della categoria) ma anche da “Turuturu” di Francesco e Giada. Il britpop alla vaccinara non impressiona il pubblico dell’Ariston, ma piace alle radio lastricando così l’uscita del disco di debutto “Versomarte” in cui però vengono accantonati gli amati suoni britannici per quelli più melodici e adatti al grande pubblico radiofonico generalista di casa nostra. Insomma, sognando Londra per poi approdare a Cerreto Sannita (BN). Non è un caso quindi che le sagge menti discografiche dietro al gruppo scelgano di lanciare un singolo come “Boyband” che riscuote subito un successo incredibile tra il pubblico meno esigente di radio e Festivalbar.

La canzone vorrebbe parodiare tutto il carrozzone delle varie boyband che puntalmente prendevano in ostaggio le classifiche di vendita, peccato che il sempre acuto pubblico nostrano scambi il testo per un moto d’animo del gruppo, pensando dunque che i Velvet volessero essere la risposta italiana a ‘N Sync e Backstreet Boys.

Nonostante la cosa appaia incredibile perché il ritornello “Suono in una boyband / suono in una boyband / Mi manca il senso del pudore / Ci deve essere un errore” non pare facilmente equivocabile, è pur vero che il loro pubblico era lo stesso che reputava Gigi D’Alessio un grande poeta contemporaneo, dunque tutto torna.

Il testo di “Boyband” è intriso di ironia abbastanza spicciola e a dirla tutta neppure divertente, che mette insieme diversi luoghi comuni legati appunto ai membri delle boyband più celebri sempre in forma e con uno stile di vita molto glamour, in cui spicca solo il ritornello-tormentone cantato su un pop senza qualità. Una piccola menzione va fatta anche al video, in cui i Velvet interpetano a modo loro il processo di ideazione e formazione di una boyband, da sconclusionati test clinici all’allenamento in palestra, fino all’esibizione live con tanto di giacchette glitterate.

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Vano fu il tentativo di chiarire l’equivoco, l’unica cosa che toccò fare per porre rimedio a questo redditizio pasticcio fu dimostrare con i dischi successivi che i Velvet tutto erano fuorché una boyband da classifica, ma fu tutto vano. A nulla servirono i lavori che vennero dopo, ormai la reputazione di canzonettari era stata appiccicata per sempre al gruppo che sebbene pubblicherà diversi album (alcuni anche pregevoli) e continuerà a suonare con successo su e giù per la Penisola non riuscirà a ripetere i fasti commerciali di “Boyband”.

In tutto questo, resta insoluto un mistero: perché il testo recita “suono in una boyband”, quando è universalmente riconosciuto che i membri delle boyband non suonano e spesso non sanno neppure cantare? Ai posteri l’ardua sentenza.

Boyband

Obiettivi di un’estate di esplosioni addominali
E dovrei abbronzarmi un pò
scatenarmi nei
dance-floor
eliminare le occhiaie…
Manco di concentrazione
Non ho volontà…

Soffro lo stress (io) soffro lo stress
sono stanco e fuori forma
Suono in una boyband, suono in una boyband
Mi manca il senso del pudore

Soffro lo stress (io) soffro lo stress
faccio un passo ed ho il fiatone
Suono in una boyband, suono in una boyband
Ci deve essere un errore

Negativi di un’estate, io riprendo il mio colore
E dovrei curarmi un pò
modellare il fisico
espressioni da migliorare…
Vitamine a profusione
Creme a volontà

Soffro lo stress (io) soffro lo stress
sono stanco e fuori forma
Suono in una boyband, suono in una boyband
Mi manca il senso del pudore

Soffro lo stress (io) soffro lo stress
faccio un passo ed ho il fiatone
Suono in una boyband, suono in una boyband
Ci deve essere un errore

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Un Commento

  1. Io ho sempre capito “sono in una boyband” e non “suono in una boyband” che mi sembrava più logico.

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