Zero Tituli la Compilation dei Campioni InterProprio zero, tanti quanti ne ha guadagnati il Football Club Internazionale Milano dal momento in cui fu messa da parte Pazza Inter, l’inno del “triplete”. In realtà ancora i tifosi gridavano “amala” allo stadio (credo che non abbiano mai smesso di gridarlo) che la squadra già non rendeva più come nel passato appena antecedente.

Fatto sta che nel 2012 l’incantesimo fu rotto del tutto e non vorrei apparire irrispettoso, dato che il nuovo/vecchio inno, C’è solo l’Inter, composto nel 2002 da Stefano Belisari (più noto come Elio degli Elio e le Storie Tese) e cantata da Graziano Romani (voce del brano Christmas With The Yours), già suonato al Meazza fino al 2007, è dedicato alla memoria dell’avvocato Giuseppe Prisco.

Avvertito il pericolo, a partire dalla stagione calcistica 2014/15, fu chiusa la parentesi con quest’ultimo canto di lode che comunque ha conquistato due Coppe Italia, uno Scudetto sul campo (quello del 2006/07), e uno a tavolino terminata la stagione precedente, al deflagrare del caso “calciopoli”. La dirigenza nerazzurra, con a capo il nuovo presidente indonesiano Erick Thohir che rileva le quote di un Massimo Moratti ormai costretto a raccogliere gli scarti delle verdure a fine mercato per racimolare un pasto, decise dunque di tornare indietro sui suoi passi (risolta ormai la nebulosa disputa con Rosita Celentano, titolare dell’opera) ripristinando quella Pazza Inter, l’inno più amato e vincente. Nonostante l’operazione musicale andata a buon fine e l’acquisto di Mauro Icardi, per il momento ancora “zero tituli”!

Pazza Inter (amala!), in origine, fu il brano chiamato a rappresentare un’Inter appena battezzata Campione d’Italia a diciotto anni dall’ultimo scudetto. Siamo nel 2007: il ciclo vincente culminerà nel 2010, l’anno della più alta concentrazione di forza, culo e cinismo in un’unica squadra nella storia del calcio italiano.

Intuendo l’importanza del momento, nel 2009 venne pubblicata la compilation Zero tituli: la compilation dei Campioni, una selezione discotecara di brani dedicati all’Inter.

Prima di omaggiare adeguatamente il protagonista della cerimonia, ovvero il brano già anticipato nel discorso, ci si imbatte in altri cinque titoli (o “tituli”?). Il primo è, appunto, Zero tituli, che sarebbe un’espressione pronunciata originariamente dal mister José Mourinho: uno che, come dicono a Roma, nun se tiene ‘n cecio ‘n bocca. La stessa fu coniata durante una conferenza stampa memorabile del marzo 2009, durante la quale lo “special one” si esprime in merito a presunti casi di «prostituzione intellettuale» dei media ai danni dell’Inter.

Il brano è un sunto in levare del verbo “mourinhano”; il ritornello è interpretato dagli ultrà della Curva Nord e nonostante sia bello tamarro ci si può accontentare.

A seguire, Chi non salta rossonero è, Forza forza forza Inter, Inter vinci per noi e Salutate la capolista, tutti arrangiati su una manciata di cori degli ultrà nerazzurri, sono i brani che, nonostante la lodevole passione rappresentata, non ti fanno vedere l’ora che inizi Pazza Inter.

E come per magia…

Lo sai per un gol io darei la vita, la mia vita
che in fondo lo so, sara’ una partita infinita.

Arrangiato in stile ’90’s disco dance, quello che fu da subito l’inno ufficiale dei nerazzurri venne interpretato originariamente dall’intera compagine interista, chiamata in studio di registrazione, teatro tra l’altro delle riprese utilizzate come videoclip. Il disco contiene in realtà una versione alternativa, registrata nel 2009 e senza le voci dei calciatori. Credo sia giusto soffermarci sulla prima versione.

A rompere il ghiaccio è Javier Zanetti, interprete del verso di apertura citato in precedenza, soprannominato “el tractor” data la sua vocazione di schiacciasassi. L’argentino vince l’ennesimo contrasto della sua carriera e si invola, facendo a sportellate, accentrandosi palla al piede dal lato destro. A seguire, amici e amiche, Marco Materazzi, quello della testata a Zinédine Zidane:

E’ un sogno che ho, è un coro che sale a sognare
su e giù dalla Nord, novanta minuti per segnare.

Solita prova di personalità dello stoico difensore che lancia l’azione dalla propria difesa verso Hernán Crespo e Julio Cruz (“el jardinero”) i quali, da attaccanti generosi, aggrediscono il bridge che porta al ritornello:

Nerazzurri noi saremo qui
Nerazzurri pazzi come te
Nerazzurri non fateci soffrire
ma va bene… vinceremo insieme!

Il cross decisivo, giunto in seguito a un’apertura esterna, è operato dal brasiliano Maicon, un autentico spettacolo sulla corsia di destra, e l’azione è finalizzata dal serbo Dejan Stanković con una sassata della sue: adesso la squadra può finalmente esultare:

Amala! Pazza Inter amala!
È una gioia infinita che dura una vita.
Pazza Inter amala!
Vivila! Questa storia vivila.
Può durare una vita o una sola partita.
Pazza Inter amala!

E la mente vola a Madrid, in quel maggio del 2010, dove all’interno del Santiago Bernabéu le telecamere vanno a cogliere un ragazzo, un giovane tifoso nerazzurro che piange come un bambino mentre canta il testo fresco di lustro europeo: Pazza Inter è l’inno campione d’Europa grazie alla doppietta del “principe” Diego Milito. Il capitano Javrier Zanetti ha da poco alzato al cielo la coppa più prestigiosa:

E continuerò nel sole e nel vento, la mia festa
per sempre vivrò con questi colori, nella testa.

La seconda strofa è eseguita da Esteban Cambiasso, centrocampista di interdizione con spiccate doti offensive; uno che farei giocare nella mia squadra del cuore anche a sessant’anni d’età. Poi di nuovo Maicon e Zanetti. E dove non arriva la difesa il portiere è pronto a intervenire: colpo di reni di Júlio César che salva il risultato.

Completano l’opera ancora Cambiasso e Zanetti, dimostrando entrambi un notevole talento musicale.

Nella versione più recente troviamo una base leggermente irrobustita: il basso in levare è enfatizzato e incattivito come tutto il resto del panorama sonoro e non sono i campioni nerazzurri a cantare, ma una voce solista. Nonostante ciò, per il tifoso interista è sempre un’emozione.

Terminato l’inno ufficiale, non si fa in tempo ad asciugare le lacrime che parte una O mia bella Madunina di buona annata, eseguita da Giovanni D’Anzi: puro sentimento meneghino e soprattutto una cosa che non fa “tunz tunz”.

L’ottavo brano è Nerazzurri all’Autogrill che pare una minaccia e forse un po’ lo è. Le prime battute ricordano leggermente Non me la menare degli 883: la differenza principale forse sta nel ritornello gangsta arabeggiante, presagio di coltellate sulla natica:

Ti aspetto all’Autogrill, salto e canto.
Ti aspetto all’Autogrill, con la bandiera in alto.
Ti aspetto all’Autogrill, salto e canto.
Ti aspetto all’Autogrill, ma tanto non ti sento.
Ti aspetto all’Autogrill, non rubo ma festeggio.

Siamo al brano di chiusura, ovvero una versione diversa (definita electro) del brano Zero tituli che fa sempre riferimento alla conferenza stampa in cui Josè Mourinho pronuncia il famosissimo discorso che diventa l’emblema del suo modo di essere.

Ad oggi all’Inter è in atto una nuova rifondazione avviata nel 2016 per opera del gruppo Suning guidato dal nuovo presidente cinese Zhang Jindong che all’aspetto musicale ci tiene un sacco. Per lo meno, a giudicare dalla Suning dance.

Per questo motivo credo sia d’obbligo riporre almeno un pizzico di fiducia nell’attesa di un nuovo album dedicato all’Inter, questa volta orientato verso il mercato cinese.

Tracklist:
01. Alby feat. La Curva – Zero tituli (Ultrà version)
02. La Curva – Chi non salta Rossonero è
03. La Curva – Forza forza forza Inter
04. La Curva – Inter vinci per noi
05. La Curva – Salutate la capolista
06. Leo feat. La Curva – Pazza Inter
07. Alby feat. La Curva – O mia bela Madunina
08. Julius Funky DJ feat. La Curva – Nerazzurri all’Autogrill
09. Alby feat. La Curva – Zero tituli (Electro version)

Pazza Inter

Lo sai per un gol
Io darei la vita, la mia vita
Che in fondo lo so
Sara’ una partita infinita
E’ un sogno che ho
E’ un coro che sale a sognare
Su e giu’ dalla Nord
Novanta minuti per segnare
Nerazzurri noi saremo qui
Nerazzurri pazzi come te
Nerazzurri Non fateci soffrire
Ma va bene, vinceremo insieme

Amala, pazza Inter amala
E’ una gioia infinita che dura una vita
Pazza Inter amala
Vivila, questa storia vivila
Può durare una vita o una sola partita
Pazza Inter amala

E continuero’
Nel sole e nel vento la mia festa
Per sempre vivrò
con questi colori nella testa
Nerazzurri io vi seguirò
Nerazzurri sempre lì vivrò
Nerazzurri questa mia speranza
E l’assenza io non vivo senza

Amala, pazza Inter amala
E’ una gioia infinita che dura una vita
Pazza Inter amala
Seguila, in trasferta o giù in città
Può durare una vita o una sola partita
Pazza Inter amala

Là in mezzo al campo c’è un nuovo campione
È un tiro che parte da questa canzone
Forza non mollare mai

Amala, Pazza Inter amala
E’ una gioia infinita che dura una vita
Pazza Inter amala
Vivila, questa storia vivila
Può durare una vita o una sola partita
Pazza Inter amala

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