tuttosanremo 83Come ogni anno, più puntuale di una cambiale, arriva il Festival di Sanremo, tra le solite aspettative, tormentoni e polveroni. Ci sembrava doveroso ricordare un’edizione speciale del Festival, la 33esima (che coincidenza!), datata 1983.

Ma perché proprio quella edizione? Per prima cosa perchè Sanremo ’83 è stato uno dei Festival con le canzoni più meravigliosamente brutte di tutta la sua storia. In secondo luogo ci sembrava importante recensire questa edizione come riflessione sul fatto che, nonostante le canzoni brutte e naif, si parlava comunque di musica, e tutta l’attenzione era completamente concentrata sul concorso.

Non importa se poi il verdetto era già stabilito, o se gli interessi del music business erano forti allora quanto oggi, quel che conta è che la genuinità che si respira ascoltando questa manciata di orridi brani sarebbe un toccasana e una lezione per Bonolis & Co.

I brani in gara formano un pot pourri veramente eterogeneo: si va dalle evergreen da boyscout come “Sarà quel che sarà” di Tiziana Rivale, “L’italiano” di Toto Cutugno (la canzone dell’emigrante per eccellenza) e “Vita spericolata” di Vasco Rossi (classificata penultima ma premiata dagli ascolti radiofonici), al cantautorato becero (Marco Ferradini con “Una catastrofe bionda”, “Complimenti” di Stefano Sani ma soprattutto la impareggiabile “Mi sono innamorato di mia moglie” di Gianni Nazzaro).

Non mancano nemmeno le canzoni degli “stranieri”: i Passengers presentano la gradevole “Movie Star”, Amii Stewart ci delizia con “Working Late Tonight”, inspiegabilmente in concorso nonostante sia cantata completamente in inglese, e nella tracklist c’è anche “Nightmare” dei Saxon, intervenuti come ospiti!

Una menzione speciale merita “Margherita non lo sa” di Dori Ghezzi, il brano migliore in concorso, ingiustamente posizionatosi terzo dopo Tiziana Rivale e Donatella Milani (che eseguì l’intollerabile “Volevo dirti”). Un’altra splendida canzone, “Vacanze romane” dei Matia Bazar, fu nel suo piccolo più fortunata e vinse il premio della critica per quell’anno.

Ma veniamo alla sezione che più ci interessa, quella delle canzoni peggiori del Festival. Sul nostro personale podio salgono Giuseppe Cionfoli con la sua “Shalom”, Bertin Osborne che esegue “Eterna malattia” (serve aggiungere altro oltre al titolo?) e Flavia Fortunato con la delirante “Casco blu”. Tra le non finaliste è impossibile non citare la “famosa” Sibilla che cantò “Oppio” scritta e prodotta dal duo Franco Battiato / Giusto Pio e Gloriana che presentò “Il mio treno”.

Curiosità, il 1983 sembra essere l’anno di Zucchero Fornaciari: oltre a presentare “Nuvola”, scritta ed interpretata da lui stesso, firmò altri tre brani in concorso, ovvero “Complimenti” di Stefano Sani, “Stiamo insieme” di Richard Sanderson e “Volevo dirti” di Donatella Milani. Concludiamo con una riflessione finale: “Ahi” di Raffaella Carrà, brano non in concorso, è un palese plagio da “Funky Town” dei Lipps Inc.!

Il Cartellone di Sanremo ’83 sembra effettivamente un pollaio nel quale sono stati infilati a forza tanti galli di razze diverse (come suggerisce velatamente Pippo Franco nella sua “Chì Chì Chì Cò Cò Cò”), ma l’impressione è che il tutto sia stato concepito non solo con l’intento di avere nomi importanti e fatturati ingenti, ma anche e soprattutto per accontentare le orecchie di un pubblico sempre più vasto e, in qualche modo, per sperimentare. Insomma, i Saxon a Sanremo, ne vogliamo parlare?

Tracklist:
01. Tiziana Rivale – Sarà Quel Che Sarà
02. Barbara Boncompagni – Notte E Giorno
03. Toto Cutugno – L’italiano
04. Matia Bazar – Vacanze Romane
05. Vasco Rossi – Vita Spericolata
06. Marco Ferradini – Una Catastrofe Bionda
07. Dori Ghezzi – Margherita Non Lo Sa
08. Viola Valentino – Arriva, Arriva
09. Gianni Nazzaro – Mi Sono Innamorato Di Mia Moglie
10. Stefano Sani – Complimenti
11. Sandro Giacobbe – Primavera
12. Flavia Fortunato – Casco Blu
13. Passengers – Movie Star
14. Domenico Modugno – Io Vivo Qui
15. Christian – Abbracciami Amore Mio
16. Bertin Osborne – Eterna Malattia
17. Amii Stewart – Working Late Tonight (Stanotte Penso A Te)
18. Richard Sanderson – Stiamo Insieme
19. Marco Armani – E’ La Vita
20. Commodores – Reach High
21. Pupo – Cieli Azzurri
22. Raffaella Carrà – Ahi
23. Donatella Milani – Volevo Dirti
24. Gianni Morandi – La Mia Nemica Amatissima
25. Fiordaliso – Oramai
26. Riccardo Azzurri – Amare Te
27. Giorgia Fiorio – Avrò
28. Zucchero Fornaciari – Nuvola
29. Pippo Franco – Chì Chì Chì Cò Cò Cò
30. Saxon – Nightmare

11 Commenti

  1. Nel video c’è scritto che “Volevo Dirti” è di “D. Milani e D. Pace”. Su Wikipedia c’è scritto che Donatella Milani è autrice di “Volevo Dirti”, “Complimenti” e “Stiamo Insieme” (canzoni che tu attribuisci a Zucchero). D’altra parte, Wikipedia dice anche che Zucchero è l’autore di “Volevo Dirti”. In pratica, se devo credere a tutti, devo dedurre che Zucchero e Donatella Milani sono la stessa persona… come stanno le cose?

  2. Vanamonde,
    Le informazioni sugli autori fanno riferimento al vinile originale, attualmente in mio possesso, e su quale mi sono basato per scrivere la recensione.
    Francamente non so da che parte stia la verità, ma tra il vinile originale e Wikipedia, ho optato per considerare attendibile il primo (anche perchè obiettivamente, è molto più facile che Zucchero abbia scritto le quattro canzoni, piuttosto che Donatella Milani)

  3. "Volevo dirti" alla SIAE è depositata come Pace-Zucchero-Milani per il testo e Pace-Zucchero-Milani per la musica

  4. Un capitolo a parte andrebbe dedicato alla discografia di STEFANO SANI!
    Le sue canzoni danno l'impressione di ascoltare i pensierini sul giardino del nonna di un bambino di quinta elementare XD (per il personaggio e le musiche ovviamente,i testi perlopiù parlano di tradimenti)

  5. Mi permetto una piccola correzione di bozza, che spero apprezzerete: i titoli di una canzone non vanno MAI indicati tra virgolette, bensì in CORSIVO.
    Le opere UNICHE (canzoni, film, special televisivi di un’unica puntata, dischi, compilation e tutto ciò che è di fatto un singolare) vanno scritti in corsivo.
    Tra virgolette si indicano semmai i titoli delle pubblicazioni periodiche, ovvero: titoli delle testate giornalistiche (“Dylan Dog”, “Topolino”, “La Gazzetta dello Sport”) oppure per quanto riguarda la televisione qualsiasi serie TV / programma / variertà / documentario / sceneggiato in cui siano presenti ALMENO due puntate.
    Quindi per esempio “Festival di Sanremo” va benissimo messo tra virgolette, i titoli dei brani in concorso NO, vanno messi in corsivo o tutt’al più in grassetto, ma MAI tra virgolette. Le virgolette presuppongono una cosa che si ripete, composta da un numero di puntate / numeri / uscite pari a due o più. 😉

  6. Beh classificare ‘Eterna malattia’ di Bertin Osborne tra le canzoni peggiori di quel Festival mi sembra eccessivamente esagerato…il pezzo e’molto carino e orecchiabile dai…a Sanremo ne abbiamo sentite di peggio,su,non denigriamo un pezzo semplice e oltretutto molto simpatico,dai.

Lascia un Commento