Tex Scott e i Doppi Veli SfigarepQui a Orrore a 33 Giri la italo-disco di tardo periodo non ci stanca mai, soprattutto se è mischiata con un po’ di malsano rap in italiano.

Il gioiellino di cui tratteremo oggi ha tutte queste caratteristiche e altre ancora che lo rendono un vero caposaldo della musica diversamente italiana; a partire dalla copertina, che facendo leva sul divertissement dato dal nome della band ci mostra un rotolo di carta igienica con sigaretta in bocca e cappello da cowboy.

Il brano è in realtà la sigla del programma televisivo per bambini Sugar, in onda su Odeon TV sul finire degli anni ’80, condotto da Augusto Mondelli in arte Casti (conduttore anche della stagione ’87 della Ruota della Fortuna), che probabilmente interpreta anche questa canzone.

Tex Scott e i Doppi Veli – Sfigarèp (1989 – Sigla di Sugar su …

"Sfigarèp", la grandissima sigla del programma televisivo Sugar, in onda su Odeon TV a fine anni '80.Per sapere tutto su questa canzone clicca qui: http://www.orrorea33giri.com/tex-scott-e-i-doppi-veli-sfigarp/

Pubblicato da Orrore a 33 Giri su Sabato 25 marzo 2017

Ma passiamo all’analisi del brano: dopo i primi cinque secondi, appena iniziato il giro di fiati synth, appare evidente il plagio da “Esatto!” di Francesco Salvi e da almeno un’altra decina di canzoni di quel periodo. Il testo invece ricalca quello di “Smile!” di Gerry Scotti, in cui al protagonista capitano ogni sorta di sfighe, ma alla fine la spunta sempre; la differenza è che nel testo di “Sfigarép” il tutto è portato a un esasperante livello parossistico, per cui il malcapitato Tex Scott (sotto le cui mentite spoglie sembrano celarsi gli autori F.Grecchi e C.Rocca), subisce ogni tipo di botte, umiliazioni e sfighe fantozziane.

In tutto questo, onore al merito del cantante che riesce a sciorinare un rap fluido e anche discretamente veloce (salvo alcuni passaggi al limite della legalità, per la quale la polizia del rap potrebbe fargli qualche discreta multa, come nei versi “torno a casa affamato con la bava alla bocca / ma nel frigo c’è soltanto un vasetto di jocca / due carciofi e quattro olive ce n’è proprio per uno / ma mi cade tutto in terra, mondo cane io digiuno!”). Encomiabili infine i cori femminili “uuuh-aaaah-haaa che sfiga questo qua”, che danno alla canzone quel tocco di genialità in più, portandola inevitabilmente al di sopra della linea di demarcazione che divide il “bello, ma brutto” dal “brutto, ma bello”.

Sfigarép

Mi alzo la mattina son già tutto sudato
mi domando se anche questo sarà un giorno sfigato
salto giù dal letto con un balzo felino
mi distruggo la caviglia contro il comodino
piombo sul tappeto sono lì che mi lagno
mi trascino come un verme sulla porta del bagno
mio fratello in quel mentre ha finito la doccia
apre forte la porta e mi schianta la faccia.

u-aaaah-haaa che sfiga questo qua
u-aaaah-haaa che sfiga questo qua

Un rumore pazzesco tipo il maglio del fabbro
mi ritrovo sanguinante con un taglio nel labbro
l’altro mio fratello sente questo baccano
corre, non mi vede e mi calpesta una mano
finalmente son lavato vado a far colazione
ma la mamma con il latte mi procura un ustione
vestito mega svelto vedo il tempo che stringe
allacciandomi le scarpe mi si rompon le stringhe.

u-aaaah-haaa che sfiga questo qua
u-aaaah-haaa che sfiga questo qua

sfiga-sfiga
sfiga-sfiga
sfiga-sfiga
sfiga-sfiga

Prendo l’ascensore mentre esco stasera
non mi accorgo che qualcuno ha passato la cera
triplo avvitamento roba da tuffatore
quindi atterro sulla nuca, mamma mia che dolore!
rintronato scendo adesso sopra un mucchio di carte
certamente è il capoufficio che le ha messe da parte
ho finito a tarda ora lascio la scrivania
e mi accordo solo adesso che non è quella mia.

u-aaaah-haaa che sfiga questo qua
u-aaaah-haaa che sfiga questo qua

Torno a casa affamato con la bava alla bocca
ma nel frigo c’è soltanto un vasetto di jocca
due carciofi e quattro olive ce n’è proprio per uno
ma mi cade tutto in terra, mondo cane io digiuno!

u-aaaah-haaa che sfiga questo qua
u-aaaah-haaa che sfiga questo qua

C’è un filmone alla tele sull’impero romano
io mi butto stanco morto sul mio grande divano
quell’attore tedesco con la faccia da quaglia
una fitta lancinante c’era un ago da maglia!

u-aaaah-haaa che sfiga questo qua
u-aaaah-haaa che sfiga questo qua

u-aaaah-haaa che sfiga questo qua
u-aaaah-haaa che sfiga questo qua

u-aaaah-haaa che sfiga questo qua
u-aaaah-haaa che sfiga questo qua

3 Commenti

  1. Me la ricordo benissimo questa canzone, era la sigla di un programma condotto dal mai troppo rimpianto Casti su Odeon TV !

    Weesly77

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here