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Squallor – Discografia, 3a parte (1986-1994)

Manzo (1986)

Squallor manzo album 1986Il 1985 fu un anno ricco di soddisfazioni per gli Squallor: “Tocca l’Albicocca” fu un successo di critica e pubblico con il singolo “USA for Italy” suonato dalle radio di tutta Italia. Purtroppo arrivò la morte improvvisa di Daniele Pace a rendere amaro un anno altrimenti da incorniciare.

Il gruppo è conscio che le cose non saranno più come prima, ma decide di andare avanti per la sua strada e nel 1986 arriva “Manzo”. Di necessità virtù, quindi si torna ai vecchi standard di un tempo ovvero numerosi monologhi sconclusionati di Cerruti e canzoni in napoletano di Savio (che, rispetto al passato, gode di maggiore presenza).

I tragici eventi lasciano il segno e il disco stenta a raggiungere il livello degli album precedenti ma ciò non significa che si tratti di un brutto disco, tutt’altro. Si pensi a “Demiculis” che sfotte il ministro socialista Gianni De Michelis, “Incubo” dove il racconto di un uomo insonne che non riesce a digerire il pollo vede come base una musica ch richiama i Goblin e alle melodie orecchiabili della title track e di “Kaptain of the Katz”.

In questo album minore troviamo anche qualcosa di totalmente nuovo. Si tratta de “La Tranviata”, brano dove una donna va in farmacia a comprare un rimedio per il marito impotente, arrangiato come se fosse un’opera lirica uscita dalla penna di Giacomo Puccini e cantato tenori professionisti (e probabilmente è proprio da questo che Elio e Le Storie Tese si sono ispirati per il loro siparietto che apriva il brano “Farmacista” contenuto nel disco “Craccracriccrecr”).


Tracklist:
01. Manzo
02. Incubo
03. Pierpandi il Guru
04. E ‘a murì Carmela (Storia d’Amore e di Recchia)
05. La Tranviata
06. Nouvelle Cuisine
07. Demiculis
08. Kapitan of the Katz
09. O’ Camionista

 

Cielo Duro (1988)

Squallor cielo duro album 1988Dobbiamo attendere il 1988 per riavere notizie della band che torna con “Cielo Duro” e sin dal titolo si capisce che la band è ancora in palla.

Il nuovo disco è uno dei lavori più belli mai fatti dal gruppo e, forse, il più completo in termini di idee, novità, sfottò e umorismo. “Attrazione Anale” sembra prendere in giro gli Skiantos, “Pierpaolo a Beverly Hills” ha la base che ricorda “La Isla Bonita” di Madonna, “Carceri d’Oro” sembra una premonizione di Mani Pulite, “Niro Nirò” fa ironia sui venditori ambulanti nell spiagge e “Processo a Miami” si avvale di Cerruti che fa l’imitazione di Aldo Biscardi e ripropone la gag della “Volante 1 a Volante 2” già collaudata l’anno precedente nel programma “Indietro Tutta” di Renzo Arbore.

Proprio quest’ultimo verrà citato nei ringraziamenti per aver dato ispirazione in quello che è il capolavoro del disco e di tutta la produzione Squallor: quella “Mi ha Rovinato il ’68” così divertente quanto amara e disillusoria e magistralmente interpretata da Savio. Una nota nuova per il gruppo quella dell’amarezza ma inserita così bene che basterebbe solo questa canzone a rendere l’idea del genio e del potenziale di questa band.


Tracklist:
01. Attrazione Anale
02. Carceri d’oro
03. Niro nirò
04. Pierpaolo a Beverly Hills
05. Incubo n°2
06. Mi ha Rovinato il 68
07. C’era un Vento Quella Notte
08. Processo a Miami
09. L’Incompiuta
10. Na sera ‘e Maggio, n’ Addore ‘e Rose

 

Cambiamento (1994)

Squallor Cambiamento album 1994Arrivati a questo punto la storia colpisce tragicamente per la seconda volta gli Squallor. Nel 1990 a Savio viene diagnosticato un tumore alla gola e a seguito di un’operazione perderà la voce. Nonostante questo la band dopo 6 lunghi anni trova le forze per pubblicare l’ultimo capitolo, quel “Cambiamento” che raggiunse i nogozi di dischi nel 1994.

A metà degli anni’90 un progetto come quello degli Squallor aveva ancora senso? Dopo essere stati in prima linea contro il perbenismo e la censura nella cultura italiana dicendo quello che non si poteva dire aveva senso un progetto come quello in anni in cui non vi erano più tali restrizioni di sorta?

Noi diciamo di si. Perché in questo presunto clima di tempi nuovi e di libertà di pensiero la copertina originale in cui si prevedeva una caricatura di Umberto Bossi con uno scroto al posto del mento venne, guarda caso censurata. Gli Squallor di una volta avrebbero escogitato qualche altra trovata per perpretare il loro sfottò nei confronti del leader della Lega Nord (che all’epoca andava in giro a manifestare il suo disprezzo per il meridione e dar sfoggio, a parole, della virilità del maschio leghista), ma probabilmente provati, stanchi e impegnati in altri mille progetti non trovarono di meglio se non un banale sfondo bianco con il titolo scritto a lettere colorate come fosse un sussidiario di terza elementare. Peccato.

Se la copertina lascia a desiderare il contenuto dell’ultima opera degli Squallor chiude degnamente l’avventura iniziata 23 anni prima con la solita splendida professionalità e follia che l’aveva contraddistinta. I 6 anni di pausa non hanno scalfito Bigazzi, Cerruti e Savio (qua solo compositore e musicista) e lo dimostrano pezzi come “Cuba”, “Mafia (Che Fare Se Non C’è)”, “Preservame Atù” (uno spasso assoluto) e “Berta 2 (il Cambiamento)” dove il protagonista del primo episodio si rivela essere proprio Umberto Bossi di nuovo mandato in bianco dalla napoletana che gli preferisce un uomo di colore (!).

squallor discografia 1986 1994
Alfredo Cerruti e Gigi Sabani

Per ovviare all’assenza vocale di Savio interviene un inaspettato ospite d’eccezione: Gigi Sabani. Suo il cantato della divertentissima “Filumena” dove si cimenta con il napoletano, l’imitazione di Julio Iglesias nella già citata “Preservame Atù” e sopratutto quella di Vasco Rossi in “Albachiava”, spassosa ogi come ieri.


Tracklist:
01. Preservame Atu
02. Mafia (Che Fare Se Non C’è)
03. Albachiava
04. Pierpaolo Sabato Sera
05. Ma Questa è Un’Altra Storia
06. Pubblicità
07. Berta 2 (il Cambiamento)
08. Filumena
09. Nataloff
10. Cuba
11. Acqua Marcia

 

Era meglio quando c’erano gli Squallor

Qui finisce di fatto la storia degli Squallor. Per dovere di cronaca non possiamo non menzionare che nel 2000, su idea di Bigazzi, uscì un disco intitolato “(S)hit Squallor Remix” contente i remix di un tal Dj N-Noy e un inedito dal titolo “Uh Playboy’s”. Purtroppo si tratta di robaccia.

Di tutti i componenti ad oggi il solo Alfredo Cerruti è rimasto in vita. Totò Savio ci ha lasciato nel 2004 e Giancarlo Bigazzi nel 2012 non prima di comparire nel documentario di Michele Rossi e Carla Rinaldi “Gli Squallor” a lui dedicato.

Le numerose raccolte (più o meno valide) che puntalmente vengono riproposte, lo stesso documentario, gli omaggi e i tributi fatti a questo gruppo testimoniano come il loro mito non sia scomparso ma anzi sia vivo e vegeto come è giusto che sia. Gli Squallor sono stati un esempio di progetto musicale divertente e divertito, nato e morto libero e privo di qualsiasi compromesso., dissacrante e originale. Un qualcosa che risulterebbe inconcepibile ai giorni nostri.
D’altronde…“era meglio quando c’erano gli Squallor” (cit.)

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