Tribà Mama Insegnami a BallarSulla carta i Tribà non sono di certo un ensemble da sottovalutare. Nati dalla mente di Vito Miccolis, collaboratore di Amici di Roland, Fratelli di Soledad, Mambassa, Mau Mau, Persiana Jones e Statuto, giusto per citarne alcuni, si caratterizzano per un suono dal carattere decisamente latino-americano. Da non confondere però con “quel” latino da mojito annacquato e balli di gruppo sudati in spiaggia; qui c’è tutto il vero sapore del Centro-Sudamerica e di Cuba in particolare.

Il gruppo però viene sempre e solo ricordato per la canzone “Mama insegnami a ballar”, uscita nel 2001 e presente nel loro secondo album “Ritmo Criminal”. Deprecabile tormentone che nel bene e nel male segna la carriera dei Tribà e dal quale Vito Miccolis ha cercato strenuamente di distaccarsi (ma con scarsi risultati, aggiungiamo noi): “Noi non siamo un gruppo da singoli radiofonici estivi, non siamo capaci di farne […] ‘Mama insegnami a ballar’ era per noi un semplice omaggio ad un genere di canzone popolare. Il successo radiofonico, la promozione che ne è seguita con le partecipazioni a diverse trasmissioni TV, fra cui Domenica In, ha però finito con il tirarci in un cliché che non ci rappresenta. Il nostro è un sound ben definito come dimostra il nuovo album. Non salsa, non afro, non funk, non rock e non musica elettronica, ma un insieme di tutte queste cose” (da un’intervista per rockol.it).

Singolo radiofonico studiato a tavolino o meno, fatto sta che “Mama insegnami a ballar”, racchiude in tre minuti tutti gli ingredienti di quel cliché da cui, successivamente, cercano di distaccarsi: ritmo sculettante, percussioni incalzanti, testo facilotto, qualche parola spagnoleggiante e il gioco è fatto. Ecco quindi che sull’onda lunga del successo di singoli come “Para No Verte Màs” degli argentini La Mosca Tsé-Tsé, “Me Cago En El Amor” di Tonino Carotone e soprattutto “Vamos a Bailar (Esta Vida Nueva)” di Paola e Chiara la canzone nasce sotto il segno del tormentone annunciato; chiunque potesse sorprendersi per il successo della canzonetta probabilemente non ha vissuto in Italia negli ultimi vent’anni e questo non ci pare il caso di Vito Miccolis.

Tribà Mama Insegnami a Ballar

Il brano diventa perciò un immediato tormentone (che di per sé la parola “tormentone” ormai è diventata un tormento ed ha rotto leggermente il cazzo) con continui passaggi radiofonici e appuntamento fisso per qualsiasi festa o locale latino-americano della penisola. Un successo capace però di influenzare l’intera carriera dei Tribà e a quanto sembra non troppo positivamente: “Purtroppo il successo ha allontanato una parte dei nostri vecchi fans. Qualcuno, ascoltando ‘Mama insegnami a bailar’, ha pensato che fossimo un progetto discografico costruito a tavolino per vendere ed entrare nelle classifiche” (sempre Miccolis, sempre per rockol.it).

“Mama Insegnami a Ballar ci rappresenta solo fino ad un certo punto, perché crediamo di più nei brani che hanno maggiore spessore, che sentiamo più nostri” (Miccolis, stavolta per rockit.it).

Probabilmente non sapremo mai se sia stato davvero un successo inaspettato oppure una scaltra mossa commerciale, di sicuro però questa “Mama insegnami a ballar” è filologicamente più vicina a Paola e Chiara che non ai Buena Vista Social Club.

Mama insegnami a ballar

Mama insegnami a ballar
Nell’eventualidad
Che conosca quella giusta
Che me gusta
Che da tempo mi fa suspirar

Due o tre passi no de più
Quelli che sai far tu
Mi faranno volare
Fino al cielo andare
Come fa un trascinante gagà

Supponi che
Lei è qui vicino a me
Mi dice: “Oh! Oh! Vuoi ballare oppure no?”
Io che farò?

Mama insegnami a ballar
Fred Astaire voglio imitar
Sgambettando con un mambo
Una rhumba o la Cumba du meu cha-cha-cha!

Mamà, mamà, papà, papà

Supponi che
Lei è qui vicino a me
Mi dice: “Oh! Oh! Vuoi ballare oppure no?”
Io che farò?

Mama insegnami a ballar
Nell’eventualidad
Che conosca quella giusta
Che me gusta
Che da tempo mi fa suspirar

Ondeggiando su e giù
Quello che traballa più
Sarò molto intraprendete
E conturbante
Se saprò volteggiar come te

Mamà, mamà, papà, papà

Supponi che
Lei è qui vicino a me
Mi dice: “Oh! Oh! Vuoi ballare oppure no?”
Io che farò?

Mama insegnami a ballar
Non ti devi preoccupar
Sto cercando quella giusta
Che me gusta
Per portarla con me sull’altar
A ballar
Sull’altar

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Nasco nel 1984 e da subito, grazie ai vinili di mio padre, la musica orbita attorno alla mia testa. Cresco quindi con i Genesis, Bob Marley, Neil Young, gli America, ma anche con Ruggeri, Dalla e Guccini. A 14 anni acquisto il mio primo basso ed il punk, assieme al crossover, muove ogni mio pensiero. Con gli anni la musica è diventata una vera ossessione, studiavo nuovi strumenti, leggevo articoli e recensioni, e più ne sapevo, più volevo saperne, per arrivare a considerarmi tuttora un ignorante. Ogni genere diventa fondamentale per accrescere la mia conoscenza, portandomi come artista su due progetti ben distinti, il cantautorato e la sperimentazione "noise".

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