Tam Harrow ‎– Incredible Idiot

Tam Harrow non è solo un giochino di parole, è il “vero” Den Harrow. Facciamo un salto indietro di trent’anni, se avete già dato l’esame di italo disco saltate pure il prossimo paragrafo.

Stefano Zandri è un aitante mimo labiale noto ai più come Den Harrow, non solo un cantante belloccio ma uno dei progetti di punta della Baby Records: Roberto Turatti e Miki Chieregato scrivevano la musica, un cantante registrava la voce e Stefano Zandri faceva le foto, sceglieva i costumi e ballava sul palco muovendo la bocca.
Dopo i primi tre singoloni “To Meet Me”, “A Taste Of Love” e “Mad Desire” a coprire il ruolo di ghost singer negli anni più redditizi del progetto arriva l’americano Tom Hooker, genietto della disco dalla voce calda passato anche da Sanremo. Un contratto di ferro obbliga Tom a non rivelare il segreto che si cela dietro le sculettanti performance di Zandri che negli anni vincerà Vota la Voce e persino due Grammy farlocchi tedeschi. Hooker verrà scaricato qualche anno dopo in favore di Anthony James, poco male: Tom sfrutta fino all’ultimo le possibilità offerte dal nostro paese, rimane autore del progetto Den Harrow, produce i primi singoli si Alba Parietti e fiutando la fine degli anni ’80 se ne torna in America, diventa un fotografo di grido e si cambia di cognome perché sua moglie non debba chiamarsi Misses Hooker (che in inglese suona tipo “signora Zoccola”).
Gli anni ’90 scorrono noiosi, Thomas (Hooker) Barbey s’imborghesisce un po’ e Zandri canta con la sua vera voce, si mangia tutti i soldi e finisce a fare lo spogliarellista oltreoceano.
Passati i classici dieci anni di rimozione, col nuovo millennio si torna a parlare con maggior scientificità di quello che son stati gli anni ’80: Zandri racconta la verità a un giornale e qualche frottola a un altro, dice e rimangia, diventa naufrago televisivo di professione e canta (ovviamente) in playback nei centri commerciali. Hooker/Barbey invecchia tranquillo e in un pomeriggio di noia si iscrive a Facebook col suo cognome da celibe e scopre che Zandri ha una versione dei fatti tutta sua; alla richiesta dell’americano di qualche chiarimento l’aitante mimo risponde con minacce di vario tipo, che daranno il via ad una querelle via youtube con interminabili video di accuse e smentite più noiosi dei flame tra grillini e vegani che si creano nei blog de Il Fatto Quotidiano. In soldoni: Den Harrow offre a Tom Hooker di fare un duetto insieme, purtroppo quando si accorge che deve pagare le spese di produzione il tutto si risolve in un nulla di fatto.
La cosa più importante è che Chieregato e Hooker ricominciano a collaborare: si scaldano con qualche bel singolone, pura, emozionante italo disco coi suoni e la fedeltà audio dei giorni d’oggi e libera da ogni condizionamento commerciale, un sogno, praticamente.

Ma il colpo da maestri arriva nel 2014 con il progetto Tam Harrow. La musica è sempre quella, melodie killer e basi sculettanti ma con un filo di ironia che rende il tutto imperdibile, per dirne una ecco la prima testimonianza video del progetto, il pezzo si chiama significativamente “Idiot”.

Se il video già così sembra una genialata c’è un dettaglio che potrebbe uccidervi: il pezzo è cantato da Chieregato e Hooker balla sul palco muovendo la bocca, un autoironico autocontrappasso, la resa del genio che lascia la vanagloria agli idioti e si bea della propria incompresa intelligenza, questo è essere Oltreuomini e galantuomini.
Toltisi questo peso i due partono a mille all’ora e sfornano videoclip sempre più meta-ottantiani, “Incredible” è un pezzo talmente bello che quasi non mi accorgo di aver fatto dodici al Totocalcio.

 

In tutto questo i due fanno uscire un disco solo in edizione digitale (“Incredible Idiot”) che speriamo abbia presto un’adeguata edizione fisica su vinile o cassetta, una sequela di pezzi perfetti, un atto d’amore per un’età che non tornerà più: i campionamenti di risate in profumo di Scotch di “Not Today Not Tonight”, l’immancabile ammiccamento spagnoleggiante in “Toledo”, il romanticismo elettronico di “I Look Into Your Eyes”, il beat molto Bronski Beat di “Fixation”, “You DJ You Rock” che risveglierà anche il paninaro più sopito con quel coretto che fa venir voglia di rispolverare la cintura El Charro e la felpa Best Company e una “I Was Hungry” che sembra pronta per l’Eurofestival (se non fosse per i conati di vomito infilati dopo il primo ritornello, ma dopo tutto questa è una produzione indie, bellezza!).
Ma il capolavoro del disco è senza dubbio “Kept Boy”, una ballatona spaziale con poche note di pianoforte a ricamare il ritornello, il testo parla del sogno paninaro per eccellenza: trovare una ragazza ricca che ti mantenga solo perché sei un grande amatore.
Quest’opera prima di Tam Harrow è un capolavoro fuori tempo massimo, un’operazione musicale e visiva divertente e retromaniaca pronta a regalare ore e ore di divertimento sia a chi c’era ma soprattutto a chi non c’era e magari si è dovuto pure sorbire una giovinezza con gli 883.

 

Tracklist:
01. I Look Into Your Eyes
02. Not Today Not Tonight
03. Toledo
04. Fixation
05. It Won’t Happen Again
06. Incredible
07. I Won’t Let You Down
08. I Love You So
09. I Was Hungry
10. You Dj You Rock
11. Kept Boy
12. Idiot

3 Commenti

  1. C'è da segnalare anche che nel 1992 uscì un pezzo da club che divenne un autentico hit, almeno nella mostra penisola: "Just Come" di Cool Jack. Il cantato è sempre di Tom Hooker (qui accreditato come Thomas Hook).

    FrankDee

  2. “I Was Hungry” è palesemente ispirata al “scusa se ho rubato il cestino avevo fame” che riportò alla ribalta Den Harrow durante l’Isola dei Famosi. Credo non siano conati di vomito quelli nel pezzo ma dei singhiozzati “avevo fame”. Geniale.

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